Dopo il Pdl anche la Lega: il boss non si discute

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica4/small_110607-114351_to070611pol_00250_200_200.jpgRoberto Maroni fora di ball? Difficile, ma di sicuro le ha rotte a qualcuno. Stando così le cose la Lega nord è a tutti gli effetti un partito di governo. O meglio, un partito di governo dell'era Berlusconi. Dall'alleato e sdoganatore il Carroccio ha imparato tutto, soprattutto a regolare i dissidi interni. C'è un boss che non va messo in discussione né all'interno del Popolo della libertà né, tantomeno, nella Lega. Il leader è immortale e intoccabile. A differenza del Pdl, il partito nordista ha ancora una base che conta o che, almeno, va ascoltata. E la base, secondo Umberto Bossi, è vicina a lui, non a quel Roberto Maroni reo di aver messo in discussione qualcosa. Maroni, in fin dei conti, ha parlato da uomo di governo staccandosi un attimo da toni e modi tipici della piazza.

Certo, ora minimizza spiegando che non c'è nessuna lotta intestina, ma non nega che esiste una «diversità di opinioni». Il tutto è capire come questa diversità sarà gestita.

Le prime impressioni fanno intendere che Maroni farà tesoro dell'esperienza finiana di quel 22 aprile e che quindi non si arriverà a una “Lega e libertà per la Padania” anche perché quello è un partito abituato a risolvere le contrapposizioni interne nel massimo silenzio. Ma è evidente che l'approccio è identico a quello di via del Plebiscito. Il populismo ha i suoi schemi: il leader ha sempre ragione. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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