" Economia italiana in stato comatoso: Monti, lei ne sa qualcosa? " di Giancarlo Marcotti

http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/10/faust.jpgIl confronto è impietoso, guardando il grafico a tre anni in cui vengono raffrontati il nostro indice principale (il Ftse Mib) e quello della Borsa statunitense (lo S&P500), la differenza è abissale ed è continuamente cresciuta proprio in questi ultimi mesi.

In altre parole se il “risanamento” del Governo Monti ha portato ad una diminuzione dello spread, non ha minimamente influito, anzi sembrerebbe proprio aver provocato l’effetto contrario, per quanto riguarda le quotazioni dei nostri titoli azionari.

Il mercato (che difficilmente racconta frottole), ha detto che se davvero verrà raggiunto nel 2013 il pareggio di bilancio ciò si otterrà solo a scapito di una drastica riduzione della competitività del nostro sistema produttivo.

Ogni farmaco ha la sua controindicazione e l’abuso non porta mai a nulla di buono, soprattutto perché il nostro mastodontico apparato statale non è stato intaccato in alcun modo e la produttività del sistema pubblico è da “terzo mondo”.

Ma veniamo a quest’ultimo periodo, cosa è successo? Andiamo con ordine.

E’ il 19 marzo scorso, San Giuseppe, il nostro Ftse Mib termina a 17.133 punti (+13,54% da inizio anno) tutto, apparentemente, sembra andare nel verso giusto, o meglio, dall’economia reale arrivano segnali preoccupanti, ma il mercato li ignora.

Da lì in poi, però, qualcosa si inceppa, sono seguite ad oggi 12 sedute, 3 in rialzo e 9 in ribasso, ma c’è un dato ancora peggiore, in queste dodici sedute soltanto una volta il valore del nostro indice in chiusura risulta superiore a quello in apertura.

Io ho sempre consigliato tutti i traders e gli investitori anche di lungo periodo, di guardare con attenzione a questi dati, se a fine giornata ci si ritrova su un livello più basso rispetto all’inizio, ciò ha un unico e semplice significato: durante la seduta hanno prevalso le vendite, e quando questo è accaduto per undici volte nelle ultime dodici rilevazioni, il segnale è senza dubbio preoccupante.

Così com’era stato il comparto bancario il maggior artefice della risalita del nostro indice principale, ora risulta il più bersagliato dalle vendite, stritolato dalla spirale economia/spreads.

In pratica con il mese di marzo hanno cominciato a farsi sentire sulle buste paga degli italiani gli effetti delle varie manovre Monti, contemporaneamente salgono bollette e benzina, ma ciò che maggiormente spaventa i mercati è che siamo solo all’inizio.

L’aumento insostenibile della pressione fiscale continuerà a crescere non solo in quest’anno, ma soprattutto nel prossimo, stringendo in nostro Paese in una morsa sempre più soffocante.

Le parole trionfali con le quali Mario Monti si vantava di aver messo “i conti pubblici in sicurezza” assomigliano ogni giorno di più alla celeberrima frase pronunciata dal chirurgo “l’operazione è tecnicamente riuscita, ma il paziente è morto”.

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