E' stato sconfitto il " ghe pensi mi" di Berlusconi

http://www.targatocn.it/fileadmin/archivio/targatocn/immagini/Ridere___Pensare/ghe_pensi_mi.jpgSommersi da ore da un oceano di commenti, opinioni, valutazioni, quello che è accaduto domenica e lunedì è qualcosa che in realtà si commenta da solo: a Milano Giuliano Pisapia e la sua coalizione raccolgono il 48 per cento dei consensi, Letizia Moratti e il suo centro-destra raccattano appena il 41,6 per cento. Mettiamoci anche i voti raccolti dal candidato del movimento di Beppe Grillo, e poi si faccia la somma. Certamente Pisapia dovrà ancora sudare ben più di sette camicie prima di conquistare palazzo Marino, e in queste due settimane che ci separano dal secondo "appello", l'uomo capace di tutto e i suoi sodali ce ne faranno vedere (e patire) certamente di tutti i colori.

 

Però, prendiamo le altre tre città simbolo: Torino consegna il municipio a Piero Fassino con un indiscutibile 56,66 per cento. Bologna si affida al tormentato candidato del centro-sinistra Merola con 50,5 per cento, e segnala l'indiscutibile maldipancia al candidato del centro-destra, il leghista Bernardini (30,4 per cento), e al candidato del movimento grillesco (9,5 per cento). E' da credere che molti dei voti di Bernardini siano usciti dal "recinto" del centro-sinistra, e sicuramente Grillo a Bologna ha pescato tra i molti malcontenti del capoluogo emiliano-romagnolo. Napoli, infine: il candidato del centro-sinistra Morcone è sonoramente mortificato, travolto dal successo di Luigi De Magistris; mentre il candidato del centro-destra Lettieri non raggiunge la soglia del 40 per cento.

 

Queste cifre dicono nel modo più netto che Berlusconi "ghe pensi mi", è stato sconfitto. Sconfitte la sua politica del "fare quello che mi pare", il "bunga-bunga", le spacciate nipotine di Mubarak, le volgarità sguaiate dei suoi cari, si chiamino Ignazio La Russa o Daniela Santanché; sconfitto il berciare della Lega, sconfitta la politica delle leggi ad personam e la concezione di una giustizia al servizio del padrone; alle derive clerical-reazionarie che vogliono imporre i Maurizio Sacconi e le Eugenie Roccelle, i Gaetano Quagliariello e i Maurizio Gasparri. Forse non è l'inizio della fine del regime berlusconiano, ma certamente si intravede la fine di una lunga notte che sembrava (ed è stata) polare; ma, come ci esortava il grande Eduardo, deve pur finire la nottata...

 

Che cosa se ne può ricavare? Questi dati, sia pure nella loro sommarietà - avremo tempo, e sarà interessante, per altre analisi e studi - documentano che gli italiani sono cittadini e come tali vogliono essere trattati, e non come sudditi buoni solo per plebisciti come desiderava e chiedeva Berlusconi; hanno detto un chiaro NO a Berlusconi sceso in campo in prima persona a Milano, hanno detto NO ai diktat degli apparati partitocratrici a Bologna e a Napoli. Non siamo entusiasti del successo di De Magistris, ma la bocciatura di Morcone è un NO alle inefficienze della coppia Bassolino-Iervolino, un NO alle arroganze di un partito che gestisce le primarie come un suk mediorientale, un NO a tutto quello che possiamo leggere ogni giorno nelle cronache di un giornale che non è certo eversivo come "Il Mattino".

 

A Bologna hanno fatto altrettanto: una città che aveva mandato un primo, significativo, chiaro segnale quando ha eletto sindaco Guazzaloca: e il partito un tempo egemone ha risposto a quel messaggio con un Sergio Cofferati il cui unico pregio è di essere un lettore di "Tex", e poi con un Delbono che per carità di patria ci si limita a definire un caso penoso e imbarazzante.

 

Non ha pagato la sovraesposizione mediatica di cui hanno beneficiato i candidati del centro-destra, che hanno giocato la carta dell'arroganza e della supponenza, di chi considera il popolo un asino da soma da placare ogni tanto con una manciata di fieno. Ha invece pagato la sovraesposizione mediatica che è stata garantita ai De Magistris e ai Grillo.

 

Alle passate elezioni, soprattutto una fortunata e abile trasmissione televisiva ha creato, letteralmente, il fenomeno Renata Polverini, segretaria di un sindacato di cui nulla si sapeva e nulla si continua a sapere (qualcuno sa chi è oggi il segretario dell'UGL?), e di fatto l'ha sponsorizzata per la presidenza della regione Lazio; la stessa cosa è accaduta con De Magistris e il movimento di Grillo.

 

Qualcosa, questo, dovrebbe insegnare non ai radicali che lo sanno benissimo (e il libro bianco predisposto dal centro d'ascolto documenta la fondatezza della denuncia), ma al Partito Democratico: dovrebbero davvero darsi una regolata.

 

Sembra non abbiano imparato nulla dalla lezione costituita dalle elezioni del Lazio. Impareranno qualcosa da queste? Il voto di domenica e lunedì rivela (e documenta) che gli italiani si rivoltano, come possono e come sanno. Ignorare questo segnale e mortificare quello che in queste ore ci viene detto, sarebbe un errore imperdonabile. Un vero crimine. ( Fonte: www.americaoggi.info)

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