" Don Seppia e i cardinali, anatomia di uno scandalo" di Francesco Peloso

http://www.ilmondodiannibale.it/wp-content/uploads/2011/06/ratzinger-120x120.jpgQuesta è solo l’ultima puntata di una storia inquietante, vagamente lugubre, una delle tante che riguardano quei preti e quei vescovi coinvolti nello scandalo degli abusi sessuali. Solo che la vicenda di don Riccardo Seppia, sotto inchiesta per prostituzione minorile e spaccio, accusato di aver abusato di minori, si svolge a Genova. Diocesi fra le più importanti d’Italia: fu del cardinale Giuseppe Siri, personaggio centrale del conservatorismo ecclesiale del dopoguerra, e poi, in anni più recenti, ha visto succedersi alla sua guida tre cardinali del calibro di Dionigi Tettamanzi, Tarcisio Bertone, Angelo Bagnasco. Quest’ultimo è anche presidente della Cei, il suo predecessore è Segretario di Stato. Insomma pezzi grossi. Di don Seppia, oggi, negano tutti di aver mai saputo qualcosa. Si spargono lacrime, si consolano fedeli allibiti, si dice quanto è dura vedere il peccato dentro le proprie mura. E tuttavia, come racconto nell’articolo pubblicato sul Riformista, la situazione sta precipitando, il problema delle responsabilità si allarga. Resta da dire che anche nella Chiesa, e pure in Vaticano, c’è chi vuole fare pulizia, molti resistono naturalmente, perché il cambiamento mette paura soprattutto perché rischia di far crollare posizioni di potere antiche e consolidate.

 

E’ l’anno di grazia 2003, il sacerdote genovese Riccardo Seppia si presenta all’ospedale Galliera di Genova con un problema serio: ha contratto il virus dell’Hiv. Viene preso in cura dal reparto malattie infettive dove negli anni successivi comincia a seguire terapie specifiche per la malattia che lo ha colpito. A presiedere quella stessa struttura ospedaliera c’è, per statuto, l’arcivescovo di Genova: nel 2003 era il cardinale Tarcisio Bertone oggi Segretario di Stato del Papa, dal 2006, alla guida della diocesi, è invece arrivato il cardinale Angelo Bagnasco, successivamente nominato dal Papa presidente della Cei.

 

Nel frattempo don Seppia ha proseguito la propria non brillante carriera ecclesiale fino a quando, negli ultimi due mesi, la sua è diventata una drammatica storia di cronaca nera: da parroco di Sestri Ponente a Genova – dove svolgeva il proprio servizio pastorale – il prete è finito agli arresti con l’accusa di spaccio e prostituzione minorile. La comunità dei fedeli è rimasta sgomenta, qualche voce anche interna alla Chiesa ha dichiarato di aver avvertito la Curia da tempo, l’arcidiocesi, da parte sua, è stata colta di sorpresa e ha manifestato, anche ai fedeli, doloro e sbigottimento. Ma certo la vicenda del Galliera e dell’Hiv – raccontata dallo stesso don Seppia e non smentita dall’ospedale – aggiunge un nuovo delicato tassello a tutta la vicenda. E’ possibile che davvero vertici e funzionari della Chiesa genovese non fossero a conoscenza di nulla? Questa domanda percorre il corpo dei fedeli e l’opinione pubblica e apre nuovi fronti di critica e polemica. Anche perché, fatto non trascurabile, il Galliera è noto come “l’ospedale della Curia” nel capoluogo ligure.

 

Tuttavia c’è un argomento che separa i vertici ecclesiali dalle responsabilità: si tratta del fatto che i dati sensibili dei pazienti, fra i quali rientra il caso di chi è sieropositivo, sono tutelati dalla legge sulla privacy. E’ un problema che riguarda, fra l’altro, anche l’accesso alle cartelle cliniche. Da fonti ecclesiali si sostiene che le condizioni di salute di don Seppia, e in particolare il fatto che avesse contratto l’Aids, non erano note nonostante fosse curato al Galliera. In ogni caso, sommati insieme, i vari elementi della storia – le accuse recenti di prostituzione e spaccio con annesso il reticolo di rapporti che sta emergendo, e il problema con l’hiv – disegnano un quadro sempre più inquietante circa la personalità e l’attitudine al rapporto con i fedeli e i ragazzi di questa oscura figura di sacerdote. Dal punto di vista generale i rapporti fra il Galliera e la Curia sono ovviamente molto stretti, un rappresentante dell’arcivescovo siede nel consiglio di amministrazione; quest’ultimo, fino a poco più di un anno fa, era Marco Simeon, attualmente responsabile relazioni esterne della Rai nonché capo della struttura di Rai Vaticano. Anche un personaggio come Giuseppe Profiti, oggi alla guida dell’ospedale Bambin Gesù di Roma – struttura del Vaticano – è stato vicepresidente del grande ospedale genovese prima di incorrere in guai giudiziari in una complessa inchiesta di tangenti nella sanità ligure. Ma all’interno del Galliera non mancano anche figure di sacerdoti nominati dalla Curia, per esempio nel comitato di bioetica. Insomma le connessioni con la Chiesa di Genova sono molte, il che non dimostra ancora un legame diretto con il caso di don Seppia, inevitabilmente, però, si moltiplicano i dubbi e le incertezze fra i fedeli. Sul fronte Vaticano, intanto, sta nascendo un asse fra Pontificia università Gregoriana e Congregazione per la dottrina della Fede per fare fronte a uno scandalo, quello degli abusi sessuali, che ha messo in crisi la Chiesa in tutta Europa. Per questo il prestigioso ateneo dei gesuiti, supportato dal dicastero della dottrina della fede, ha promosso un grande incontro internazionale per il 2012 dal quale far nascere una banca dati di tutte le strategie e le esperienze messe in campo dalle varie chiese locali per rispondere al problema. ( Fonte: www.ilmondidiannibale.it)

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