E volete ancora parlare con questi?

http://informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2011/03/berlusconi_la_russa-300x187.jpgQualcuno pensava di poter tirar fuori ancora qualcosa di buono dal centrodestra berlusconiano? Beh, dopo la giornata di ieri, se lo pensa ancora gli consigliamo o una seduta da qualche strizzacervelli (ma di quelli bravi) o il ricovero immediato in un ospedale psichiatrico (di quelli che buttano la chiave).

 

Il berlusconismo si è, infatti, dispiegato per quel che è veramente: un sistema di potere fondato sul privilegio e la menzogna. Il privilegio dittatoriale di chi cerca l’impunità a tutti i costi, di chi paga per garantirsi la fedeltà dei suoi sudditi. Siamo di fronte a una gerontocrazia schizofrenica che continua a parlare in un modo per agire in un altro, che parla della grande riforma per cercare di nascondere una postilla annulla-processo. Una gerontocrazia che, inesorabilmente, spara cazzate al vento pur di scatenare qualche affrettato applauso. Che scommette ancora sulle ultime speranze disperate di un popolo preso in giro troppo a lungo per rendersi conto di quanto sia bugiardo il mercante che si è fatto re, di quanto sia spregiudicato l’arrivista che si spaccia per buon samaritano.

 

Il doppio spettacolo indecoroso di ieri – l’accelerazione del processo breve alla Camera e l’accelerazione delle fandonie a Lampedusa – è l’ennesimo sfregio populista e demagogico a una democrazia italiana che ha inesorabilmente dimenticato le regole della buona convivenza. «In 60 ore emergenza finita, poi faremo un casinò e un campo da golf», ha detto Silvio Berlusconi senza nemmeno più la paura di essere ridicolo, promettendo in un batter di ciglia di risolvere l’emergenza più prevedibile e più prevista nella storia del mondo.

 

Se ci voleva così poco – viene da chiedersi – perché mai non l’hanno fatto prima? E perché, ancora, un ministro della difesa di un paese “sostanzialmente” in guerra si attarda a ruttare in aula schiamazzi degni di un neofascista rimasto sanbabilino? Molto si spiega con il nervosismo di chi sa benissimo di stare sull’orlo del precipizio. Ma molto altro si spiega con la mancanza assoluta di qualsiasi cultura politica, con la disperazione interiore di chi ha scambiato l’azione politica per dozzinale gestione e difesa del (proprio) potere.

 

Dopo tutto questo nessuno può più cercare spiegare che con questa gente si può ancora parlare, che si può ancora parlare con la feccia di un sistema politico in cancrena. Che è sbagliato essere “contro” tutto questo. Non ci caschiamo più. E se qualcuno ci prova ancora, beh, le cose sono due: o è un ingenuo senza speranza o è in perfetta malafede. In entrambi i casi, meglio non fidarsi. ( Fonte: www.ilfutirista.it)

Autore: Filippo Rossi

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