E la base leghista s’incazzò: «Bossi? È tutto un magna-magna»

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica/bossi%20magna_200_200.jpgE venne il giorno della contestazione padana. Ma non contro Roma ladrona (da cui, però, i signori ministri in cravatta verde riscuotono lauti stipendi), o contro il solito meridione succhia risorse. Ma, udite udite, contro di lui. Quello che ce l’aveva duro, il campione delle grandi retromarce, quello che se ne frega dell’Unione europea (tanto vale uscirne), che promette da 15 anni il federalismo. Come il suo illustre collega, che da tre lustri, promette la rivoluzione liberale. Umberto Bossi scende nella classifica di gradimento della base padana, che fa sentire la sua voce sul web e nell’etere dell’omonima radio. La stessa che, chissà perché, aveva rifiutato la diretta nel programma In mezz’ora di Lucia Annunziata. E per paura. Totale, imbarazzante, definitiva di ciò che gli elettori del carroccio pensano e ormai dicono, non più solo nei consigli comunali o nelle riunioni informali.

 

Ma a voce alta, nelle strade, nelle assise dei commercianti, dei piccoli imprenditori che li avevano votati con fiducia affinchè facessero qualcosa per il territorio. Contro la partitocrazia. La Lega oggi semplicemente non ha più nulla dello spirito iniziale, ma si è adagiata ai ritmi berlusconiani: caratterizzati da quell’abulico status quo imperante. Dove è sempre colpa di qualcun altro se non si fanno le cose che si annunciano.

 

«Bossi duro? Macchè, io straccio la tessera», dice un leghista deluso. E ancora: una voce spicca sulle altre per originalità romana, più che padana e dice: «Che ci stiamo a fare al governo se è solo un magna- magna?». Appunto. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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