Giuliano Pisapia: «I milanesi hanno capito da che parte sta l’estremismo»

http://2.citynews-milanotoday.stgy.it/pictures/20110201/pisapia-ok.jpegUn risultato che, così importante, ha rappresentato «una sorpresa anche per noi». Ma, riflette Giuliano Pisapia alla vigilia dei ballottaggi per le amministrative a Milano, figlio della gran voglia dei milanesi di voltare pagina, comprendendo da che parte si trovi l’estremismo.

 

Dunque, ci ritroviamo. Lo avrebbe mai detto?... intendo così in vantaggio, quasi alla soglia del 50% al primo turno.

 

Lo abbiamo sempre detto che avremmo superato la Moratti, da mesi, da quando centinaia di cittadini mi hanno chiesto di sfidare il centrodestra e di riconquistare Milano.

 

È un vantaggio che parla di una città in pieno rinnovamento. In effetti però un vantaggio così importante è stata una sorpresa anche per noi. I milanesi sono tornati a fare politica, buona politica, a interessarsi in prima persona dei problemi della loro città. L’esperienza delle Officine per la città, che hanno contribuito a stendere il programma, è stata straordinaria. Da lì ho capito che il vento stava davvero cambiando. La vittoria al primo turno è stata sopratutto una vittoria dei milanesi.

 

Cosa crede abbia cambiato le sorti di tutti i sondaggi? 


 

La gran voglia della città di voltare pagina, una candidatura come la mia che andava al di là dei partiti, la capacità della nostra coalizione di creare unità non solo all’interno del centrosinistra, ma tra cittadini con esperienze e formazione politica diverse. I fallimenti della Moratti e la campagna aggressiva e denigratoria portata avanti dal centrodestra hanno fatto il resto: hanno allontanato ancora di più i milanesi, già stanchi e delusi dall’amministrazione di questi ultimi anni.

 

La Moratti la ha attaccata in modo scorretto ma pare che ci siano persone che comunque sono più propense a credere alle sue parole. Cosa pensa sia realmente cambiato nella società? 


 

I milanesi hanno capito da che parte sta l’estremismo. È il centrodestra che ha usato, e usa ancora, toni inaccettabili e ha mostrato un volto intollerante. Io e il mio programma parliamo di una città in cui si torna a respirare un'aria pulita, non solo nelle strade ma anche nelle istituzioni, una città solidale e collegata con l'Europa e con il mondo. Tutto ciò lo spieghiamo in modo pacato illustrando ai singoli cittadini, con cui siamo in diretto e costante contatto, il nostro progetto.

 

Il Presidente Napolitano chiede da tempo di abbassare i toni e dopo lo scivolone, anche la Moratti ci ha provato… Sia Berlusconi, che la Lega, grande assente dal primo turno, hanno invece ripreso ad alzarli. Cosa dobbiamo aspettarci?

 

Sono gli ultimi e disperati tentativi di recuperare il terreno perduto. Il clima è stato avvelenato dal centrodestra in modo preoccupante. Per questo motivo ho incontrato Alessandro Marangoni, il questore di Milano. È fondamentale uscire da questa spirale di violenza e di false accuse. Da parte mia ho fatto un esposto alla procura della Repubblica di Milano in merito ai tanti episodi segnalatici di comparse travestite da zingari e ragazzi trasandati che vanno in giro per la città disturbando e dicendo di far parte dei Comitati Pisapia.

 

La tensione è altissima, accuse di aggressione, tensione nei banchetti. Come si arriva a questo punto? Ci sono colpe precise? 


 

Si arriva a questo punto instillando l’odio, fomentando la paura e raccontando bugie macroscopiche sul mio conto e sul programma elettorale.

 

Sia su Facebook che sui giornali di Berlusconi leggiamo frasi del tipo: altro che Duomo, con Pisapia diventerà una moschea. E ancora: i Rom diventeranno i padroni. Cosa risponde? 


 

Sono proprio queste le bugie macroscopiche di cui parlavo prima. I milanesi sanno che si tratta di ipotesi fantascientifiche. È grottesco immaginare che sotto la mia amministrazione il Duomo diventerà una moschea e che i rom saranno i padroni della città. Nel nostro programma, invece, sosteniamo che vada riconosciuto un principio, un diritto umano fondamentale: quello di poter esercitare in libertà e dignità la propria fede. Per quanto riguarda i rom, abbiamo sempre detto che i campi abusivi sono una vergogna e creano situazioni pericolose per tutti. Vanno superati anche attraverso progetti di autocostruzione già previsti, peraltro, dal “Piano integrazione nella sicurezza” del ministro Sacconi e realizzati in diverse città italiane ed europee. In entrambe i casi, ai fini della sicurezza di tutti i cittadini, è comunque importate far rispettare leggi e regole che già peraltro esistono.

 

Come la volta scorsa ho domandato ad alcuni cittadini di farle una domanda, la più gettonata riguarda i locali cinesi. In primis i centri massaggi. Spesso covi di prostituzione sotto gli occhi di tutti. Se ne parla da anni, ma prolificano. Insieme a questo anche gli orari, in concorrenza sleale verso chi segue le regole. Lei, nello specifico, cosa pensa di fare?

 

Pensiamo di far rispettare le regole facendo i dovuti controlli.

 

Sicurezza, punto su cui tutti i sindaci puntano molto in campagna elettorale. Lei dice che la Moratti non parla con i responsabili delle forze dell’ordine. Lei ha già pronto un piano d’intervento? 


 

Abbiamo incontrato le forze dell’ordine e riteniamo fondamentale metterle in condizione di fare il loro lavoro. Il Governo, invece, negli ultimi anni ha tagliato 3,7 miliardi di euro. Durante l’amministrazione Moratti ci sono stati 480 agenti di polizia locale in meno rispetto a quella di Albertini. Nel 2011, peraltro, i reati in città sono aumentati. Inoltre, in risposta alla Moratti, che dice che a Milano la mafia non esiste, il primo atto del Consiglio comunale di centrosinistra sarà l’istituzione della Commissione antimafia anche e soprattutto in vista di Expo 2015 e dei suoi appalti. Perché per noi sicurezza significa il contrasto della criminalità comune, come di quella organizzata.

 

La città che immagina, avrà ancor più aree verdi? 


 

Il verde è un punto fondamentale del nostro programma, perché la città ha bisogno di ossigeno. Ecco perché oltre alle misure antitraffico e antismog, su cui daremo risposte dopo i referendum ambientali del 12 e 13 giugno, è necessario incrementare le aree verdi non solo in periferia ma anche nel centro della città.

 

Alcuni dicono che nel suo programma ci sono tante promesse mentre non si parla dei mezzi con cui mantenerle cioè de i fondi. Come risponde? 


 

Abbiamo messo a punto piani di fattibilità che dimostrano come sia possibile costruire il modello di città che ipotizziamo, razionalizzando le spese e tagliando gli sprechi, ancora troppo evidenti nell’amministrazione Moratti. A partire dalle consulenze d'oro che tante risorse hanno sottratto alle casse della città.

 

Cultura. In che stato è Milano secondo lei? Ad esempio, il teatro Smeraldo è al collasso a causa dei dei lavori ormai annosi davanti all’ingresso. Cosa bisogna fare?

 

La cultura è stata mortificata in questi ultimi anni. Proprio per questo abbiamo deciso di ridarle slancio investendo nuove risorse e puntando sulla creatività prima di tutto dei giovani. La scelta di presentare la Lista Civica Milly Moratti per Pisapia al Teatro Smeraldo è importante e sottolinea il nostro impegno per salvaguardare questo luogo e per difenderne il valore culturale per Milano e i milanesi. E sempre a proposito dello Smeraldo, per noi i lavori per i parcheggi sotterranei, quando necessari, devono avere tempi certi. In ogni caso sono a favore di un cultura diffusa: grandi e piccoli eventi non solo in centro ma anche nelle periferie e rivalutazione delle biblioteche di quartiere in tutta la città, a vantaggio dei residenti, dai bambini agli anziani.

 

Centri sociali. Alcuni occupano illegalmente stabili e aree dismesse. Diamo una risposta anche a chi la taccia di “connivenza”?

 

Tutte le situazioni di abusivismo e di occupazioni illegali vanno contrastate facendo rispettare la legge, ma anche ascoltando le esigenze e le motivazioni di chi si trova in situazioni di particolare vulnerabilità sociale. Per questo motivo abbiamo fatto del problema casa e del recupero, per esempio, dei 5000 appartamenti vuoti dell’Aler, uno dei punti centrali del nostro programma.

 

Quale la sua definizione di politica oggi. Molti credono che gli steccati e le ideologie non debbano più esistere, Lei ad esempio otterrà il sostegno di alcuni politici di destra, come Fabio Granata e giornalisti come Filippo Rossi, cosa ne pensa?

 

Politica significa partecipazione dei cittadini. Ed è quello che siamo riusciti a fare noi subito dopo le primarie, coinvolgendo migliaia di milanesi che hanno contribuito con le loro proposte alla stesura del programma elettorale. Gli ideologismi si superano in questo modo. Partecipazione è democrazia e per questo motivo molti esponenti del Terzo Polo guardano a noi con interesse e stima e si sentono distanti dalla politica portata avanti da Letizia Moratti. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

 

Autore: Fabio Lazzari

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