Ecco i nuovi poveri: precari a 1000 euro al mese costretti a tornare da mamma

http://vigilidelfuoco.usb.it/typo3temp/pics/1cba176702.gifSono ancora giovani, ma spesso con figli, avevano un lavoro ma l’hanno perso e ora si trovano in quell’11% di italiani che ha un potere d’acquisto mensile inferiore ai 900 euro. Sono precari, che si trovano improvvisamente a dover vivere con quello che gli da (quando glielo da) la cassa integrazione e che, spesso, devono tornare loro malgrado dai genitori, vera ancora di salvezza di questa generazione.

 

‘Repubblica’ racconta alcune di queste storie. Una è quella di Gianna P., trentasette anni, un figlio di sette e una separazione alle spalle. Racconta che aveva un buon lavoro e con il marito, quando erano ancora insieme, tiravano sù al mese circa 3100 euro. Un buon gruzzolo con cui si potevano permettere l’asilo nido e le vacanze, sia estive che invernali. Prima la separazione ma poi soprattutto il fallimento dell’azienda presso cui lavorava, hanno costretto Gianna a vivere da marzo solo con i suoi risparmi. E per forza di cose a tornare a casa dalla mamma che, per fortuna, ha una casa di proprietà. Ora Gianna tenta di rimettersi in gioco perché, dice, le manca la sua indipendenza, “mi mancano le chiavi di casa mia, della mia cucina…”.

 

Come lei ci sono tantissimi altri giovani e meno giovani nelle stesse condizioni. Sempre su ‘Repubblica’ vengono raccontate altre storie. ”Io sono senza stipendio da quattro mesi e allora, all’inizio di giugno, ho preso i miei due figli e sono andato a pranzo dai miei genitori. Non ho dovuto spiegare nulla. Hanno apparecchiato e solo alla fine mia madre ha detto: va bene alle 13 anche domani?”. “Io ho tirato giù dal solaio la tenda, non andavo in campeggio da vent’anni. Insomma, con la crisi si torna giovanotti”. “Ad agosto porto i miei tre bambini al mare, ma solo perché mia suocera ha pagato l’affitto dell’appartamento. E’ stata gentile, non mi ha fatto pesare nulla. Ha detto: ho preso un appartamento con tre stanze, un’occasione. Venite con me?”. “Ho controllato i punti della Coop e ho scoperto che ho speso meno di un terzo, rispetto all’anno scorso. Vado al discount per spendere meno. Al mattino presto, oppure mi sposto nei Paesi vicini, dove non mi conoscono”. ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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