Gran Bretagna: gli euroscettici fanno il pieno dei voti - di Andrea Perrone

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1321989313.jpgUna vittoria senza precedenti quella degli euroscettici dell’Uk Independence Party (Ukip) di Nigel Farage (nella foto) alle elezioni locali in Gran Bretagna, che stravincono in molti collegi ottenendo ben il 26 per cento dei consensi.
Il premier britannico David Cameron di fronte a questo inaspettato successo è sempre più sotto pressione nel realizzare il referendum sull’adesione all’Unione europea, dopo che il movimento di Farage ha dimostrato di aver ottenuto un consenso senza precedenti nelle recenti elezioni locali grazie ad un nutrito seguito popolare. Secondo i primi risultati infatti il partito degli euroscettici avrebbe ottenuto 42 seggi nelle circoscrizioni in cui la formazione anti-europeista e profondamente ostile all’immigrazione si è presentata. Si tratta di un duro colpo per i Tory e il loro leader Cameron, che oltre a rafforzare l’opposizione laburista rilancia le speranze dell’Ukip di entrare a Westminster e rafforzare la sua posizione anche all’Europarlamento dove possiede un solo deputato. La tornata assume rilevanza anche in vista delle elezioni europee del prossimo anno e di quelle parlamentari del 2015. Farage non ha mancato di definire il consenso ottenuto “un vero cambiamento nella politica inglese”. La contesa era fondata sulla “conquista” degli oltre 2.300 seggi in 35 amministrazioni locali in Inghilterra e nel Galles, in aree tradizionalmente vicine al Partito conservatore. L’elettorato ha dovuto esprimere il proprio consenso per scegliere, anche i nuovi sindaci a Doncaster, nel distretto metropolitano di North Tyneside, e a South Shields, lasciato vacante dalle dimissioni del laburista David Miliband, avvenuto nel marzo scorso. Per ora i laburisti hanno ottenuto il 50,5 per cento dei consensi, mentre i conservatori sono stati relegati al terzo posto con solo l’11,5 per cento. È emerso chiaramente dallo spoglio elettorale che il partito anti-Ue ha conseguito un successo senza pari, relegando i liberaldemocratici al quarto posto e assicurandosi potenzialmente più di 100 consiglieri comunali. Sebbene abbia ottenuto dei risultati stupefacenti, l’Ukip alle elezioni europee del 2004 e del 2009 non era riuscito invece a fare alcun passo avanti rispetto alle ultime consultazioni municipali. Il partito anti-Ue finora è riuscito a far eleggere soltanto un membro all’Europarlamento, pur attestandosi al secondo posto in cinque delle ultime sei elezioni municipali. A subire il crollo verticale dei voti sono stati soprattutto i liberaldemocratici affiancati nella débâcle dai conservatori, sempre più impopolari a causa del loro ruolo nella coalizione di governo che sta compiendo tagli vergognosi allo Stato sociale, in particolare ai portatori di handicap e ai meno abbienti. E’ ormai chiaro però che i voti ottenuti dal movimento di Farage sono l’espressione di una protesta che cova nel popolo britannico e provengono per la maggior parte dagli elettori del Partito conservatore, ma a partire da queste elezioni è evidente che la formazione euroscettica sta conquistando consensi anche tra lib-dem e laburisti. Dal canto suo Farage ha descritto i risultati ottenuti dal suo partito come “notevoli”. Un successo favorito dalla promessa di meno tasse, come l’abolizione dell’imposta di successione, e aiuti sociali a pensionati e famiglie. Così come una campagna dura contro gli ingressi di extracomunitari e la richiesta di investimenti per nuove carceri e più sicurezza. Memorabile l’attacco di Farage a Strasburgo da eurodeputato contro il presidente del Consiglio Ue, Herman Von Rompuy: “Ma lei chi cavolo è? Chi la conosce? Chi l’ha votata? Lei è un silenzioso killer che sta ammazzando la democrazia in Europa”. Nell’ultima seduta sulla crisi di Cipro il leader dell’Ukip ha ribadito il concetto, definendo il commissario europeo Olli Rehn un criminale comune. Intanto i sondaggi demoscopici sottolineano che la maggioranza dei britannici desidera abbandonare l’Ue, ma intende mantenere in qualsiasi caso le relazioni commerciali con il blocco dei Ventotto, mentre una percentuale leggermente inferiore di inglesi vuole votare un referendum contro l’adesione del Regno Unito all’Unione europea. Non resta che sperare che quanto prima si tenga questa consultazione popolare, affinché i britannici se ne vadano rapidamente per la loro strada. Nessun europeo ne sentirà la mancanza.
Fonte: www.rinascita.eu

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