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Il portale Immobiliare.it rivela che 167.000 italiani divorziati, o attualmente in fase di divorzio, tornano a vivere con i propri genitori.

La separazione dunque, per le persone comuni, determina una situazione di difficoltà in cui uno degli elementi di maggiore preoccupazione è la casa.

Il dato è solo la punta dell’iceberg di un’indagine più complessa realizzata per il portale dall’Istituto di ricercaDemoskopea cui Immobiliare.it ha chiesto di intervistare un campione rappresentativo dei circa 2.700.000 divorziati e separati italiani, per capire in primis cosa fosse successo alla casa coniugale, ma anche quale fosse la loro attuale situazione abitativa. Ne risulta che 2 divorziati su 3 non vivono più nella casa in cui abitavano da sposati che nel 43,4% dei casi resta al partner, ma meno di un terzo delle volte questi ha con sé i figli. Vivono ancora nella casa coniugale il 28,9% degli uomini separati e il 37,2% delle donne separate; oltre i cinque anni dalla fine del matrimonio occupa ancora la casa coniugale meno di un divorziato su 5 (19,2% degli intervistati).

Il primo anno dalla separazione risulta il più difficile non solo da un punto di vista affettivo ma anche economico e, dall’indagine, emerge come entro i dodici mesi la maggior parte dei separati viva ancora nella casa coniugale (57,8%) – magari assieme all’ex partner – mentre un quarto del campione vada a vivere in affitto (26,6% fra chi è separato da meno di un anno) e più di 1 su 10 torni con la famiglia di origine (10,9%).

La percentuale generale di chi torna a casa da mamma e papà si assesta al 6,2%, senza alcuna distinzione di comportamento tra uomini e donne: in numeri, parliamo di 167.000 italiani che tornano a fare i figli svariati anni dopo l’uscita dal loro nucleo originario. Più che differenze di genere, si notano comportamenti diversi sia in base alla regione di appartenenza – la percentuale arriva addirittura al 7,6% se isoliamo le regioni del Sud Italia – sia in base all’età: tra i separati under 35, infatti, il 13,4% del campione è tornato a vivere con i genitori. Evidentemente, la giovane età non ha permesso di mettere via risparmi sufficienti per ricostruire un’autonomia abitativa e tornare con la famiglia di origine sembra essere una soluzione conveniente, soprattutto nel caso in cui non ci siano ancora dei figli che esigono “spazio”.

Va detto, ad ogni modo, che dopo 5 anni dalla fine del matrimonio continuano a vivere con la famiglia di origine solo 43.000 persone (3,3%): segno che il ricorso al supporto della famiglia, perlomeno per quanto riguarda l’ospitalità, resta momentaneo. ( Fonte: http://www.clandestinoweb.com/home-archiviazione/italia/140531-divorzi-167-mila-separati-tornano-a-vivere-in-casa-con-i-propri-genitori/)