... E io vi dico che Berlusconi vincerà puntando sull'uscita dall'euro

http://blogs.telegraph.co.uk/finance/files/2011/11/eur.jpgSta volgendo verso l’epilogo una delle pagine tristi della nostra era repubblicana: il Governo Letta. Nato da un’emergenza politica è risultato un totale fallimento.

Si era capito fin da subito che non c’era un cambio di passo rispetto alla disastrosa esperienza dell’esecutivo guidato da Mario Monti.

L’unico scopo della banda che governa l’Europa, e che ha assoldato da tempo Enrico Letta per eseguire gli ordini impartiti da Bruxelles, è quello di depredare i cittadini italiani dei propri sudatissimi risparmi.

Il dramma economico e sociale che sta portando l’Italia verso il baratro è sotto l’occhio di tutti, ma prima di “liberare” gli italiani dal giogo dell’euro li si vuole defraudare del tutto.

Gli eurocrati stanno cinicamente ed inesorabilmente portando a compimento il piano prestabilito, avevano un solo ostacolo che gli si opponeva, Silvio Berlusconi, e, con i metodi della mafia, cioè infangare il nemico al punto di screditarlo agli occhi dell’opinione pubblica, hanno cercato di toglierlo di mezzo.

Ma Berlusconi è una persona dotata di un amor proprio smisurato e mai cederebbe ai ricatti, hanno provato in tutti i modi a dirgli che se fosse rimasto fuori dalla politica avrebbe vissuto in pace nel lusso più sfrenato e nessuno lo avrebbe mai importunato, ma la sua risposta è sempre stata … no!

Per le persone normali potrebbe sembrare un comportamento assurdo, ma si dimentica un particolare di fondamentale importanza: Berlusconi guadagnava (e forse guadagna tutt’ora) un milione e mezzo di euro al giorno! Ed una persona così non la si “compra” con i soldi!

Per lui partecipare al G8, discutere con i grandi della terra o meglio ancora finire sui libri di storia, non ha prezzo e non rinuncerebbe a questo per nessun motivo al mondo, non può quindi accettare di farsi da parte oltretutto in questa maniera infamante.

Anche il suo peggior nemico, poi, deve riconoscere al Cavaliere una qualità fondamentale per un uomo politico, la straordinaria dote di attrarre voti, e Berlusconi ha più volte dimostrato di avere questa innata capacità.

E’ davvero una dote rara perché racchiude in sé due qualità che sembrano antitetiche, da un lato occorre avere credibilità (e quindi risultare una persona seria) e dall’altro bisogna saper stupire (la capacità peculiare dei comici) e lui le ha entrambe, ma per durare tanto sulla scena politica, occorre anche sapersi rinnovare.

E’ innegabile che il suo grande recupero, nelle scorse elezioni, che gli ha permesso se non di vincere le elezioni, almeno di pareggiarle, è stato dovuto in gran parte ad una “trovata” estremamente semplice, una promessa per nulla difficile da mantenere: l’abolizione dell’Imu e la restituzione di quella già pagata.

Abilmente si guardava ben dal sottolineare che l’impegno riguardava solo l’imposta sulla prima casa, quindi ci si limitava a dover recuperare una copertura finanziaria di soli 3/4 miliardi di euro che, per un Paese come il nostro in cui la spesa pubblica supera abbondantemente gli 800 miliardi di euro, sarebbe stata una promessa molto facile da mantenere.

Eppure con una “trovata” così semplice Berlusconi ha guadagnato una valanga di voti di persone che altrimenti sarebbero andare ad ingrossare le fila dell’astensionismo.

Ed allora, mi chiederete, alle prossime elezioni quale sarà la carta che si giocherà Berlusconi per vincerle nuovamente a dispetto di tutti gli attuali sondaggi?

Semplice.

L’uscita dell’Italia dall’euro!

Gli italiani cominceranno così a sognare di poter tornare a comandare in casa propria, così come non solo fanno gli svizzeri, ma anche i danesi, i norvegesi e tutti quei popoli che, pur aderendo alla Unione Europea hanno deciso di mantenere la loro sovranità monetaria.

Orbene, mi chiederete, ma sei sicuro che basterà dire agli italiani che torneremo a coniare una nostra moneta per vincere le elezioni?

Beh! La certezza non ce l’ho, io me lo auguro, ma anche se non dovesse vincere la tornata elettorale, e si formasse un governo a guida PD durerebbe davvero poco, perché seguendo le “cure” della Merkel, l’Italia si troverebbe ben presto in una tale drammatica situazione che, per evitare una sollevazione popolare, si tornerebbe ben presto alle urne, ed in quel momento la vittoria di Berlusconi assumerebbe i contorni del plebiscito.

Giancarlo Marcotti

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