Giappone al collasso. E gli hedge fanno milioni di dollari

http://www.valori.it/_media/images/immagini/japan_crisi.jpgMentre il Giappone lotta disperatamente per scongiurare un disastro nucleare, sui mercati finanziari c’è chi si sta arricchendo sulle conseguenze della catastrofe incassando i premi di una scommessa rivelatasi in definitiva vincente. Il riferimento corre ovviamente agli hedge funds, oggi in prima linea nel cogliere i frutti del collasso dopo essersi piazzati strategicamente sulla piazza finanziaria facendo quello che da sempre riesce loro meglio: scommettere al ribasso.

 

Da almeno un paio di decenni la tenuta dell’economia giapponese suscita alcune perplessità a fronte di un rapporto debito/Pil senza eguali nel mondo. La sostenibilità del disavanzo pubblico nipponico si regge da sempre su un paio di fattori: la concentrazione essenzialmente domestica dei titoli di Stato (il 95% dei quali risulta in mano ai risparmiatori e agli investitori locali) e la disponibilità delle banche a mantenere il costo del denaro a livelli prossimi allo zero. Questo sistema, sufficientemente rischioso da meritarsi la definizione di “trappola della liquidità”, rischia ora di andare in crisi di fronte alla necessità del governo mettere mano al portafoglio per sostenere un intervento pubblico inaspettato e senza precedenti allo scopo di sostenere l’economia. Si stima che i soli danni diretti del terremoto siano già costati 15 trilioni di yen, oltre 180 miliardi di dollari (più o meno il 3% del Pil). Per gli hedge che da tempo “scommettono contro” sembra essere arrivato il momento tanto atteso. Alcuni attori della finanza speculativa come Hayman Advisors e Commonwealth Opportunity Capital, riferisce oggi il Wall Street Journal, hanno già ottenuto importanti profitti puntando al ribasso sul mercato obbligazionario pubblico e su quello privato. Il piccolo Commonwealth Opportunity, in particolare, un fondo di Los Angeles con appena 90 milioni di dollari di capitalizzazione, avrebbe guadagnato milioni investendo meno di 200 mila dollari in una scommessa al rialzo sul costo dell’assicurazione dei debiti della Tokyo Electric, una delle società, manco a dirlo, maggiormente colpite dagli effetti del terremoto. Il costo di protezione dei crediti vantati nei confronti di quest’ultima (misurato dai derivati noti come credit default swaps) è letteralmente esploso salendo di circa 200 punti base nello spazio di cinque giorni. In sintesi: per assicurare un credito da 10 milioni di dollari venerdì scorso erano sufficienti 40.700 biglietti verdi. Lunedì ne servivano circa 240 mila. Stesso discorso per la copertura del rischio sui bond sovrani quinquennali salito di 14 punti base nello stesso periodo. ( Fonte: www.valori.it)

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