Due milioni di italiani non bevono mai acqua. Gli altri poco e male: le malattie dei senza sete

http://dieta.pourfemme.it/wp-galleryo/acqua/come-risparmiare-acqua.jpgDue milioni di italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, pari a circa il 5% della popolazione del nostro paese, non bevono acqua. Né minerale né di rubinetto, non la beve, punto. Come facciano è quasi un mistero, il nostro corpo reclama continuamente liquidi e la sensazione della sete non è certo semplice da ignorare, eppure è così. A rivelarlo è una ricerca Gfk – Eurisko commissionata dal Gruppo Sanpellegrino, azienda leader in Italia nel settore acque minerali, realizzata a gennaio 2011. Ben più notevoli della sensazione di sete sono gli effetti, gravi, che la carenza di acqua ha sul nostro corpo. Dalla secchezza della pelle sino al collasso.

 

Il nostro corpo è composto principalmente d’acqua, in una percentuale media che si aggira intorno al 60%. Media, perché il quantitativo di acqua nelle cellule, e tra una cellula e l’altra, varia a seconda dell’età: 75-80% nel neonato, 40-50% nell’anziano. E varia da organo a organo, di più laddove è alta l’attività metabolica: cervello (85%), sangue (80%), muscoli (75%), pelle (70%), tessuto connettivo (60%) e ossa (30%). Ma il tessuto con il minor quantitativo di acqua è quello adiposo, il grasso, con solo il 20%. I soggetti obesi hanno infatti una percentuale di acqua inferiore a quella delle persone con un peso normale. E bere acqua contrasta cellulite e accumuli anti-estetici, oltre ad aiutare il corretto funzionamento di tutto il corpo e di tutte le funzioni vitali. Lo stesso pianeta Terra, considerate le percentuali del prezioso liquido che lo ricopre e lo perfonde, dovrebbe chiamarsi Acqua. Salata per lo più, ma pur sempre acqua. E non a caso la prima frase che pronunciò Gagarin, primo uomo a vedere il nostro pianeta dallo spazio, fu: è blu!

 

L´acqua è di certo la sostanza più preziosa e importante della nostra vita, soprattutto per le molteplici implicazioni nella prevenzione di alcune malattie e per il contributo al benessere generale. È quanto sottolineato nel Consensus Paper “Idratazione per il benessere dell´organismo” svoltosi a Milano e sviluppato con il contributo scientifico del Prof. Umberto Solimene, Direttore della Scuola di Specializzazione in Idrologia Medica/Medicina termale all´Università degli Studi di Milano, e dal Prof. Alessandro Zanasi, Idrologo e Docente nella Scuola di Specializzazione in Malattie dell´Apparato Respiratorio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell´Università degli Studi di Bologna. Insieme hanno tirato la somma di recenti studi nazionali e internazionali sulle proprietà salutari del cosiddetto oro blu e la sintesi è stata: una corretta idratazione è fondamentale per il naturale svolgimento delle reazioni biochimiche e dei processi che assicurano la vita. Dal trasporto dei nutrienti alla regolazione del bilancio energetico, dalla funzione detossicante alla regolazione della temperatura corporea, all’equilibrio idrico. E aggiunge Solimene: “Utilizzata come bevanda oltre a svolgere una funzione dissetante senza alcun introito calorico, favorisce i processi digestivi, è fonte di sali minerali e svolge un ruolo importante come diluente delle sostanze ingerite, inclusi i medicinali. Coloro che non bevono alcun tipo di acqua sopperiscono a questa cattiva abitudine alimentare assumendo bevande caloriche che, a medio e lungo termine, possono avere conseguenze negative sulla salute quali diabete ed obesità. In generale è importante mantenere un buon bilancio idrico, che significa compensare adeguatamente la perdita di acqua con il giusto introito dall´esterno, tenendo conto che la quantità introdotta con gli alimenti non è sufficiente e che quindi è necessario berla. Quello che accade e che preoccupa”.

 

Ma che cosa è che fa «perdere» acqua al nostro corpo? In primis l’assunzione insufficiente di liquidi, poi l’esposizione ad un clima secco e ventilato, ma non necessariamente caldo, e l’attività fisica intensa e prolungata, fino agli episodi ripetuti di vomito e diarrea e le ustioni.

 

Ma quanto bisogna bere al giorno per stare bene? Qual è la quantità d’acqua di cui ha bisogno il nostro corpo per un corretto funzionamento? Dice Zanasi: «Per gli sportivi, per esempio, la quantità di acqua necessaria va definita in base al tipo di attività svolta, alla durata e alle condizioni climatiche: si va da 1 litro e mezzo a 3 litri al giorno. Per un sedentario sono sufficienti 1,2-2,5 litri. Chi svolge attività fisica e vive in un ambiente caldo, invece, può aver bisogno di bere anche 6 litri di liquidi al giorno. E più intensa è l’attività, più cresce il bisogno». Ci sono poi alcuni soggetti per cui l´acqua è particolarmente importante come le donne in gravidanza, in cui una buona idratazione è essenziale per assicurare l´omeostasi dei due organismi, e i bambini nei quali il giusto apporto di liquidi incide sullo sviluppo dell´organismo.

 

Al contrario basta una minima perdita d’acqua per compromettere il funzionamento dell’organismo. Quando il bilancio idrico si fa negativo si parla di disidratazione, letteralmente cattiva idratazione. Una diminuzione dell´acqua totale corporea di appena il 2% del peso del corpo, ad esempio, è già in grado di alterare la termoregolazione e influire negativamente sul volume plasmatico, rendendo il sangue più viscoso e limitando l´attività e le capacità fisiche del soggetto: il cuore si affatica e può insorgere, nei casi estremi, il collasso cardiocircolatorio. Con una diminuzione del 5% si hanno crampi; una diminuzione del 7% del peso del corpo può provocare allucinazioni e perdita di coscienza. E perdite idriche vicine al 20% risultano incompatibili con la vita.

 

Va inoltre ricordato che non tutte le acque sono uguali, soprattutto se si considerano le loro caratteristiche e proprietà salutari, strettamente dipendenti dalla fonte di provenienza e dai sali minerali disciolti. Secondo i dati Eurisko il 34% degli italiani beve esclusivamente acqua minerale, il 13% della popolazione predilige l´acqua potabile, mentre il 48% le beve entrambe, a seconda delle occasioni. Le principali ragioni di scelta dell´acqua minerale sono il potere dissetante (40%), il gusto (36%), la sicurezza (27%) a parità del potere diuretico. 24 persone su 100 ne riconoscono, infine, i benefici per la digestione e 23 su 100 la leggerezza. Tra coloro che consumano acqua potabile spicca quale principale motivazione la facile reperibilità, soprattutto per il consumo in casa, l´economicità e il buon sapore. Non emergono riconoscimenti specifici legati ai benefici per la salute.

 

La scoperta non è tanto che bere faccia bene e sia necessario, ma che due milioni di italiani non ne sentano il bisogno e non bevano acqua. Il Consensus Paper, oltre a ribadire i benefici dell’acqua e i rischi a cui si va incontro non bevendo, ha pubblicato una serie di consigli e cercato di sfatare una serie di miti legati all’acqua stessa. Alcuni sostengono che il momento migliore per bere sia la mattina presto, prima della colazione e in effetti è scientificamente accertato che bere uno o due bicchieri d´acqua al risveglio svolge un buon effetto lassativo. Va poi smentita una radicata credenza secondo la quale bere durante i pasti faccia male alla digestione. L´acqua a piccole dosi, al contrario, stimola la secrezione gastrica e berne fino a mezzo litro durante il pasto non interferisce con i tempi di digestione. Bisogna invece evitare l´acqua gelata, perché può facilmente provocare una congestione (accumulo di sangue nei vasi di un organo), soprattutto se si è accaldati. Inoltre, a fronte di una sensazione immediata di appagamento, l´acqua molto fredda aumenta la sudorazione e, quindi, stimola nuovamente il bisogno di bere. ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

Autore: Riccardo Galli

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