Fineberg: Siamo pronti per la Neo-evoluzione?

http://ts3.mm.bing.net/th?id=H.4951024674868362&pid=15.1Vi piacerebbe essere migliori di quanto siete? Se vi dicessi che, con alcuni cambiamenti dei vostri geni, potreste avere una memoria migliore -- più precisa, più accurata e svelta. O forse vorreste essere più in forma, forti, con più resistenza. Vorreste essere più attraenti e sicuri di voi stessi? O che dire di una vita più lunga e in salute? Magari siete tra quelli a cui piacerebbe avere più creatività. Cosa vi piacerebbe avere di più? Cosa scegliereste, se poteste averne solo uno? (Uno spettatore: Creatività.) Creatività. Quante persone sceglierebbero la creatività? Alzate le mani. Fatemi vedere. Pochi. Forse molti di voi sono già creativi di natura. Molto bene. Quanti di voi sceglierebbero la memoria? Un po' di più. Che mi dite della forma fisica? Un po' meno. E la longevità? Ah, la maggioranza. In qualità di medico, questo mi rincuora. Se poteste avere una di queste cose, sarebbe un mondo molto diverso. E' solo immaginazione? O è davvero possibile?

L'evoluzione è un argomento costante qui alle conferenze TED, ma oggi vorrei proporvi un punto di vista medico sul tema. Il grande studioso di genetica del 20°secolo, T. G. Dobzhansky, che era anche un fedele della Chiesa Ortodossa Russa, ha scritto un saggio intitolato "In biologia, nulla ha senso se non è posto sotto la luce dell'Evoluzione" Se siete tra coloro che non accettano l'evidenza dell'evoluzione biologica, è il momento giusto per spegnere i vostri apparecchi acustici, prendere i vostri dispositivi per comunicare -- vi do il permesso -- e magari dare un'altra occhiata al libro di Kathryn Schultz sull'avere torto, perchè per il resto di questo intervento nulla avrà senso per voi. (Risate) Ma se accettate l'evoluzione biologica, chiedetevi questo: riguarda il passato, o riguarda il futuro? Si rivolge ad altri, o si rivolge a noi?

Questa è un'altra prospettiva dell'albero della vita. In questa foto, ho messo un cespuglio che si ramifica dal centro in tutte le direzioni, perchè se guardate agli estremi dell'albero della vita, ogni specie vivente alle punte di quei rami, in termini evoluzionistici, ce l'ha fatta: è sopravvissuta; ha dimostrato adattabilità al proprio ambiente. La parte umana di questo ramo, all'estremità da questa parte, è quella a cui siamo più interessati, ovviamente. Proveniamo da un antenato comune agli scimpanzè odierni di circa 6 o 8 milioni di anni fa. In quell'intervallo, sono apparse circa 20 o 25 specie differenti di ominidi. Alcune sono venute ed andate. Noi siamo qui da quasi 130.000 anni. Può sembrare che siamo lontani da altre parti di quest'albero della vita, ma in realtà, in gran parte, il meccanismo di base delle nostre cellule è alquanto simile.

Vi rendete conto che possiamo sfruttare e guidare il meccanismo di un comune batterio perché produca la proteina dell'insulina usata per curare i diabetici? Non è solo simile all'insulina umana; è la stessa proteina chimicamente uguale a ciò che il nostro pancreas secerne. Parlando di batteri, vi rendete conto che ognuno di noi ha nel suo intestino più batteri di quante sono tutte le cellule del nostro corpo? Anche 10 volte di più. Pensateci, quando Antonio Damasio vi chiede della vostra immagine, pensate anche ai batteri? Il nostro intestino è un ambiente ospitale per quei batteri. E' caldo, oscuro, umido, è molto accogliente. E gli date tutto il nutrimento di cui hanno bisogno senza che facciano il minimo sforzo. E' una passeggiata per i batteri, a parte qualche occasionale interruzione dovuta ad un'uscita non intenzionale. Altrimenti, siete un ambiente meraviglioso per quei batteri, e loro sono essenziali per la vostra vita. Vi aiutano a digerire dei nutrienti essenziali. Vi proteggono da certe malattie.

Ma che succederà in futuro? Ci troviamo in qualche equilibrio evoluzionistico come specie? O, siamo destinati a diventare qualcosa di diverso -- qualcosa che si adatti anche meglio all'ambiente? Torniamo un attimo indietro nel tempo al Big Bang, 14 miliardi di anni fa -- la Terra, il sistema solare, circa 4 miliardi e mezzo di anni -- i primi segni di proto-vita, circa 3 o 4 miliardi di anni fa sulla Terra -- i primi organismi pluricellulari, all'incirca 800 milioni o 1 miliardo di anni fa -- e infine la specie umana, che è apparsa negli ultimi 130.000 anni. Nella vasta e incompleta sinfonia dell'universo, la vita sulla Terra è come un breve intervallo; il regno animale, è come una singola battuta; la vita umana, è un piccolo abbellimento. Quelli eravamo noi. Quella era la parte d'intrattenimento di quest'intervento, spero vi sia piaciuta.

(Risate)

Quando ero una matricola all'università, ho seguito il mio primo corso di biologia. Ero affascinato dall'eleganza e bellezza della biologia. Mi sono innamorato del potere dell'evoluzione, e ho capito che c'era qualcosa d'essenziale: per la maggior parte del ciclo vitale degli organismi unicellulari, ogni cellula si scinde semplicemente e tutta l'energia genetica di quella cellula la ritroviamo in entrambe le cellule figlie. Ma quando fanno capolino gli organismi pluricellulari, le cose cambiano. S'introduce la riproduzione sessuale. E cosa più importante, con la comparsa della riproduzione sessuale che trasmette il genoma, il resto del corpo non è più indispensabile. Infatti, possiamo dire che l'inevitabilità della morte dei nostri corpi appare nella linea dell'evoluzione in concomitanza con la riproduzione sessuale.

Devo confessare, che quand'ero uno studente universitario, ho pensato, ok, sesso/morte, sesso/morte, morte per sesso -- sembrava ragionevole ai tempi, ma con il passare degli anni, ho cominciato a nutrire molti dubbi. Ho capito i sentimenti di George Burns, che si esibiva a Las Vegas pur essendo novantenne. Una notte, qualcuno bussa alla sua porta d'albergo. Apre la porta. Davanti a lui c'è una bellissima ballerina in abiti succinti. Lei lo guarda e dice, "Voglio del super sesso." "Va bene," disse George, "Io voglio la zuppa."

(Risate)

Ho capito che in qualità di medico stavo lavorando per ottenere un risultato diverso da quello dell'evoluzione -- non necessariamente opposto, ma diverso. Stavo cercando di preservare il corpo. Volevo che fossimo in salute. Volevo far guarire dalle malattie. Volevo che vivessimo a lungo e in salute. L'evoluzione consiste nel trasmettere il proprio genoma alla generazione che verrà, adattandosi e sopravvivendo di generazione in generazione. Da un punto di vista evoluzionistico, voi ed io siamo come razzi propulsori creati per portare il corredo genetico nel prossimo livello d'orbita e poi finire in mare. Tutti possiamo capire lo stato d'animo espresso da Woody Allen quando disse, "Non voglio raggiungere l'immortalità con il mio lavoro. Voglio raggiungerla non morendo."

(Risate)

L'evoluzione non per forza favorisce chi vive più a lungo. Non per forza favorisce il più grande, il più forte o il più veloce, e neanche il più intelligente. L'evoluzione favorisce le creature che si adattano meglio al loro ambiente. E' l'unico test di sopravvivenza e successo. In fondo all'oceano, i batteri termofiliaci che sopravvivono alle fuoriuscite di vapore caldo che altrimenti produrrebbero, se ce ne fossero, dei pesci sottovuoto già cotti, sono quindi riusciti a rendere ospitale per loro quell'ambiente.

Questo significa, che se diamo un'occhiata a ciò che è successo con l'evoluzione, e pensiamo a dove sono gli umani nel corso dell'evoluzione, in particolare guardando avanti alla prossima fase, direi che esistono un certo numero di possibilità. La prima è che non ci evolveremo. Abbiamo raggiunto una sorta di equilibrio. Le ragioni per ciò potrebbero essere, prima cosa, perchè con la medicina, siamo riusciti a proteggere molti geni che altrimenti sarebbero stati scartati e rimossi dalla popolazione. E secondariamente, perchè come specie abbiamo manipolato il nostro ambiente in modo tale che sia esso ad adattarsi a noi così come noi ci adattiamo a esso. E comunque, emigriamo, circoliamo e mescoliamo così tanto che non esiste più l'isolamento necessario affinchè avvenga un'evoluzione.

La seconda possibilità è che ci sarà un'evoluzione tradizionale, naturale, imposta dalle forze della natura. E la ragione sarebbe che gl'ingranaggi dell'evoluzione ruotano lentamente, ma sono inesorabili. Con l'isolamento, quando noi come specie colonizzeremo pianeti distanti, ci saranno l'isolamento e i cambiamenti ambientali che produrranno un'evoluzione in modo naturale.

Ma esiste anche una terza possibilità, allettante, intrigante ma anche terrificante. Io la chiamo neo-evoluzione -- la nuova evoluzione che non è naturale, ma pilotata e scelta da noi come individui nelle decisioni che prenderemo. Com'è potuto succedere? Com'è possibile che si possa fare questo? Pensate prima al fatto che le persone oggi, in alcune culture, scelgono i propri figli. In alcune culture, scelgono di avere più maschi che femmine. Il che non è per forza un bene per la società, ma è ciò che l'individuo e la famiglia scelgono.

Immaginate, se fosse mai possibile scegliere, non solo il sesso del bambino, ma anche, all'interno del vostro corpo, fare dei miglioramente genetici per curare o prevenire malattie. Che ne direste di poter fare cambiamenti genetici per eliminare il diabete, l'Alzheimer, ridurre il rischio di cancro o eliminare gl'infarti? Non vorreste fare quei cambiamenti nei vostri geni? Se guardiamo al futuro, questi cambiamenti stanno diventando sempre più possibili.

Il progetto Genoma Umano è iniziato nel 1990, ed è durato 13 anni. E' costato 2,7 miliardi di dollari. L'anno dopo esser stato completato, nel 2004, avreste potuto fare lo stesso lavoro per 20 milioni di dollari in 3 o 4 mesi. Oggi, potete ottenere una mappatura completa delle 3 miliardi di coppie di basi del genoma umano per 20.000 dollari, nel giro di una settimana. Non ci vorrà molto per avere anche un genoma umano per 1.000 dollari, e sarà sempre più accessibili a tutti. Una settimana fa, l'Accademia Nazionale d'Ingegneria ha consegnato il Premio Draper a Francis Arnold e Willem Stemmer, due scienziati che hanno sviluppato da soli delle tecniche per accelerare il naturale processo di evoluzione e creare proteine utili in maniera più efficiente -- Francis Arnold la chiama "evoluzione pilotata." Due anni fa, il Premio Lasker è stato consegnato allo scienziato Shinya Yamanaka per le sue ricerche condotte su una cellula epidermica umana, un fibroblastoma, e manipolando solo 4 geni, ha indotto la cellula a convertirsi in una cellula staminale pluripotente-- una cellula potenzialmente capace di diventare una qualsiasi cellula del corpo.

I cambiamenti stanno arrivando. La stessa tecnologia che ha prodotto l'insulina umana da batteri può creare virus che non solo vi proteggeranno da loro stessi, ma creeranno immunità verso altri virus. Credeteci o meno, sono in corso sperimentazioni per un vaccino anti-influenzale creato nelle cellule di una pianta di tabacco. Potete immaginare qualcosa di buono che viene dal tabacco?

Attualmente sono tutte realtà, e nel futuro, saranno ancora più possibili. Pensate, infine, ad altri due piccoli cambiamenti. Potete cambiare le cellule del vostro corpo, ma che ne direste se poteste cambiare anche quelle dei vostri figli? Se poteste cambiare sperma e ovulo, o cambiare l'uovo appena fecondato, e dare a vostro figlio una migliore opportunità di vivere in salute -- eliminando il diabete, l'emofilia, e riducendo il rischio di cancro? Chi non vorrebbe dei figli più sani? Quella stessa tecnologia analitica, lo stesso motore della scienza che può creare i cambiamenti per prevenire le malattie, ci permetterà di ottenere super-caratteristiche, iper-capacità -- una memoria migliore. Come sarebbe bello avere l'ingegno di un Ken Jennings, soprattutto se si può aumentare con la prossima generazione della macchina Watson? E che ne direste di un bel muscolo scattante per correre più veloce e più a lungo? O vivere più a lungo? Queste possibilità fanno gola.

E quando saremo nella posizione di poter trasmettere ciò alla prossima generazione, e potremo ottenere le caratteristiche che vogliamo, avremo convertito l'evoluzione vecchio-stile in una neo-evoluzione. Prenderemmo un processo che normalmente richiederebbe 100.000 anni, e lo comprimeremmo in un qualche migliaio di anni -- se non addirittura nei prossimi 100 anni. Ci sono decisioni che i nostri nipoti, o i loro nipoti, dovranno prendere. Useremo queste scelte per creare una società migliore, più positiva e accogliente? Oppure, sceglieremo selettivamente diversi caratteri che vogliamo per alcuni di noi e non per gli altri? Creeremo una società più noiosa e uniforme, oppure più robusta e versatile? Questo è il tipo di domande a cui dovremo rispondere.

E soprattutto, saremo mai capaci di sviluppare la saggezza, ed ereditarla, per poter prendere decisioni avvedute? Nel bene o nel male, ed anche prima di quanto possiate immaginare, sarete voi a dover scegliere.

Grazie.

(Applausi)

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