Estati sempre più calde. Si cerca il condizionatore del futuro

Con le estati sempre più calde che ci aspettano nei prossimi anni a causa dei cambiamenti climatici il condizionatore sarà sempre più il migliore amico dell'uomo, ma non del suo portafogli.

Secondo gli esperti interpellati dal National Geographic, infatti, i dispositivi in commercio oggi stanno raggiungendo il massimo dell'efficienza possibile, e per riuscire ad evitare i salassi in bolletta bisognerà cercare di introdurre nuove tecnologie, che già ‘scaldano i motori' nei laboratori del mondo.

"Questi sistemi sono sempre stati un problema dal punto di vista dell'efficienza - spiega Mark Modera, direttore del Western Cooling Efficiency Center dell'università della California a Davis - da una parte le innovazioni entrano con lentezza sul mercato, perché il condizionatore non viene cambiato molto spesso, dall'altra è difficile trovare tecnologie economiche come quelle sviluppate da Willis Carrier ai primi del ‘900, che in pratica sono ancora in uso''.

I condizionatori arrivano a consumare l'8% dell'elettricità di una casa, e oltre a gravare sulla bolletta e sulla produzione di CO2 sovraccaricano le linee elettriche nelle ore di punta.

Allo studio ci sono diversi sistemi che migliorano l'efficienza, anche del 90%. Uno, sviluppato dall'università dell'Oregon, prevede di ricoprire le superfici che scambiano il calore con nanostrutture ottenute con ossidi di zinco, alluminio o rame, ottenendo un'efficienza 10 volte superiore: "Questo approccio usa materiali poco costosi - spiega l'articolo sull'International Journal of Heat and Mass - e può essere applicato sia ai sistemi refrigeranti che a quelli che riscaldano".

Promette risparmi fino al 90% invece un sistema brevettato dal National Renewable Energy Laboratory americano: in questo caso si usano sostanze che assorbono l'umidità, come soluzioni di cloruro di litio o di calcio, accoppiate a membrane scambiatrici di calore e a raffreddatori ad evaporazione.

Utilizza film metallici sottili meno di un centimetro e attraversati da piccolissimi canali d'acqua un altro sistema, brevettato dall'università inglese di Warwick, che accoppia questi dispositivi a carboni attivi: "Ci abbiamo lavorato per diversi anni spendendo più di 3 milioni euro - spiega Bob Critoph, leader del progetto - ma ora il sistema è pronto per la commercializzazione ".

Non ha invece ancora preso piede un sistema sperimentato già dal 2007 a New York, che utilizza un materiale molto più tradizionale, il ghiaccio. Diversi grossi edifici ospitano gigantesche vasche d'acqua che vengono congelate durante la notte, quando la temperatura è minore. Di giorno l'aria fredda sprigionata dal ghiaccio che si scioglie viene utilizzata per raffreddare gli uffici. ( Fonte: americaoggi.info)

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