Guardiamo avanti, per davvero...

http://files.splinder.com/9e5aab742ed1b9034d006c4c0dbcc83f.jpegÈ giunto il momento di fare i conti con il passato ed iniziare finalmente a pensare al futuro. Perché, probabilmente, il problema di questo paese e che i conti con il passato non li ha ancora fatti.

 

Non ci siamo dimenticati del Fascismo e del Comunismo: è una ferita ancora aperta per molti, mentre per altri è un conto non ancora chiuso. Un'intera classe politica non si è ancora arresa all'inevitabile sconfitta di questi fenomeni politici, non riesce a lasciarli andare, forse perché non c'è stato ancora quel ricambio generazionale sufficiente a riporre quel periodo storico,quelle ideologie, nell'enorme archivio di “Madame Storia”. Il progresso è guardare avanti, non fare “l'occhiolino” indietro.

 

Non ci siamo dimenticati della Prima Repubblica,della sua mentalità e cultura sociale e politica, tant'è che gli “eredi” di quel pezzo di storia italiana ancora scaldano le sedie del nostro Parlamento.

 

Il motto è “largo ai giovani” e abbiamo Deputati e Senatori di 70,80,90 anni che “rubano” lavoro a ragazzi e ragazze che potrebbero rendere qualcosa in più e che invece si trovano con una Laurea, ma senza un lavoro.

 

Piuttosto il motto è “largo ai vecchi e ai raccomandati”. Perché in questo paese “fai carriera se conosci qualcuno”. Dovrebbe essere “fai carriera se conosci qualcosa”!

 

Si parla di meritocrazia ovunque, ma la realtà è che in Italia, nel 2011, vanno avanti ANCORA i raccomandati. Alla faccia del progresso! Si parla di Seconda Repubblica, ma forse la Prima non è ancora finita.

 

Non ci siamo dimenticati degli anni 60 e 70, sia nel bene che nel male, li ricordiamo con quel pizzico di nostalgia che ci danneggia, perché è bene e sacrosanto ricordare il passato, ma è male averne nostalgia. Non si può guardare indietro per cogliere l'ispirazione( parafrasando John Lennon), anche questo non è progresso. Negli anni 60-70-80 grandi uomini hanno fatto grandi cose, nella scienza, nell'arte, nel cinema, nella musica, nella tecnologia, semplicemente perché guardavano avanti, immaginavano, si proiettavano nel futuro. Noi guardiamo avanti, ma camminando indietro.

 

È bene che un popolo conservi la propria memoria, il proprio passato, ma non deve farne il proprio presente. Andare avanti vuol dire anche coraggio; il coraggio di rinnovare le proprie idee, di cambiare visione della realtà.Nessuno dice che è facile, specialmente per questo paese che ha visto, in solo un secolo, sconvolgimenti di ogni genere.

 

E i giovani hanno un compito fondamentale in questo guardare avanti, perché in loro è riposta la speranza verso il futuro. Questo paese non lo cambieranno i vecchi banchieri o i vecchi politicanti, non è loro interesse farlo. Questo paese possiamo cambiarlo solo noi. Prima ci convinciamo di ciò e meglio sarà per tutti. Altrimenti, non lamentiamoci più. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Gabriele Scarfone

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