Grecia sull’orlo del caos - di Mario Lombardo

http://www.altrenotizie.org/images/stories/2013-4/grecia.jpgLe proteste popolari in Grecia seguite all’assassinio avvenuto mercoledì scorso del rapper anti-fascista Pavlos Fyssas, ad opera di un militante del movimento di estrema destra Alba Dorata, si sono unite questa settimana ad una nuova serie di scioperi dei dipendenti del settore pubblico che si battono contro gli incessanti attacchi ai loro diritti e ai loro posti di lavoro da parte di un governo che agisce secondo gli ordini di Bruxelles e degli ambienti finanziari internazionali.

Nella giornata di mercoledì si è concluso uno sciopero di 48 ore indetto dal sindacato del settore pubblico ADEDY, mentre gli insegnanti greci hanno prolungato la loro protesta in corso da giorni fino alla metà di questa settimana. I dipendenti pubblici greci si oppongono ad un piano di mobilità del governo che ha già colpito 12.500 lavoratori. Altri 12.500 dovranno essere in pratica licenziati entro la fine dell’anno, a meno che la cosiddetta troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale) non accoglierà la richiesta di Atene di allungare i tempi per la loro messa in mobilità.

Le minacce che devono fronteggiare i lavoratori del settore pubblico sono però molteplici, a cominciare dalla svendita delle aziende statali da tempo annunciata e dall’impegno preso con le autorità europee per eliminare ben 150 mila posti di lavoro entro il 2014.

Nonostante qualche esponente del governo nei giorni scorsi abbia sostenuto che l’economia greca in questi mesi ha iniziato a dare qualche lievissimo segnale di ripresa, la medicina somministrata dalle istituzioni europee non cesserà in nessun modo nel breve periodo.

Sabato scorso, i rappresentanti della troika erano infatti ad Atene per verificare il rispetto delle misure di austerity imposte alla Grecia e per negoziare l’esborso della prossima tranche da un miliardo di euro del “pacchetto di aiuti” destinato al paese dell’Europa meridionale. Possibili nuovi tagli e misure di austerity in un paese già fortemente provato potrebbero essere decisi in previsione di un buco di bilancio che il prossimo anno dovrebbe ammontare a oltre 2 miliardi di euro.

Un eventuale terzo “bailout” per la Grecia è inoltre in fase di discussione e le trattative dovrebbero durare almeno fino alla fine di ottobre. In cambio di nuovi “aiuti” sarebbero ovviamente richieste ulteriori “riforme” che un governo sempre più debole e screditato dovrebbe però cercare di mettere in atto in un clima di tensioni sociali crescenti e sempre più difficili da contenere anche con la sostanziale collaborazione dei partiti all’opposizione e dei sindacati.

Inestricabilmente legate alla devastazione sociale del paese sono poi le già ricordate manifestazioni di protesta che stanno avvenendo contro il partito neo-fascista Alba Dorata in seguito al brutale assassinio di Fyssas, in particolare dopo che sono apparse su vari media greci le prove dei legami tra questa organizzazione e le forze di polizia.

Basandosi su immagini e testimonianze raccolte nei giorni scorsi, ad esempio, il quotidiano Ethnos ha dimostrato la presenza di membri di Alba Dorata al fianco di un reparto dell’unità anti-terrorismo della polizia greca (EKAM) impegnato a sedare con la forza una manifestazione anti-fascista nella serata del 18 settembre scorso, il giorno in cui è stato ucciso il rapper Fyssas.

Ancora più inquietante è apparso poi un articolo della testata To Vima, nel quale viene descritta la struttura interna di Alba Dorata. L’organizzazione di estrema destra è composta cioè da decine di cellule che conducono aggressioni violente contro immigrati o “nemici” di qualsiasi genere sotto la direzione di membri di spicco del partito.

Il loro addestramento sarebbe garantito da ufficiali facenti parte delle Forze Speciali dell’esercito greco che simpatizzano con Alba Dorata. Di questi gruppi paramilitari faceva parte anche l’assassino di Fyssas, il 45enne Yorgos Roupakias, finito agli arresti qualche giorno fa.

I legami o le simpatie per Alba Dorata delle istituzioni greche non sono comunque limitati solo alla polizia, visto che almeno una parte del principale partito di governo - il conservatore Nuova Democrazia del primo ministro Antonis Samaras - dopo le elezioni dello scorso giugno aveva cercato di promuovere un’alleanza con i neo-fascisti entrati per la prima volta in Parlamento.

Più in generale, i governi succedutisi in Grecia dopo l’esplosione della crisi economica hanno deliberatamente alimentato i sentimenti xenofobi nel paese, così da dividere le classi più disagiate e dirottare il malcontento popolare verso stranieri e immigrati, con il risultato di favorire l’avanzata di organizzazioni neo-fasciste violente come Alba Dorata.

Il sostegno a quest’ultima viene assicurato non solo dalla polizia ma anche da esponenti di primo piano del capitalismo greco, pronti a finanziare una forza paramilitare che, in ultima analisi, ha il compito di reprimere qualsiasi mobilitazione indipendente delle classi maggiormente colpite dalle politiche economiche del governo e dell’Unione Europea.

Di fronte alla rabbia suscitata dallo strapotere di Alba Dorata e dai legami di quest’ultima con la polizia, la classe dirigente greca si è trovata così costretta a prendere qualche provvedimento. Innanzitutto, un’indagine sui legami tra la polizia e Alba Dorata è stata finalmente aperta, mentre nei giorni scorsi sono state perquisite svariate sedi del partito neo-fascista greco e abitazioni di alcuni suoi membri.

Inoltre, lunedì il governo ha rimosso dal loro incarico sette ufficiali di polizia di grado elevato e altri due hanno rassegnato le dimissioni per “motivi personali”. La Corte Suprema greca, infine, ha iniziato questa settimana a discutere un’istanza presentata dal ministro per l’Ordine Pubblico, Nikos Dendias, per stabilire se Alba Dorata possa essere classificata come un’organizzazione criminale ed essere quindi messa di fatto fuori legge.
Fonte: www.altrenotizie.org

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