Draghi, l'Euro, Montagu Norman e i nazisti

http://www.movisol.org/pix/draghi--montagu-schacht.jpgLo spettro di Montagu Norman aleggiava nella sala giovedì scorso, quando Mario Draghi ha spiegato perché la BCE, nonostante il gran parlare di "trasparenza" e "democrazia", non può pubblicare i verbali delle riunioni del Consiglio. Anche se nessuno vi ha fatto riferimento, i documenti della Bank of England pubblicati il giorno precedente stavano a dimostrare che nulla è cambiato da quando le banche centrali e la BRI (Banca per i Regolamenti Internazionali) appoggiavano la macchina bellica nazista. Oggi, come nel 1939, l'"indipendenza della banca centrale" è la foglia di fico che copre politiche e crimini inconfessabili.

Nel 1939 la Bank of England (BoE) gestiva i conti della BRI. Di fatto, come riconosce la stessa BoE nelle carte pubblicate il 30 luglio, la BRI era controllata da Londra. "I direttori della Bank of England erano naturalmente tra i più influenti nel direttorio" della BRI, si afferma nel documento. Il 21 marzo 1939, sei giorni dopo l'invasione nazista della Cecoslovacchia, la banca trasferì oro dai conti di Praga a quelli di Berlino. Nei giorni successivi furono fatti altri trasferimenti.

Per giustificarsi di fronte al Tesoro, il governatore Montagu Norman "considerò che sarebbe stato errato e pericoloso per il futuro della BRI o di ogni altro membro del Consiglio, particolarmente da un punto di vista nazionale, cercare di influenzare le decisioni del Presidente della BRI per motivi politici". Il documento della BoE, scritto dopo la guerra, spiega che "l'atteggiamento generale dei direttori della Bank of England durante la guerra era governato dalla propria ansietà di tenere in vita la BRI perché svolgesse il suo ruolo nella soluzione dei problemi postbellici. Per questa ragione, più che per altre, era essenziale che rimanesse strettamente imparziale e neutrale".

In un articolo sui documenti della BoE il 1 agosto, il Corriere della Sera ha commentato: "Una tragica ironia, questa ostinazione dei banchieri a preservare il sistema finanziario per la ricostruzione dell'Europa, senza accorgersi che attorno a loro l'Europa stava già iniziando a bruciare". La verità è ancor più cruda: il gioco dei banchieri era quello di bruciare l'Europa, e l'"indipendenza" della BRI era una patetica copertura. La Bank of England e l'establishment britannico sostennero i nazisti e l'artefice della loro politica economica Hjalmar Schacht. Il finanziamento della macchina bellica nazista fu possibile grazie alla "sforbiciata" sul debito di guerra attuato dal Piano Young e al nuovo sistema di pagamenti istituito sotto la BRI.

Oggi, come allora, i banchieri insistono nel preservare il sistema mentre l'Europa brucia, per usare l'espressione del Corriere. E oggi come allora, l'indipendenza delle banche centrali è la foglia di fico che copre politiche brutali, come quando il presidente della BCE Mario Draghi ripete ogni mese che paesi come Grecia, Portogallo e Spagna hanno compiuto "progressi tremendi". Oggi, come allora, la BRI è al centro del sistema. Draghi e l'attuale governatore della Bank of England Marc Carney hanno entrambi presieduto il Global Stability Board presso la BRI (dopo aver lavorato per Goldman Sachs) e lavorato alla stesura della versione odierna del Piano Young, l'Unione Bancaria e il Meccanismo di Risoluzione Bancaria.

Oggi i banchieri hanno un nuovo strumento: la BCE. Mentre nel 1930 la partita consisteva nell'orchestrare lo scontro tra le nazioni europee, oggi l'UE viene usata nella strategia globale di guerra, che comporta lo scontro tra gli Stati Uniti, la Russia e la Cina. La BCE assicura che la resistenza delle nazioni a questa politica venga annientata. Consideriamo in questo contesto perché la BCE non pubblica i verbali delle sue riunioni, un tema che è stato sollevato alla conferenza stampa del 1 agosto. Incalzato dai giornalisti, Draghi ha detto che se la BCE pubblicasse i verbali delle discussioni, i membri del Consiglio sarebbero esposti alle pressioni delle opinioni pubbliche nazionali qualora le loro scelte fossero giudicate non conformi con gli interessi nazionali o addirittura contrari ad essi. Ma i membri del Consiglio, ha spiegato, non sono lì per difendere alcun interesse nazionale, bensì per difendere "unicamente gli interessi dell'Euro, dell'Eurozona". Infatti, questo è scritto nello statuto della BCE, anche se pochi lo sanno o lo ricordano. La maggior parte della gente crede che i membri del Consiglio della BCE rappresentino i paesi membri e siano lì per difenderne gli interessi.

Qual è l'interesse dell'Euro? È l'interesse dei banchieri. È la continuazione del sistema che Montagu Norman, i nazisti e la BRI volevano ostinatamente preservare nel 1939.

Fonte: http://www.movisol.org/13news135.htm

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