Eleonora Bianchini: « Così vi spiego il bluff della Lega»

http://www.ilfuturista.it/images/stories/POLITICA4/bianchinieleonora.jpgUna Lega ormai che sbanda pericolosamente, presa di tentennamenti proprio nel suo cervello che decide. Perché la base scalpita e non si accontenta più delle promesse fatte dal capo. Le false promesse del Carroccio, come le epiteta Eleonora Bianchini, giornalista e autrice de Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere.

Eleonora Bianchini, la Lega come dottor Jeckyl e mister Hyde: quale il vero volto del Carroccio, di lotta o di governo?

 

In realtà presenta entrambi i volti. Di lotta lo vediamo anche in questi giorni con la fortissima spaccatura tra quanto vuole la base e quanto sta facendo chi sta al governo. Come accade su Radio Padania dove hanno chiuso il forum, con commenti molto negativi sull'alleanza con il Pdl. Di governo, invece, perché fino ad ora l'alleanza era indistruttibile guardando indietro al 2001, quando si era puntato tutto sul federalismo e sullo spauracchio sicurezza.

 

Ma sul federalismo è finito il grande bluff?

 

Di fatto, dati alla mano, sappiamo oggi che non risulterà un provvedimento così conveniente per i cittadini. E nessuno si è esposto in modo chiaro per dire il contrario. Anzi, tutte le analisi che sono state fatte, dal Sole 24 Ore in giù, hanno rilevato come ci sia stato quantomeno un difetto di comunicazione. O forse più.

 

False promesse, retorica padana e occupazione delle municipalizzate: è questa ormai la deriva partitocratica di Bossi e soci?

 

Credo di sì, ed è corroborato come ho spiegato nel mio Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere. Mi riferisco ad elementi che sarebbero totalmente agli antipodi di ciò che si è predicato sino ad oggi: come quegli incarichi che vediamo moltiplicarsi soprattutto in Lombardia e Veneto. Oppure la mano della Lega nelle banche, grazie alla presidenza della regione Veneto con un ruolo centrale per la nomina degli amministratori all'interno delle fondazioni bancarie. Dati che mettono in discussione i diktat storici del carroccio, sui quali si fonda gran parte dell'elettorato. Credo che se venisse veicolata una seria informazione rispetto a queste contraddizioni che includono anche nepotismi, nomine partitocratiche identiche a quelle che la Lega ha fino ad oggi criticato, beh ci potrebbe essere una forte inversione di tendenza.

 

Cosa è rimasto oggi di quella Lega che manifestava per strada, con un leader in canottiera che predicava contro Roma “ladrona”, ma che oggi dalla capitale riscuote, e fa riscuotere, lauti stipendi?

 

Solo slogan che vengono ancora utilizzati, l'immagine di Bossi con la canottiera e il sigaro: un uomo carismatico che riesce ancora ad essere collante e punto di riferimento centrale per i suoi. Quasi insostituibile all'interno nel partito e nelle dinamiche interne. Nonostante le pressioni dei colonnelli verdi, sia di quelli al governo sia no. È rimasto anche l'entusiasmo, ma penso che da quest'anno siano cambiate alcune cose. Lo abbiamo visto con le decisioni prese sugli immigrati libici in cui, secondo molti elettori, il ministro Maroni ha tradito il mandato ricevuto. Perché ha aperto le porte di casa, cedendo alle pressioni di Berlusconi. La seconda batosta è rappresentata dalle urne, con pochissimi risultati positivi. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

 

Autore: Francesco De Palo

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