" Famiglie italiane sempre più povere" di Ernesto Ferrante

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1291392230.jpgDa anni rimarchiamo su queste pagine i disastrosi effetti di quell'autentica sciagura di carta straccia chiamata euro. Il tempo delle illusioni prodiane e delle false reticenze berlusconiane, è finito da un pezzo e la realtà attuale è fatta di cittadini impoveriti con in tasca quella moneta fasulla, imposta dall'alto, che li ha incatenati al palo della miseria.
Di studi e rapporti sulle sue ricadute, nel corso di questi anni, ne sono stati realizzati tanti. Naturalmente, i più scomodi non hanno avuto diffusione per evitare l'effetto panico tra i “raggirati”.
Tuttavia, piaccia o non piaccia ai poltronisti di potere, certi dati non sono più occultabili. E meno ancora lo sono le pezze al culo degli italiani. Un recente studio dell'Associazione Artigiani e Piccola Impresa Cgia di Mestre, immortala una situazione ben diversa da quella “spacciata” dagli eurocratici. “Dall'avvento dell'euro ad oggi, si legge nell'analisi targata Cgia, l'indebitamento medio delle famiglie italiane è cresciuto di quasi il 140%. In termini assoluti ciascuna famiglia italiana è oggi mediamente esposta con il sistema bancario per quasi 20.000 euro”. L'introduzione della moneta unica, da molti presentata come panacea di tutti i mali, ha “sicuramente contribuito a far impennare i debiti, non tanto per aver spinto all'insù il costo della vita, ma per aver contribuito a far scendere i tassi di interesse praticati dalle banche nella prima parte del decennio scorso a livelli mai toccati nella storia recente del nostro Paese. Infatti, se tra il 1991 ed il 2001 i tassi medi applicati dagli istituti di credito al settore privato si attestavano all'11,2%, tra il 2002 ed il 2012 sono scesi al 5,5%. Questa opportunità ha spinto moltissime famiglie ad indebitarsi attraverso l'accensione di un mutuo per l'acquisto della prima o della seconda casa, almeno fino all’inizio della crisi”. E' questo il duro giudizio del segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, sull'andamento dell'esposizione bancaria delle famiglie consumatrici italiane avvenuto in questi ultimi 10 anni. Impressionante è la lievitazione delle esposizioni bancarie per ciascuna famiglia italiana: se nel 2002 ammontavano mediamente a 8.312 euro, 10 anni dopo hanno raggiunto la soglia dei 20.000 euro (precisamente 19.916 euro).
In questo arco di tempo, la variazione percentuale è stata del +139,6%, mentre l'incremento in termini assoluti è stato pari a +11.604 euro. Dalla CGIA sottolineano che tra il 2002 ed il 2012 l'inflazione è aumentata del +25,4%. Geograficamente parlando, al 31 ottobre 2012, le famiglie più in “rosso” sono risultate essere quelle residenti nella provincia di Roma, con un debito bancario medio pari a 29.353 euro (+155,4% rispetto a 10 anni prima); al secondo posto quelle della provincia di Milano, con 28.472 euro (+161,2% rispetto al 2002), mentre all'ultimo gradino del podio si piazzano quelle di Lodi, con 28.351 euro (+174,6%).
In coda alla classifica, invece, vi sono i nuclei familiari della provincia di Vibo Valentia, con 9.154 euro di debito, dell'Ogliastra, con 8.623 euro di esposizione e di Enna, con un “rosso” di 8.586 euro. “Al di là dei risultati emersi da questa analisi, fa notare Bortolussi, la dimensione e l'andamento del debito privato è molto importante in economia. Per molti studiosi le oscillazioni dello spread risentono maggiormente della quantità e del trend del debito privato e di quello estero che non dall'andamento del debito pubblico”.
Fonte: www.rinascita.eu

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