Ecco la storia di Giampi Tarantini, il pussy hunter del Sire

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/attualita4/tarantini_200_200.jpgDue inchieste che si intrecciano: la Lavitola-Tarantini, da poco avviata a Napoli, e l'altra al capolinea a Bari, sul presunto giro di escort gestito dall'imprenditore pugliese. Un memoriale che le unisce, come un filo rosso, quello consegnato da Berlusconi ai pm partenopei. Ecco la trama del Decameron di fine impero, la storia più da avant spettacolo mai accaduta nel bel paese.

In cinque pagine firmate di suo pugno, infatti, il premier Silvio Berlusconi descrive i rapporti intercorsi con Giampaolo Tarantini e Valter Lavitola. La versione di Silvio finisce, così, agli atti nel tentativo di consolidare l'ipotesi secondo la quale i ripetuti versamenti alla famiglia Tarantini furono eseguiti per una questione di magnanimità, perché, parole sue, il Tarantini avrebbe persino potuto compiere un gesto d'autolesionismo. Per i pm di Napoli Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, invece, più che un pover'uomo in difficoltà, il signor Tarantini è, recita l'avviso di chiusura delle indagini, «promotore e organizzatore dell’associazione, al fine di consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi (avviato nell’estate del 2008), ottenere per il suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare avvalendosi della sua intermediazione rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica spa, di società a quest'ultima collegate (Sel Proc sc., Selex sistemi integrati spa e Seicos spa), di Infratelitalia spa e altre società». Nello specifico il compito di Tarantini è consistito nella ricerca di donne con l'obiettivo di persuaderle alla prostituzione. Un lavoro non da poco: così come esistono gli head hunter, i cacciatori di teste che selezionano personale per le aziende, il Giampi s'è specializzato con professionalità nel pussy hunter, cercando donne con competenze particolari per entrare nelle grazie del Premier. Le trenta ragazze che hanno avuto accesso agli eleganti conciliaboli, infatti, sono state scelte perché di esile corporatura, come risulta dalle intercettazioni, giovane età e una certa predisposizione alla compiacenza del Sire. A differenza, pare, di Manuela Arcuri, da oggi ribattezzata Goretti, la quale s'è rifiutata di cedere le proprie grazie perdendo, così pare dalle minacce del pover'uomo Tarantini, la conduzione di Sanremo. Insomma, l'inchiesta barese si conclude così: in un clima da avanspettacolo, con gli indagati accusati di sfruttamento della prostituzione e di associazione per delinquere. Oltre al citato padre di famiglia Giampi e a suo fratello Claudio, si tratta dell'Ape regina, Sabina Began, dell'avvocato brindisino Salvatore Castellaneta e dell'amico Massimliano Verdoscia.

Se questa è la prevedibile conclusione della vicenda barese, durante la quale, come si ricorderà grazie alle passate intercettazioni, i protagonisti sono andati alla ricerca del culo più bello della città, ancora imprevedibile è l'esito della connessa inchiesta napoletana. Anche perché Berlusconi non si vuole presentare di fronte ai pm, ritenendo di aver detto tutto nel famigerato memoriale, il contenuto del quale, però, si scontra con l'epilogo pugliese.

Eppure, alla fine, tra la lettura delle intercettazioni, tra le parole della memoria berlusconiana, un po' ci si commuove. Il premier, infatti, confessa di avere a Roma una cassaforte dove tiene sempre disponibile una somma in contanti, per le spese personali. Come quelle dettate dalla magnanimità. Allora, disoccupati di tutta Italia, approfittatene! Come per l'ingresso in discoteca fatevi tenere a braccetto da una bella accompagnatrice, e presentatevi sotto Palazzo Grazioli. Per chiedere qualche euro, magari gettato dalla finestra, dalla stanza dove fa mostra di sé il lettone di Putin. Lo stesso luogo in cui si sta consumando la fine non solo di un uomo ma di un'epoca politica. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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