" Forno in terra cruda… autocostruirlo? " di Andrea Magnolini

http://www.ilconsapevole.it/imgart/forno_terra_cruda_G.jpgCom’è nata l’idea del forno di terra?

Mi trovavo a Dumenza, vicino al Lago Maggiore, quando un amico (Giobbe delle Cascine Preoccupate) mi ha raccontato di come aveva realizzato un forno con la terra presa direttamente dal pendio.. Una volta tornato alla coop. Dulcamara (www.coopdulcamara.it), dove lavoravo come educatore ambientale, ho preso un gruppo di malcapitati bambini con cui stavo facendo un campo estivo e abbiamo cominciato a costruire questo forno con la terra argillosa del calanco. Nonostante sia pieno di imperfezioni tecniche, il forno è ancora lì dal 2006 e cuoce a meraviglia.

In seguito ho conosciuto Alberto Rabitti, un ingegnere che ha studiato l’uso della terra cruda. Rabitti propone da anni atelier nelle scuole e nel 2007 ha guidato un progetto INFEA (Sistema di Informazione, Formazione Educazione Ambientale della Regione Emilia Romagna), all’Ecoistituto di Cesena sull’uso della terra cruda. Durante uno di questi incontri, a cui ho partecipato, ho conosciuto Martin Stoppel (fumista bavarese, www.calorenaturale.it), che è stato un po’ il mio maestro.

Un po’ di storia…

Questi manufatti si incontrano frequentemente nella storia; dal neolitico in poi molte popolazioni, dai Celti agli Etruschi, hanno adottato forni con la volta in terra cruda. Ancora oggi in Africa, Asia, America Latina, Sardegna ecc. si utilizzano questo tipo di forni, che sono efficientissimi. In Argentina tutti i proprietari di una casa in campagna hanno un barbecue e di fianco un forno di terra.

Dopo aver costruito il mio primo forno in terra cruda ho pensato che le invenzioni geniali non appartengono solo alla modernità e mi sono domandato come mai non fossero diffuse ancora oggi.

Per farne uno

Per realizzare un forno di questo tipo bisogna innanzitutto considerare i costi della base e della tettoia, a cui si deve comunque far fronte anche per costruire qualsiasi tipo di forno.

Per il forno vero e proprio occorrono circa 60 euro: il costo di una cinquantina di mattoni refrattari e altri laterizi, di un ballino di paglia e di circa mezzo metro cubo di sabbia fine da fiume. Meglio evitare la “sabbia di frantoio” perché è ottenuta macinando calcinacci e altri rifiuti edili e dentro c’è di tutto. La terra può essere presa direttamente dal giardino o la si può chiedere in regalo ad un contadino (ne bastano circa 7-8 carriole). In alternativa ai mattoni refrattari, per la base, si possono utilizzare mattoni vecchi (quelli moderni estrusi si sfogliano con il calore intenso). In questo caso bisognerà avere una “buona mano” perché questo tipo di mattoni, essendo irregolari, richiedono più attenzione per creare un piano omogeneo.

In quanti giorni si costruisce?

Si consiglia, innanzitutto, di procurarsi un bel gruppo di amici o persone interessate perché il lavoro manuale è tanto ma se viene condiviso la fatica diventa salutare, ci si diverte e la pizza in finale renderà questi due giorni più simili ad una festa che ad un impegno gravoso. Se vi sembra troppo lungo e faticoso, considerate il tempo e l’impegno che servirebbero per guadagnare il denaro necessario per acquistare un forno prefabbricato.

La scelta della terra

Per tutti i manufatti in terra cruda serve una terra che contenga un buon quantitativo di argilla, che la rende appiccicosa da bagnata e dura quando asciuga. La terra, priva di sostanza organica, viene prelevata 30 cm sotto la superficie del suolo. A questo punto si fanno dei test formando alcune pagnottine miscelate con quantità diverse di sabbia (che serve per smagrire l’impasto), da fare asciugare poi all’ombra. Una volta essiccate si può vedere quanto il composto “ritira” e se compaiono delle crepe. Successivamente si cuociono le pagnottine di terra-sabbia per vedere se la terra regge le alte temperature; in certi tipi di terra, infatti, la presenza di alcuni minerali fa crepare l’impasto. Dai test si capisce la giusta proporzione di sabbia e terra.

http://www.ilconsapevole.it/imgart/piedi_impasto.jpgI 3 passi per costruire un forno

Fatto tutto questo si inizia allora a setacciare la terra per creare una colla a base di terra argillosa e sabbia che servirà per incollare i mattoni della base e per l’intonaco di finitura. Poi, per il primo impasto della cupola si versano circa 4 carriole di terra e sabbia in proporzione, si aggiungono acqua e paglia e si inizia ad impastare. Con i piedi è meno faticoso che con le mani. Per fare la cupola ci sono diversi metodi: con il cumulo di sabbia che poi si toglierà alla fine, con una centina di legno o ancora più semplicemente con un intreccio di rami freschi e flessibili (potete raccogliere rami di nocciolo o salice potati di fresco nelle vicinanze), attorno al quale si modella la volta.

Il secondo giorno si possono realizzare le due bocche, lo sfiato per il fumo - la canna in acciaio si può mettere o non mettere. Il secondo strato del forno verrà impastato aggiungendo più sabbia e molta più paglia del giorno precedente; il composto risulterà più leggero e quindi isolante. Entrambi gli strati sono di circa 7-8 cm.

http://www.ilconsapevole.it/imgart/forno_gatto.jpgForme e finiture

Infine, la terra invita naturalmente ad essere modellata. Con pochi colpi di dita e un po’ d’occhio si possono creare delle forme che renderanno ogni forno unico e con un’anima che il fuoco contribuirà a rendere ancora più viva. Con una barbottina di terra e sabbia lo si può colorare, perché, come dice Alberto Rabitti, “non esiste infatti la terra al singolare ma le terre”, ed è stupefacente scoprire che, in pochi chilometri, la terra cambia colore e consistenza, dal grigio, all’ocra, al giallo, al rosso, al bianco... Questi colori non sbiadiscono con il sole perché non sono dati da pigmenti o ossidi ma dall’argilla stessa e dagli inerti presenti nella terra.

Chi può farlo?

Costruire un forno in terra cruda è alla portata di tutti. Basta avere un po’ di manualità (o degli amici che ne hanno) e voglia di sporcarsi un po’. I bambini possono partecipare in quanto non si usano materiali tossici o pericolosi. Questo tipo di manufatto è adatto a tutte le tasche in quanto non sono necessari macchinari per realizzarlo ed il suo costo monetario è bassissimo.

Perché costruire un forno in terra cruda

E’ bello costruirsi un forno in terra cruda se si sente il bisogno di farlo e se verrà utilizzato realmente. Rispetto ai forni prefabbricati ha alcuni vantaggi: non contiene cementi e altri materiali edili industriali che spesso contengono a loro volta scarti di fonderia, ceneri di inceneritori ed altre “amenità”. Inoltre, essendo il cemento un buon conduttore e un pessimo isolante termico, i forni prefabbricati di solito si raffreddano molto in fretta, mentre la panificazione richiede che il calore venga trattenuto a lungo. Che è proprio quello che succede in un forno in terra cruda grazie al buono spessore della cupola (dai 14 ai 20 cm). Visto che la terra è un materiale gratuito ci si può permettere di non lesinare sulle quantità! Con alcuni forni di terra molto ben coibentati si possono fare 2 infornate di pane con un solo fuoco.

C’è poi l’impagabile soddisfazione di “fare tutto con niente”, cioè reperire tutti i materiali in natura, conoscerli, scoprirne la varietà ed imparare ad usarli senza recare danno all’ambiente, cercando di lasciare a chi verrà dopo di noi un mondo un po’ migliore di quel che abbiamo trovato.

http://www.ilconsapevole.it/imgart/forno_elefante.jpgDove collocarlo

Lo si può costruire in casa, in giardino, sfruttando un pendio o un poggio, o realizzando una base in muratura (mattoni, sassi a secco ecc.). Un’opzione molto interessante è costruirlo sotto una tettoia o una veranda preesistente, così da poterlo utilizzare anche quando fuori piove. Quando? A parte il periodo invernale quando la temperatura va sotto i 5°, non ci sono limitazioni stagionali alla costruzione di questo tipo di forni. Bisogna tenere conto però che maneggiare terra umida e pestarla con i piedi è più piacevole nella stagione calda.

Cosa si cucina?

Con la fiamma viva si cucinano focacce, pizze, pane azzimo ecc. Togliendo le braci, quando la temperatura è attorno ai 200-220°C si possono infornare pane, grissini, torte. Quando la temperatura cala verso gli 80° si possono seccare fichi, pomodori, prugne mele ecc. Il mio sogno è costruirne uno in una periferia di una città dove, al posto della riunione condominiale, le persone si ritrovino con gli impasti in mano per “l’infornata del venerdì”.

LA PRATICA VAL PIU’ DELLA GRAMMATICA…

Per imparare a fare un forno in terra cruda ci sono alcuni corsi o meglio “cantieri aperti” nei week end da aprile a ottobre in tutta Italia. I bambini possono partecipare e non pagano. L’elenco è su www.passileggerisullaterra.it.

 

Cos’è una tecnologia appropriata?

Il Gruppo di Ricerca Tecnologie Appropriate (GRTA) oggi chiamato Ecoistituto di Cesena studia e cerca di divulgare pratiche che riguardano i materiali naturali, le tecniche artigianali tradizionali e l’educazione ambientale.

www.tecnologieappropriate.it

www.passileggerisullaterra.it

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