" Finiranno peggio di Dc e Psi " di Eugenio Balsamo

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica4/tangentopoli__200_200.jpgSu alcuni aspetti la storia si ripete. La maledizione è che i copioni vengono rispolverati per rimettere in scena le parentesi negative. Tutti ricordano le frasi che hanno caratterizzato quelle settimane che vivacizzarono e cambiarono, almeno in parte, l’aspetto politico dell’Italia. L’espressione più ricorrente era quella che faceva riferimento a presunti colpi di mano da parte della magistratura e dei suoi cosiddetti alleati politici.

 

Come noto cose del genere sono state dette anche in questi ultimi anni, ma non è questo il punto anche perché sappiamo da chi e in favore di chi veniva segnalato puntualmente.

 

Oggi viene detto che il Popolo della libertà non ci sta e che non intende fare la fine di Dc e Psi e fa stupore per due ragioni. La prima è che i due vecchi e storici partiti vengono chiamati in casa solo in maniera dispregiativa. Come a dire non siamo né così marci né così fessi come loro. Il che innesca la seconda riflessione visto che in tutti questi anni si è detto che il Popolo della libertà è un «grande contenitore» che raccoglie le «esperienze positive» del pentapartito. Quindi il Pdl è meglio, peggio o uguale alle sigle che hanno regnato nel primo lungo scorcio repubblicano?

 

Non sono paragoni da fare, direbbe qualcuno. Ma guardando la faccenda da alcuni punti di vista può concludersi che l’attuale partito di maggioranza non può che accettare la sua inferiorità rispetto ai partiti demoliti da Tangentopoli. Per la vivacità di dibattito interno (e quindi di democrazia) che hanno dimostrato. Nei congressi si discuteva talvolta con la pressione arteriosa alle stelle, la qualità dei discorsi in aula era nettamente superiore. Al loro interno c’erano storie, correnti, punti di vista. Nessun teatrino come quello dell’acclamazione di Angelino Alfano, né forme di insulto alla democrazia e alle istituzioni. Il resto della storia è noto. Qualcuno ne ha approfittato ed è crollato tutto.

 

E se il sistema è inciampato allora è inevitabile che ciò accada oggi. Con la differenza che del partito dell’amore non resteranno grandi tracce proprio perché non hanno storia e qualità politica alle spalle. Un confronto con i fatti del 1992 sostiene questa interpretazione. Tant’è che, a conferma, la maggior parte degli ex democristiani che popolano il Pdl non hanno mai sottoscritto la tesi di chi considera il partito berlusconiano l’erede della Balena bianca.

 

La differenza rispetto ad allora consiste nel fatto che dal macero che sta per avvicinarsi si metteranno in salvo coloro che sono andati avanti con la storia e la politica, preferendo oltrepassare gli schemi tradizionali e comprendere quel desiderio diffuso di partecipazione. Il popolo che interviene, s’indigna, urla ma propone. Sarà questo il punto di partenza della politica che verrà. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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