Europeana: 14 milioni di opere digitali

Quanto tempo vi servirebbe per esaminare 14 milioni di opere? Più di una vita, certamente.

E’ questo lo straordinario risultato raggiunto da Europeana, la biblioteca online europea che riunisce contributi già digitalizzati da diverse istituzioni dei 27 paesi membri dell’Unione Europea in 23 lingue. La sua dotazione include libri, film, dipinti, riviste, quotidiani, mappe geografiche, manoscritti ed archivi.

A rendere nota la notizia è la Commissione europea che evidenzia, inoltre, come si sia andati ben oltre l’obiettivo dei 10 milioni di contenuti da digitalizzare previsto per il 2010.

Le fotografie, le carte geografiche, i quadri, gli oggetti museali e le altre immagini digitalizzate costituiscono il 64% della collezione di Europeana. Il 34% è dedicato ai testi digitalizzati, che comprendono oltre 1,2 milioni di libri che possono essere visualizzati on-line e/o scaricati in versione integrale. Se vi sembrano tanti, sappiate che Google ha stimato il totale dei libri presenti oggi sul Pianeta Terra in quasi 130 milioni. Purtroppo i materiali audio e video rappresentano ancora meno del 2% della collezione. Buona parte del materiale disponibile su Europeana non è coperto dal diritto d’autore poiché si tratta di opere molto antiche.

A Europeana hanno contribuito circa 1500 istituzioni. Musei prestigiosi come la British Library di Londra, il Rijksmuseum di Amsterdam e il Louvre di Parigi sono affiancate da organizzazioni più piccole ma non per questo meno importanti e attive. Insieme, le loro collezioni consentono di esplorare la storia europea dall’antichità ai nostri giorni.

La Francia è ancora il paese che ha maggiormente contribuito ad arricchire il patrimonio di Europeana con il 18 per cento di opere presenti nel portale, a seguire la Germania che ha aumentato la propria quota al 17 per cento. L’Italia incide per il 7%, ancora troppo poco per un Paese dalle tradizioni culturali così ricche.

Il tema della digitalizzazione della cultura è molto sentito in questi ultimi tempi: a muovere la acque è stata l’onnipresente Google con il suo servizio Google Books.

Europeana infatti è nata (non solo ma anche) per evitare che il colosso americano si appropriasse del diritto di mettere in rete significative porzioni di patrimonio culturale europeo. A questo si è aggiunta la recentissima querelle inerente le opere “di autori sconosciuti” che possono essere stimate nell’ordine delle migliaia.

Attualmente Google, fatti salvi accordi specifici con singoli editori, digitalizza solo opere di pubblico dominio, sulle quali cioè, è scaduta ogni forma di diritto d’autore (quindi antecedenti al 1870). Anche l’Italia ha sottoscritto accordi con l’azienda di Mountian View, che permetterà la digitalizzazione di oltre un milione di volumi provenienti dalle biblioteche nazionali di Firenze e Roma. In questo caso specifico però le opere non saranno concesse in esclusiva e quindi potebbero essere disponibili per entrambi i servizi.

Certo, Google ha una funzione e uno scopo commeciale, mentre l’istituzionalità di Europeana ne fa un progetto senza scopo di lucro, ma visto l’immenso partimonio che potrà essere salvato per sempre dall’usura del tempo… che la digitalizzazione cominci!

Fonte: Europeana

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