" Frequenze tv: caro vecchio conflitto di interessi... " di Federica Colonna

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/economia/promani1_200_200.jpgPaolo Romani è l'uomo giusto al posto giusto. Esperto di televisione, con alle spalle una lunga carriera da ReteA a TeleLombardia fino a Lombardia7, dovrà, nelle vesti di Ministro dello Sviluppo Economico, predisporre una commissione ad hoc per l'assegnazione di 6 nuove frequenze tv, 5 sul digitale terrestre e una per il Dvhb, cioè per i dispositivi mobile. Il pover'uomo starà vivendo in queste ore una forte tentazione: regalare almeno uno dei nuovi canali all'editore del cuore, Mediaset. L'assegnazione delle frequenze, infatti, riguarda nuovi e vecchi soggetti editoriali i quali non dovranno sborsare un solo euro per accaparrarsi lo spazio, poiché, signore e signori, non c'è gara, non c'è licitazione, ma un favoloso, succulento beauty contest. Altro che Miss Italia, è questo il concorso di bellezza più appassionante dell'estate agli sgoccioli, la selezione dell'editore adatto ad occupare un pezzo di mercato in più.

 

Già lo scorso agosto il caro Romani, nel ruolo di sottosegretario con delega alle comunicazioni, ha sfruttato l'opportunità di lanciare un chiaro segnale, dimostrazione di una innata passione per il conflitto d'interesse. Il nostro, infatti, ha permesso a Mediaset di occupare il canale 58 del digitale terrestre per sperimentare l'alta qualità proprio in vista della ricca assegnazione. La concessione sarebbe dovuta durare 6 mesi, ma il tempo della sperimentazione, inaspettatamente, si è protratto e, fatto ancor più grave, Mediaset, proprio in virtù dell'occupazione del canale, potrebbe essere avvantaggiata rispetto agli editori concorrenti. Il Biscione avrà colto l'opportunità di innovare, non solo da un punto di vista tecnico ma anche di contenuti? La risposta è un sonoro no, e il famigerato canale 58 è servito per trasmettere in differita i programmi dell'amata tv versione etere.

 

La storia del beauty contest, insomma, non è nuova, poiché la procedura per l'assegnazione delle frequenze è stata bandita dall'Agcom a fine 2009, e pare abbastanza tormentata. È noto, infatti, l'intervento di Joaquin Almunia, commissario UE alla concorrenza, il quale è intervenuto per opporre un sostanziale invito a evitare un nuovo caso Europa 7, noto per l'impedimento all'editore Di Stefano di trasmettere sulla frequenza tv che gli spetta di diritto perché occupata da Rete4.

 

Prima Scajola, quindi, poi, per un lasso di tempo breve quanto sofferto, Brancher, hanno avuto l'opportunità di gestire l'affaire e di donare al tycoon de noantri un canaluccio in più. Oggi Romani, aiutato dalla sapiente Catia Polidori, si trova di fronte a un'opzione morale non da poco: assecondare, come d'abitudine in casa Pdl, il conflitto d'interessi, oppure scegliere per il bene del paese, magari selezionando un neo editore, un soggetto più capace di introdurre un elemento di innovazione nell'ingessato mondo della tv nostrana.

 

La proposta più allettante, nell'intera vicenda, è quella di Vincenzo Vita, Pd, il quale lancia l'ipotesi di introdurre nella manovra finanziaria lacrime e sangue, e cuor grondante di Silvio, la vendita delle frequenze, sostituendo una gara al beauty contest previsto. Insomma, il popolo delle libertà ha un bel da fare: i parlamentari possono accogliere la modifica salutandola come un segnale necessario, un atto dovuto di fronte al paese in ginocchio, oppure possono continuare sulla strada del conflitto d'interesse. La scelta non è secondaria, ma si tratta di un gesto politico dalla portata simbolica e economica straordinaria: la vendita dei canali, infatti, potrebbe portare nelle casse dello Stato una bella somma, adatta a tappare qualche buco e a prendere il posto di qualche sacrificio popolare.

Vediamo allora, cosa gronda di più: se il cuore o il portafogli di Mr Berlusconi. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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