" Fatela finita: i barbieri di Montecitorio sono indispensabili" di Stefano Casertano

http://mariopetrone.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/126237/1655.jpgLo scellerato SpiderTruman ha scritto che i barbieri della camera sono nove e guadagnano 11.000 € al mese, gettando discredito sull'oculatezza della gestione del denaro pubblico.

 

Per fortuna, lo ha corretto il presidente della camera Fini. I barbieri sono solo sette e guadagnano solo 2.400 € netti al mese. Giustizia è fatta.

 

Ci sentiamo più tranquilli. Ogni barbiere porta a casa circa 4.100 € lordi al mese. Il costo aziendale, comprese indennità e altro, si aggira intorno ai 5.500 € al mese (impiegando un normale coefficiente di calcolo). Quindi in totale il servizio di barbiere, solo come personale, costa 38.500 € al mese.

 

Le teste - pardon, i capelli - da tagliare ogni mese sono quelli dei deputati maschi. L'ingiusta condizione della donna in Italia porta la percentuale degli uomini seduti sugli scranni di Montecitorio al 78,7%: sono 496 su un totale di 630 lotti - pardon, posti - disponibili.

 

Poniamo che tutti i 496 deputati maschi decidano di tagliarsi i capelli una volta al mese. Ogni taglio di capelli costerà 77 €, solo di spese per personale.

 

In particolare, consideriamo che i giorni di lavoro in un anno sono circa 220, per cui su un totale di 5.952 tagli di capelli da fare in un anno (496x12), si tratta di circa 27 tagli di capelli da fare al giorno, diviso per sette barbieri. Ogni barbiere taglia perciò 3,8 chiome al giorno, per 220 giorni l'anno, e porta a casa 2.400 € netti al mese.

 

Va bene, lo ammetto: ho commesso volutamente un errore. Hanno accesso al servizio di barbiere non solo i deputati in carica, ma anche gli "zombie": gente non eletta da tempo, che percorre corridoi e stanze di Montecitorio a titolo dei trascorsi politici. Insomma, a parte il vitalizio pensionistico per la legislatura, ricevono anche il vitalizio tricologico.

 

Italicamente, davvero, del servizio di barbiere interno non si può proprio fare a meno. Ci sono state interrogazioni di quei fanatici dei radicali, discussioni e interrogazioni, ma nulla si è fatto. Alla fine anche il Corriere della Sera nel 2004, in pieno svolgimento del concorso, ha dedicato un articolo di colore a tale Roberta del Tuscolano, che ambiva a diventare la prima barbiere donna della Camera. Perché è anche con queste piccole battaglie che si vince la guerra per l'emancipazione femminile. ( Fonte: www.linkiesta.it/ Blog)

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