Gli Usa che uccidono

Stanotte una donna di 41 anni è stata assassinata. Il suo nome era Teresa Lewis, ma il suo killer non era un balordo, ma lo stato della Virginia. Una sistema che ‘si vendica’ ed uccide i propri cittadini è incivile.

 

Erano le 21.13 al Greensville Correctional Center di Jarratt, il carcere dello stato ‘confederato’ e repubblicano della Virginia, quando il cuore di Teresa Lewis ha cessato di battere. Gli italiani a quell’ora dormivano, da noi gli orologi segnavano le 3.13.

 

La donna uccisa da una ‘inizione letale’ era anche vittima di un fortissimo deficit mentale. Senza troppi giri di parole vuol dire che era pochissimo intelligente ed anche ingenua, condizionabile, fragile ed infine impreparata a vivere.

 

Due violenti l’avevano incontrata in un supermercato nel 2002, circuita, compreso la sua debolezza, scoperto che il marito aveva una assicurazione sulla vita e deciso di ucciderlo, insieme al figlio avuto in un altro matrimonio, per poi impossessarsi del risarcimento.

 

Furono tutti trovati e processati. Condannati all’ergastolo i due omicidi di sesso maschile, alla pena di morte la donna, per altro con grave handicap mentale.

 

Per sgombrare il campo da qualunque dubbio c’è una lettera di Matthew Shallenberg, uno dei ‘complici’ che scrisse prima di suicidarsi: “Incontrai Teresa in un supermercato e capii subito che sarei riuscito facilmente a circuirla.

 

Uccidere il marito e il figlio fu un’idea totalmente mia. Del resto Teresa era un obiettivo molto facile”.

 

Il governatore della Virginia, Robert Francis “Bob” McDonnell, un repubblicano ultraconservatore, contrario all’interruzione di gravidanza, alle unioni tra gay, forse alla musica rock, nemico giurato dei “‘coabitatori, omosessuali e fornicatori”, è un sostenitore del libero possesso di armi.

 

Educato nell’Università cattolica di Notre Dame, in Indiana, grazie ad una borsa di studio militare e poi paramedico dell’esercito ed infine attorney general, il ‘giustiziere finale di Teresa’ non sembra aver imparato molto del principio cristiano del perdono e  non ha concesso la ‘grazia’.  Soprattutto perchè i voti si conquistano facendo i ‘duri’.

 

D’altra parte il governatore è sempre stato esplicito: “La natura di base dell’uomo è orientata verso il male. Quando l’esercizio della libertà si trasforma in pornografia, uso di droga o omosessualità il governo deve reprimere, punire e scoraggiare”.

 

Con una dichiarazione agghiacciante un portavoce del dipartimento penitenziario della Virginia, Larry Traylor, ha detto dopo l’esecuzione: “Non ci sono state complicazioni”. Un omicidio premeditato senza problemi, insomma.

 

L’oscena e criminale liturgia che precede l’assassinio di Stato ha permesso a Teresa di mangiare prima di essere uccisa. Lei ha chiesto cose semplici: pollo fritto, fagiolini, un dolce al cioccolato e una crostata alle mele.

 

Gli aguzzini quindi le hanno fatto fare la doccia, perchè potesse morire ‘pulita’ e dopo l’hanno portata nella ‘camera della morte’.

 

Ad assistere allo ‘spettacolo’ quattro giornalisti. Uno di loro ha raccontato: “Quando è entrata nella stanza ha alzato gli occhi, guardandosi intorno, terrorizzata. Alcuni ufficiali hanno cercato di calmarla accarezzandole le spalle”.

 

Negli Stati Uniti, dal 1976, 1200 persone sono morte a causa della barbara legge che consente allo Stato di uccidere.

 

Gli americani debbono essere consapevoli che il loro Paese compie omicidi premeditati assolutamente lontani da una qualsiasi concezione della Giustizia. E da stamattina il governatore della Virgina McDonnell è eguale a chi fa uccidere.

 

(Fonte: inviatospeciale.com )

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