Fisica. Nell'anello da 27Km del più grande acceleratore del mondo. Creata la materia primitiva

Un plasma incandescente, con temperature e pressioni inimmaginabili, dove si muovono in libertà particelle che nella materia comune sono saldamente imprigionate nel nucleo: ha questo aspetto, la prima materia comparsa nell'universo, a pochissimi istanti dal Big Bang, ed è stata creata per la prima volta nell'anello da 27 chilometri del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.

È un traguardo storico per la fisica, che grazie al gigantesco acceleratore ha fatto un altro passo verso un mondo completamente nuovo e sconosciuto. "Il primo passo di un cammino ancora molto lungo" e certamente "l'inizio di una grande impresa", come hanno detto dal Cern i ricercatori, emozionatissimi. È anche un giorno importante per la ricerca italiana, che all'Lhc partecipa attraverso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn)e che su questa gigantesca macchina aveva scommesso grazie al fisico Luciano Maiani, oggi presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Le prime collisioni con gli ioni di piombo sono cominciate nemmeno tre settimane fa e sono già tre gli esperimenti che hanno visto la materia primitiva: Alice, che è stato il primo a pubblicare i risultati, Atlas, che sta per pubblicare i dati sulla rivista Physical Review Letters, e Cms, che si prepara a pubblicare i suoi dati. Tutti i risultati ottenuti finora saranno comunque presentati in un seminario in programma giovedì 2 dicembre al Cern.

"Fantastico", "straordinario", "eccezionale" sono gli aggettivi con cui gli stessi fisici descrivono il fenomeno che stanno osservando.

 "È un risultato davvero eccitante, del quale la collaborazione è orgogliosa, ottenuto in un tempo rapidissimo", ha osservato la coordinatrice di Atlas, Fabiola Gianotti, riferendosi alla "gara" in atto in questi giorni al Cern. Una competizione che per il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci, "é un bellissimo esempio di come la competizione e la collaborazione siano una caratteristica chiave in questo campo di ricerca". Per il coordinatore dell'esperimento Cms, Guido Tonelli, "é meraviglioso osservare, sebbene su scala microscopica, le condizioni e lo stato della materia all'alba del tempo".

L'emozione è d'obbligo perché, ha detto il responsabile di Atlas per l'Infn Leonardo Rossi, "non ci sono dubbi che "il segnale che vediamo è molto chiaro", "é un segnale genuino" che nelle prossime settimane dovrà essere analizzato con un lavoro che procederà a ritmo serrato. Non ci spazio per festeggiare perché il tempo stringe: le collisioni andranno avanti fino al 6 dicembre e poi l'acceleratore dovrà fermarsi per la pausa tecnica programmata da tempo. "Ma il 6 dicembre - ha garantito Rossi - festeggeremo di sicuro". ( Fonte: www.americaoggi.info)

 

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