E' boom del nostro solare

Il mondo corre, l’Europa va di gran buon passo, l’Italia avanza anche se su un terreno non sgombro da ostacoli e soprattutto in una prospettiva politica sempre incerta. Il vento fila a gonfie vele, ma in generale le rinnovabili hanno cominciato a ribaltare i tradizionali rapporti di forza: nel 2009 i nuovi impianti costruiti nel nostro continente sono stati più di quelli convenzionali.

 

Le installazioni di rinnovabili sono infatti il 60% dei nuovi impianti elettrici contro il 14 del 1995. Questo il ritratto delle rinnovabili oggi, a 13 anni dal Protocollo di Kyoto che le ha rese un fattore trainante della battaglia al cambiamento climatico: a fornirlo è stata ieri l’Enea, nella sua nuova veste di agenzia per l’innovazione e non più solo ente di ricerca. La foto di gruppo è quella di un eolico che nell’insieme delle rinnovabili ha conquistato il primo posto, con il 39% dei nuovi impianti. In generale, spiega il rapporto “Le fonti rinnovabili 2010”, negli ultimi 10 anni nel mondo le rinnovabili sono arrivate a coprire oltre il 12% dell’offerta di energia primaria e il 18 di quella elettrica.

Dal 2008 gli investimenti in sole, vento e biomasse (100 miliardi di dollari l’anno) superano quelli in fonti convenzionali. Un grande boom, anche nel nostro paese, in barba all’infinito tentennamento dei governi Berlusconi. È solo della fine della settimana scorsa la notizia che si è fissata la terza fase del conto energia, con una diminuzione degli incentivi alle rinnovabili del 18 per cento nel 2011 e del 6% nei due anni successivi (una soluzione che non spaventa, pare, il settore delle rinnovabili che in questi anni ha guadagnato in efficienza e in abbassamento dei costi degli impianti). Sull’articolo 45 della manovra finanziaria si sarebbe “ripristinato il sistema di incentivi e garantito gli investimenti in fonti energetiche rinnovabili”, secondo quanto ha dichiarato il sottosegretario allo sviluppo economico Saglia nel suo intervento di presentazione del rapporto. Ma in autunno – ha anticipato – «sarà varato un nuovo sistema di incentivazione con il recepimento della terza direttiva europea».

Nonostante l’incertezza e la sostanziale contrarietà delle maggiori istituzioni del Paese, l’Italia è al terzo posto in Europa per nuova potenza installata di eolico con 1.113 megawatt e anche per potenza complessiva degli impianti delle rinnovabili, con quasi 5.000 megawatt. Il 2009 è stato sicuramente l’anno del fotovoltaico nostrano con un balzo che in un anno ha raddoppiato la quota di energia: alla fine del 2008 c’erano pannelli installati per 458 megawatt, dodici mesi dopo se ne erano aggiunti 574. Ma sul solare a concentrazione, fiore all’occhiello della ricerca italiana, siamo di fatto fermi. E poi c’è lo strano caso del solare termico, quello che semplicemente scalda l’acqua per usi igienici e riscaldamento nelle nostre case: mentre nella sicuramente meno assolata Austria si veleggia a forza di oltre 360 chilowatt ogni mille abitanti, sui nostri tetti se producono appena 23. Il paese del sole è solo al tredicesimo posto in Europa per acqua calda gratuita. Nello scenario che l’Enea definisce di accelerazione tecnologica, comunque, «il ricorso all’efficienza energetica e alle rinnovabili consentirà nel lungo periodo, al 2040, di dimezzare le emissioni. ( Fonte. terranews.it)

Autore: Simonetta Lombardo

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