E... la ripresa? - di Fabrizio Fiorini

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1368637147.jpgMettiamo ordine. Eurostat: in raffronto allo stesso periodo dello scorso anno, la produzione industriale ha subito un tracollo: -5,2 %, neanche ci avessero messo sotto embargo.
Agenzia delle Entrate: il mercato immobiliare è sprofondato di un -27,5% in un solo anno: più o meno 150mila compravendite di immobili in meno, il peggior dato da trent’anni a questa parte. I nonni (e le loro pensioni) muoiono, le banche non ti concedono un mutuo neanche se ti butti per terra a piangere, figli se ne fanno pochi.
Ministero del lavoro: il neo-ministro Giovannini è stato a lungo presidente dell’Istat, e i numeri li sa quanto meno “leggere”. Ha quindi dichiarato che ogni legge o provvedimento normativo sarà del tutto inefficace nel contrastare la disoccupazione, se i dati sulla produzione resteranno ai presenti livelli recessivi. E non è un dato di poco conto, visto che gli ultimi dati sulla disoccupazione/sottoccupazione giovanile sfiorano il 50%.
Cgil, osservatorio Cig: anche per il 2013 si prevede il “miglioramento del record” della Cassa integrazione, che già nel 2012 riuscì a sfondare il tetto del miliardo di ore. Sempre se si troverà il denaro per rifinanziarla, servirebbero circa 1 miliardo e 200 milioni di euro di cui per ora non si hanno precise notizie.
Equitalia: in seguito al susseguirsi dei suicidi per insolvenza, vero fenomeno di allarme sociale, l’amministratore delegato dell’Ente di riscossione ha esortato i funzionari a usare una certa “sensibilità” e a valutare attentamente i casi più critici.
Caritas: sempre più italiani si rivolgono alle strutture di carità per poter usufruire almeno di un pasto al giorno. Più di una struttura ha pensato di allestire delle apposite salette-refettorio riservate a chi prova vergogna dal farsi vedere da parenti, amici, vicini di casa.
Istat: record storico assoluto di calo del Prodotto interno lordo. Da quando vengono effettuate tali rilevazioni, quindi dall’inizio del 1990, non si erano mai verificati sette trimestri di decrescita continuativa.
Si, ma… la “ripresa”?
Si, quella di cui parlava Mario Monti. Quello dei “sacrifici necessari”; quello di “sennò facciamo la fine della Grecia”; quello che diceva che la medicina è amara, ma porterà benefici. Quello dopo il quale è arrivato Letta, il suo pupillo, che dice le stesse identiche cose. Si, la ripresa. Quella che doveva arrivare nel 2012, poi all’inizio del 2013. Oramai non la “prevedono” neanche più, se tutto andrà bene nel 2014 dicono che non dovremmo peggiorare più di tanto.
Come giustificare questa stagnazione perdurante? Eppure gli sforzi sono stati fatti: i ministri hanno rinunciato al doppio stipendio, i “grillini” dovrebbero restituire un po’ delle loro indennità, i ministri si spostano col pulmino, mica in auto blu. Poi hanno tagliato qua e là: fondi all’editoria, alle pro-loco, alle compagnie teatrali. E allora come mai, come si suol dire, “non c’è una lira?”.
Ah, già. Mentre scriviamo queste righe ci vengono in mente i grigi bilanci della Ragioneria Generale dello Stato. Secondo i quali ci sarebbero da pagare un centinaio di miliardi di interessi sull’euro e una ventina di miliardi (annui) per il “Fondo salva Stati”. Altroché “auto blu”.
Ci hanno detto e ripetuto che questa “crisi”, come la chiamano, avrebbe prodotto più danni di una guerra. Ma non ci dicono che i nostri “generali” sono in combutta col nemico.
Fonte: www.rinascita.eu

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