" Fuori i maschi dalla sala parto" di Patrizia Guenzi

http://media.caffe.ch/media/2011/02/8525_17_medium.jpgBasta con i maschi in sala parto! Sono fonte di agitazione, impicciano, allungano i tempi e, addirittura, pare esserci una correlazione tra la loro partecipazione alla nascita del bebè e il ricorso al cesareo. Sembra che i padri, anziché tranquillizzare, sarebbero fonte di ansia e stress provocando, nella partoriente, la produzione di adrenalina che andrebbe a scapito dell'ossitocina, l'ormone che stimola le contrazioni. Insomma, messa così, vien voglia di buttarli fuori subito 'sti maschi dalle sale parto. Anche perché - come spiega molto bene il massimo sostenitore di questa sorta di ultima crociata femminista, il ginecologo francese Michel Odent - molto meglio che accanto alla gestante ci sia una brava ostetrica. E basta. "Bè, non sarei proprio così assolutista", premette il dottor Giorgio Caccia, primario di ginecologia all'ospedale Beata Vergine di Mendrisio. "È però vero - aggiunge - che il padre, io lo ripeto spesso, non è indispensabile. Non è lui che deve partorire. Troppa compartecipazione può essere dannosa". "Il papà in sala parto è d'aiuto - replica il dottor Christian Polli, capoclinica di ginecologia al Civico di Lugano -. Si sanno comportare bene e hanno un ruolo attivo nella presa a carico del nascituro".
Se ai tempi delle nostre nonne il problema non si poneva - si partoriva in casa e gli uomini molto raramente smettevano di occuparsi delle loro faccende o, al massimo, se ne stavano fuori stanza a fumare - i padri hanno iniziato a varcare la soglia di una sala parto negli anni Ottanta. Da lì è scattata una gara al neopapà più collaborativo: chi assisteva meglio, chi asciugava il sudore dell'ansante mamma più in fretta, chi, perché no?, faceva il filmino più bello, chi riusciva a non svenire se vedeva sangue.... Che dire? Una sorta di ulteriore dichiarazione d'amore. "Il parto è una storia di donne - insiste Caccia -. In quel momento dovrebbero ritrovare una parte di sè, ancestrale direi. Mentre, col fiato sul collo del partner, c'è troppa razionalità e aspettativa. Invece serve disponibilità. E il padre, in questo senso, può essere d'impiccio".
E allora, meglio fare un passo indietro. Meglio non voler essere presenti a tutti i costi e lasciare più "spazio" all'istinto. Dovremmo forse, anche in questo caso, guardare al Regno animale. Le femmine si ritirano in solitudine. Una ragione ci sarà... "La coppia deve decidere in completa armonia e libertà - aggiunge il dottor Polli. Senza nessuna forzatura". "Ci sono papà discreti - aggiunge Caccia -, ma a volte c'è troppa compartecipazione. Ci vuole invece meno ragione e più istinto per aiutare la partoriente a ritrovare un'altra dimensione". ( Fonte. www.caffe.ch)
p.g.

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