" E-waste: rifiuti elettronici e rischi per la salute" di Maurizio Proietti

http://www.informasalus.it/data/foto/e/e-waste-rifiuti-elettronici-e-rischi-per-la-salute_2672.jpgI vantaggi della rivoluzione informatica sono innegabili e da tutti molto apprezzati, dispositivi come cellulari, computer, fax, lettori musicali etc. oltre al benessere individuale stanno dando possibilità di sviluppo economico per l’industria. Oggi la durata media di un pc è di soli due anni, quella di un cellulare di un anno, mi riferisco non alla durata del prodotto ma alla sostituzione dell’apparecchiatura da parte dell’utente che è spinto a farlo dalla moda, dalla richiesta di continui aggiornamenti che dall’obsolescenza programmata da parte dei costruttori.

C’è però un effetto controfinalizzante di questa era digitale: la crescente mole di rifiuti elettronici, che sicuramente avrà implicazioni per quanto concerne lo smaltimento. Non c’è a oggi una definizione precisa e condivisa di e-waste, ma vi rientrano componenti elettrici ed elettronici, apparecchi per le telecomunicazioni, elettrodomestici, televisori, apparecchiature elettromedicali etc. che costituiscono una grossa percentuale di rifiuto nei rifiuti.

I prodotti elettronici sono composti da centinaia di materiali diversi, tossici per la maggior parte dei quali il piombo è tra i più tossici, un monitor del computer ne può contenere oltre il 6% in peso, principalmente nel vetro del monitor e nei tubi a raggi catodici CRT. Proviamo a immaginare i danni provocati da un monitor schiacciato sul terreno in una discarica, specie se abusiva.

Non basta, nei rifiuti elettronici sono presenti, e, in alte concentrazioni, anche cadmio, mercurio, arsenico e antimonio ma complessivamente troviamo circa una quarantina di elementi chimici tra cui: il berillio, il cromo, il nichel, il selenio, lo zinco, anche europio e ittrio (terre rare). E ancora i PCB (bifenili policlorurati) usati come ritardanti di fiamma nei trasformatori e condensatori, i PCN (naftaleni policlorurati) che sono i precursori di PCB; ancora ritardanti di fiamma bromurati: bifenili polibromurati (PBB), eteri di difenile polibromurato (PDBE) tetrabromobisfenolo-A (TBBPA) e trifenile fosfato (TPP).

Oro, argento e platino rappresentano una piccola percentuale, l'oro viene recuperato dalle schede stampate con un rendimento di 7 grammi di oro per chilogrammo d'oro placcato. Personalmente penso che quest’operazione possa essere fatta solo in ambiti dove il lavoratore non è socialmente tutelato perché sarebbe antieconomico, quindi da fare con manovalanza a basso costo e senza le protezioni adeguate. Un lavoratore di Guiyu, città nel sud della Cina, recupera circa due dollari in metalli preziosi da un computer, i riciclatori dei rifiuti elettronici negli Stati Uniti non possono coprire i costi con tali basse rese. Bangalore e Delhi in India, e Guiyu sono città note per l’attività di recupero di questi metalli e per le patologie oggetto di moltissimi studi specifici.

Sono stati studiati gli effetti tossici su donne, uomini, bambini, adolescenti, neonati, sulla placenta, sulle piante e sugli animali, oltre che studi effettuati su acqua, aria, suolo, catena alimentare fino alla polvere di casa attraverso dosaggi sierici, urinari e dei tessuti quali per esempio i capelli che si stanno confermando sempre di più esame attendibile. Abbiamo a disposizione una mole di dati davvero interessante, di cui riporto i più importanti dando precedenza agli studi sulla popolazione pediatrica.

Interessante è il lavoro fatto, nel 2010 da Guo Y e colleghi che hanno monitorato il livello di metalli tossici, piombo, cadmio, cromo e nichel su placente di donne che vivono in città di riciclaggio di rifiuti elettronici. Gli autori hanno comparato i livelli placentari con un gruppo di controllo di donne non esposte, i livelli erano il doppio nelle donne esposte. Possiamo affermare, con certezza, che il rischio per la salute per i nati da quelle donne è elevato. Nel dicembre 2011 Xu X e colleghi  dimostrano che i nati nella regione del Guiyu hanno tassi di mortalità neonatale di 4,75 % contro 1 % sulla popolazione di riferimento, probabilmente sono gli alti  livelli di piombo rilevato nel cordone ombelicale a giocare un ruolo importante.

Inoltre è da tenere presente che i nati vivi sono comunque a rischio maggiore per la salute poiché esposti a elevati livelli di metalli tossici. Contemporaneamente e sempre nella regione del Guiyu Zhang Q. e collaboratori dimostrano che cadmio e piombo hanno effetti deleteri sulla salute dei bambini e delle donne in gravidanza, infatti le placente di queste donne hanno mostrato concentrazioni di Cadmio più alto del 62,8%, concentrazioni superiori di metallotioneina * e concentrazioni inferiori di proteina S100P **. Sempre in questa regione della Cina è stato ritrovato antimonio (Sb) nella polvere in quantità da 3,9 a 147 volte superiori, l’antimonio è un elemento tossico usato nei ritardanti di fiamma per i circuiti di apparecchiature elettroniche.

In Cina, sono stati analizzati i dati disponibili in letteratura e hanno  evidenziato livelli più alti di piombo nei bambini  delle zone urbanizzate, bambini che sono i  più esposti all’inquinamento rispetto ai coetanei di tutto il resto del mondo. Anche i livelli di cadmio sono maggiori nei bambini che vivono nei territori dove si effettua il riciclaggio di rifiuti elettronici, è da rilevare inoltre che hanno un’altezza media inferiore. I livelli di cromo rilevati nel cordone ombelicale sono elevati in confronto alla popolazione di controllo, è un elemento tossico per i geni, provoca rottura del DNA specialmente nei linfociti, che sono le cellule del sangue deputate alle difese immunitarie, oltre a indurre stress ossidativo col danno conseguente.

La rottura del cromosoma, crea una delezione e in qualsiasi punto avviene la rottura le estremità rimangono senza la protezione dei telomeri, che sono “pezzettini” di DNA specializzati nel riconoscere e segnare il punto di stop della replicazione della doppia elica, per effetto di tale lesione quel segmento di cromosoma non può più revertire allo stato selvatico (cioè originale). Qualcuno più vicino alla scienza obietterà, ma sono organismi diploidi quindi per ogni individuo eterozigote una delezione può essere normale, per farmi meglio comprendere porto un esempio: è come se corressimo un rally su un terreno pieno di chiodi e con la sola ruota di scorta, i chiodi in questo caso sono gli elementi tossici nelle città di raccolta dei rifiuti elettronici e la ruota di scorta i nostri meccanismi di difesa dai metalli tossici.

Si crea un problema legato all’eredità, perché le gravide sono continuamente esposte, con maggior rischio nella fase di diplonema in meiosi uno che è la fase più delicata, qui si possono instaurare danni trasmissibili fino alla terza generazione e oltre. L’inquinamento da cromo sta minando la salute dei neonati in tutto i siti di riciclaggio. È stata inoltre rilevata un'associazione tra esposizione al piombo e alterazioni nello sviluppo neurocomportamentale dei bambini, ma dovrebbero essere studiati anche gli altri metalli tossici.

In Cina nelle città di Taizhou, provincia di Zhejiang e un sito di riferimento, la città Lin'an, a 245 km da Taizhou alle donne in età fertile è stato eseguito il dosaggio dei PBDE e per la prima volta simultaneamente su più matrici umane: latte, placenta e capelli, i risultati hanno ovviamente dimostrato livelli elevati del tossico; pare sia stata la combustione di rifiuti elettronici la fonte d’inquinamento che ha causato la degradazione termica del Deca-BDE. A mio avviso è necessario controllare i difenileteri polibromurati (PBDE) nella catena alimentare nell’aria, acqua e nel suolo per poter meglio determinare i rischi per la salute soprattutto nei neonati.

Sono state dimostrate le correlazioni di PCB, Diossina e PBDE e l’aumento dell’ormone stimolante la tiroide (TSH ) nei bambini. Una situazione simile a quella di Taizhou, la ritroviamo in Ghana, i dosaggi, dei derivati dalla combustione dei ritardanti di fiamma, sono stati eseguiti sul latte materno. Nel riso sono stati rilevati elevati livelli di cadmio, piombo, cromo, arsenico e mercurio solo per citarne qualcuno. A tal proposito voglio far notare che per ogni sostanza si fissano dei limiti di sicurezza ma nel caso dei metalli tossici non ha senso perché tali tossici non dovrebbero essere presenti nel nostro organismo poiché estranei ai nostri sistemi biologici e il nostro organismo non ha i mezzi per eliminarli. L’esposizione ai PBB, PBDE e PCB inoltre aumenta il rischio di cancro, il pericolo maggiore è rappresentato dalla catena alimentare soprattutto dai seguenti alimenti: carassio, anatra, uova di gallina, pollo, riso che sono alla base della dieta orientale.

Le verdure meritano un discorso a parte creano, infatti, più problemi alla salute perché insieme al riso è l’alimento di più largo consumo e risente moltissimo dell’inquinamento del suolo dell’aria e dell’acqua, loro ambiente di sviluppo e crescita. Importante nell’inquinamento della catena alimentare è il danno da metalli pesanti, infatti studi effettuati su uccelli che si nutrono di pesci hanno trovato elevati livelli dei tossici sopra descritti, ne è un esempio particolare l’airone che vive negli specchi d’acqua e si nutre di pesci inquinati quali i ciprinidi. 

Pensiamo di averli buttati, di esserceli tolti da torno, ma potremmo ritrovarceli all’interno dell’organismo perchè abbiamo mangiato riso, pesci, vegetali o animali allevati con mangimi provenienti dalle zone interessate dal fenomeno del riciclo dei rifiuti elettronici. Inoltre, non sono da sottovalutare le condizioni meteo-climatiche che hanno un ruolo importante Chernobyl insegna. Impariamo a progettare tenendo presente lo smaltimento futuro, il riuso o altre ipotesi utili a non farci ritrovare nel piatto ciò che pensavamo avessimo buttato lontano da noi. Le nazioni non sono ancora pronte a questa sfida, purtroppo! ( Fonte: www.informasalus.it)

* Le metallotioneine sono proteine a basso peso molecolare e hanno un'alta affinità per i metalli pesanti.
** Le proteine S100 sono membri  di una superfamiglia di Ca 2 + proteine che partecipano alla mediazione intracellulare del calcio, si lega anche Zn2 + e Mg2 +.  Il gene S100P  è localizzato sul cromosoma 4p16.

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