Frecciarossa e web: meglio l’aereo!

http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/trenofrecciarossa.jpgSe la vostra scelta, tipicamente nella tratta tra Milano e Roma, cade sul Frecciarossa nell’idea di poter lavorare via web… allora è meglio se prendete l’aereo. In fondo, a parte il tempo di volo, potete anche collegarvi con il vostro apparato (a pagamento) per navigare... in attesa che negli aeroporti italiani scoprano che esiste il Wi-Fi!

 

In un Paese arretrato (forse retrogrado!), dove i politici non si occupano di creare nuove infrastrutture o ammodernare (quantomeno!) quelle lasciate dal Ventennio (a Milano basta andare in Stazione Centrale o alle Posta centrale di piazza Cordusio o al 'Policlinico' per rendersi conto che i milioni di miliardi di tasse/imposte, in lire prima ed in euro poi, non sono certo serviti a migliorare il servizio al cittadino…) ma di trovare la casa o il 'posto' ("parentopoli" è scoppiata a Roma ed ora ci aspettiamo solo che si trovi un 'filone' milanese) agli "amici degli amici".

 

E come succede in A1, con la linea del vostro cellulare che cade almeno 50 volte tra barriera e barriera (intanto c’è lo "scatto alla risposta" che fa godere il gestore)... figuriamoci in treno, dove, per fare cadere il segnale, non bisogna neppure aspettare la prima galleria!

 

Con il wireless che "passa" FS (nel mio caso sarei "ospite" di Totti e consorte) perdo il segnale appena fuori dalle vecchie arcate della storica stazione, ormai "ridotta" ad un centro commerciale. Riesco a ricollegarmi solo dopo qualche minuto e mi accorgo che il segnale, molto lento in fase "attiva", non regge l’uscita neppure di 1 mail con 20 parole (troppo pesante, si imballa)…

 

Ringrazio il cielo di aver infilato nello zainetto la mia "fidata" internet-key: tutte le volte che l’avvio mi chiedo se il "Garante delle Tariffe" insieme al "Garante della Pubblicità" abbiano mai usato un pc (io me li immagino che si scambino, dai loro lussuosissimi uffici, dove siedono su troni intarsiati e laccati di oro zecchino, allietati da un’orchestra di archi, le barzellette sui consumatori utilizzando i piccioni viaggiatori) e soprattutto una connessione "che potrebbe viaggiare oltre 20 Mbps"…

 

Anche questi 2 "mitici" personaggi, dipendenti (almeno per lo stipendio) dello Stato, potrebbero restare (spiacevolmente) "sorpresi" da una realtà assolutamente "lontana" dalle promesse commerciali e dai prezzi ancora troppo alti (rispetto agli altri paesi industrializzati ed alle, purtroppo fantomatiche, prestazioni). Che la velocità l’abbia misurata proprio il 'mitico' capitano della Roma?

 

In fondo anche la Panda 600 che aveva mia nonna avrebbe potuto raggiungere i 300 km/h (magari a bordo di un treno giapponese ad alta velocità) e perfino superare la velocità del suono (a bordo di un aereo cargo). Ma nella banale (ahimè!) quotidianità… Mi viene il dubbio di essere "limitato" io, almeno nella fantasia; mi toccherà vivere ordinariamente!

 

La famosa "copertura" della telefonia mobile, con il residuale 3-6% del Paese "scoperto", ma con quella percentuale anch’essa assolutamente "mobile", tanto da inseguirmi, per anni, lungo autostrade e strade (statali e provinciali), in quasi tutte le gallerie (come accade tuttoggi andando da Milano a Sondrio: roba da "legaioli", per plagiare un piccolo/grande comico) l’ho ritrovata "alla grandissima" (un dejavu, me lo potrebbero forse "spacciare" anche come un piacevolissimo flash back sulla mia giovinezza) con l’internet-mobile!

 

Gira già la voce di un prossimo collocamento di massa di aziende legate al web, negli USA, e già immaginiamo una lista di follower nel "resto del mondo", inevitabilmente anche in Italia, con tanti 'media', specializzati e 'non', pronti a cantare le "lodi" della nuova tecnologia delle opportunità world-wide anche per i piccoli artigiani di Bollate o Rozzano o Cernusco S/N.

 

Come se il mondo fosse tutto lì ad aspettare il debutto di qualche negozietto italiano, presentato da un sito che non potrebbe reggere più di 1.000 visitatori per volta e quasi sicuramente "invisibile" al motore, in particolare Google, che proprio non riesce a trovare quei soggetti "esterni" al loro "sistema" delle G-adw.

 

Purtroppo internet è un business che sconta (specie da noi) poco professionismo e ancor meno professionalità, con molti siti, anche destinati all’e-commerce o alla distribuzione di news, dall’incerta proprietà e dalla sconosciuta gestione; qualche volta c’è la possibilità di interfacciarsi (per l'identificazione o la relazione) un acronimo e 1 e-mail, a volte solo 1 e-mail, a volte solo un form di contatto (che non si sa dove andrà a finire…).

 

I giornali ufficiali (e legali) non denunciano (allo Stato ed alla Polizia postale) l’abuso di attività giornalistica di molte pseudo-testate (che parlano di sport e perfino di SALUTE) mentre i provider non si preoccupano di vendere il dominio della "Gazzetta Ufficiale di Lombardia" al "qualunque" Mario Rossi della situazione, senza verificarne, in primis, la legittimazione all’acquisto.

 

Mi pare che una "specie" di regolamentazione funzioni solo se il sedicente Mario Rossi intenda aprire la "Banca della Repubblica di Lombardia" o le "Assicurazioni Nazionali Lombarde", ma penso che con qualche abile "combinazione" in italiano ("Ba-n-ca-di-Lombardia") o in inglese... si possa aggirare l'ostacolo! In attesa che qualche "buontempone" non inizi a "clonare" i siti istituzionali magari ri-esumando quelli dei Ministeri soppressi...

 

Tutto questo accade mentre alla nostra mail arrivano, quotidianamente, gli spam di banche o altre importanti aziende private che offrono posti di lavoro, medicine per il vigore sessuale e nuove amicizie (specie dai Paesi dell’Est). Intanto non si prevedono (soprattutto non si "comminano") né reati né multe né punizioni di "qualsiasi" natura; al peggio una ramanzina.

 

Un mio collega mi ha mostrato il dialogo, pubblico (indicizzato da Google), di sua figlia MINORENNE che su Netlog riceve esplicite PROPOSTE SESSUALI da uno sconosciuto (che potrebbe essere a sua volta minorenne o più che 70enne), proprio come "vietato" dal disclaimer. E ci piacerebbe moltissimo che il pool della Magistratura milanese approfondisse la questione…

 

E poi non è vero che su internet si può fare “tutto”: spesso il home-banking non funziona o va pianissimo, mentre alcuni siti di servizi pubblici si fermano per manutenzione o perchè scontano un grave ritardo rispetto alla telematica real-time. E floppano anche gli adempimenti obbligatori per legge… piuttosto che le prenotazioni (o addirittura le più "semplici" richieste di info) negli ospedali, puntualmente senza risposta, mentre i numeri verdi dei CUP (spesso pubblicati con i numeri errati nei siti di riferimento) ti lasciano "ammuffire" nell'attesa…

 

Ma qualcuno si è chiesto come può funzionare l’e-commerce in un paese dove un pacco parte… ma non si sa se, poi, arriva? Qui un pacco può impiegare anche 7 o 20 giorni per fare 15-20 chilometri. Nella periferia di Milano, non nella provincia o nelle valli dell'Oltrepò, si fatica ad avere la banda larga…

 

Intanto vediamo (in tv) i nostri politici parlare della "rete" con la stessa disinvoltura con cui parlano di fusione o fissione nucleare, piuttosto che di energie “rinnovabili” (magari confondendo, sempre con grande nonchalance, Watt e Joule).

 

E le nostre (con "orgoglio" tutto italiano, tanto che la solita figlia del mio collega chiama suo padre "orgoglione") potenzialità di flop tecnologico sono già state dimostrate con il digitale terrestre. Vedete bene tutti i canali? Sempre? ( Fonte: www.milanoweb.com)

Autore: Angelo Caratti

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