Famiglie a Teatro: "Fiabe italiane". Lodi - Teatro alle Vigne - domenica 7 Novembre

Spetterà alla rassegna Famiglie a Teatro aprire la stagione 2010-2011 delle Vigne, con lo spettacolo Fiabe italiane della Compagnia Ca' Luogo d'Arte di Reggio Emilia, in programma domenica 7 novembre alle ore 17.00 presso la sala di via Cavour.
 
"Una scelta non casuale quella di affidare l'atto iniziale della stagione ad un appuntamento per le famiglie - sottolinea l'assessore comunale alla cultura, Andrea Ferrari - Nata quasi come una scommessa (se non come una aperta provocazione culturale, per affrancare le abitudini domenicali di tante famiglie dalla "schiavitù" televisiva), Famiglie aTeatro è ormai diventata un elemento fondamentale nel ventaglio di proposte stagionalidelle Vigne. Merito di un'intuizione positiva, della qualità degli spettacoli (sempre stimolanti, oltre che divertenti, come è doveroso che siano) ma soprattutto della risposta del pubblico, di proporzioni persino inattese. Così, l'appuntamento della domenica pomeriggio è diventato un punto di riferimento, un momento atteso e partecipato. Ed è sicuramente quest'ultimo l'aspetto più importante, la partecipazione davvero numerosa e vitale di centinaia di persone, adulti e bambini, che condividono l'esperienza di assistere ad uno spettacolo teatrale, spesso per molti tra i più piccoli un vero e proprio esordio nell'atmosfera suggestiva di una grande sala, in cui all'improvviso si spengono le luci e si apre il sipario. Ricorrendo ad una metafora un po' ardita, si potrebbe quasi parlare di una "educazione al teatro", che avvalora ulteriormente il significato dell'iniziativa, insieme al piacere (che chi è genitore ha sicuramente provato) di vivere con i propri figli un momento di intensa emozione. Perché il teatro non è solo "alto", né "esclusivo", né "serioso", e tra le sue tante dimensioni ed espressioni può riservare un posto importante ai piccoli spettatori e a chi, tra gli adulti, dà loro la possibilità di accostarsi a questa magnifica esperienza"
 
Fiabe italiane
"Le fiabe sono vere - scriveva Italo Calvino - sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita; sono il catalogo dei destini che possono darsi ad un uomo ed a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi di un destino: dalla nascita, che sovente porta in sé un auspicio e una condanna, alla giovinezza, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto fino a confermarsi come essere umano".
 
È importante nutrirsi ed essere nutriti di fiabe. Sospendere, anche solo per poco, il chiaroscuro della realtà, per inoltrarsi in un bosco o in un palazzo fatato, vedendo le vite di ognuno rapite da amori fatati o sconvolte da terribili magie, messe alla prova da percorsi irti di ostacoli, verso felicità prigioniere di un incantesimo, assaporando "l'infinita possibilità di metamorfosi di tutto ciò che esiste". Così, anche nelle vite dei popoli, che paiono fisse ed immutabili, tutto torna possibile: re giusti si rivelano persecutori, castelli coperti di rovi si risvegliano a nuova vita, i poveri diventano ricchi, gli ingiusti vengono puniti.
Fiabe, appunto. Nello spettacolo Fiabe Italiane si raccontano le storie del popolo italiano,raccolte con grande minuzia dal Nord al Sud, apparentemente tutte uguali, ma che hanno assorbito l'eco lontana dell'anima del popolo raccontatore, gli odori del bosco e del mare, gli accenti di dialetti ormai perduti, profumo di povertà e di cibi diversi, mantenendo la passione e la speranza che si esprimeva nell'attitudine di "narrar fiabe". Due "raccontatori di italianità" si muovono nella scenografia di un'Italia in miniatura, che, come un grande flipper, si illumina a caso su una regione o una città, narrando fiabe italiane. Sono molto simili le une alle altre, le fiabe italiane, nei passaggi obbligati per arrivare alla soluzione, nei motivi che cambiano semplicemente "tipo", nelle morali finali. Sta infatti alla piccola e grande "arte italiana" di questi due raccontatori organizzarle, valorizzarle, tenendole unite col sottile filo della storia di un popolo che trasmette con queste fiabe il colore dei suoi luoghi, le sue fatiche, le sue speranze, il suo contenuto.

Quindi, di nuovo con Calvino: "Chi sa quanto è raro costruire un sogno senza rifugiarsi nell'evasione, formarsi un'autocoscienza che non rifiuta l'invenzione di un destino; chi conosce la forza di una realtà che interamente esplode in fantasia, sa che miglior lezione, poetica e morale, le fiabe non potrebbero darci". ( Fonte: Sito Comune di Lodi)

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