Disoccupazione. In Italia un giovane su quattro è senza lavoro

L'occupazione in Italia continua a soffrire la crisi economica ma il dato dei senza lavoro resta migliore di quello medio dell'Eurozona: a luglio - secondo i dati provvisori diffusi ieri dall'Istat - gli occupati sono diminuiti di 18.000 unità rispetto a giugno (-0,1%) e di 172.000 rispetto a luglio 2009 (-0,7%) ma il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente fissandosi all'8,4%, oltre un punto e mezzo al di sotto di quello medio dell'Ue a 16 pubblicato ieri da Eurostat.

 

Rispetto al 7,9% di luglio 2009 la disoccupazione è aumentata di 0,5 punti percentuali portando i senza lavoro a quota 2.105.000. Rimane però l'allarme giovani. Il tasso di disoccupazione, anche se cala di 0,6 punti percentuali, rimane altissimo, al 26,8%: in pratica resta senza lavoro oltre un giovane su quattro. Negativo è anche il dato degli inattivi, cioé di coloro che tra 15 e 64 anni restano fuori dal mercato del lavoro.

 

Se a luglio la disoccupazione frena leggermente (15.000 senza lavoro in meno rispetto a giugno), gli inattivi crescono di 76.000 unità: sono a quota 14.948.000 persone, il livello più alto dall'inizio delle serie storiche nel 2004. Questo - secondo i tecnici dell'Istat - è dovuto anche all'effetto scoraggiamento, ovvero alla rinuncia di una parte di persone disponibili al lavoro alla ricerca di un'occupazione a causa della scarsa fiducia nella possibilità di trovarla.

Continua a scendere il tasso di occupazione (ora al 56,9% con un calo di 0,1 punti su giugno e di 0,7 punti su luglio 2009) mentre cresce il tasso di inattività (al 37,8% con un aumento di 0,2 punti su giugno e di 0,3 sullo stesso mese del 2009) mentre nel mese si è verificato un calo del tasso di disoccupazione giovanile (-0,6 punti al 26,8%) anche se resta senza lavoro oltre un giovane su quattro.

 

A fronte di 172.000 occupati in meno in un anno sono stati gli uomini a subire l'arretramento maggiore (115.000 in meno pari a un calo di 0,8 punti) mentre le donne hanno perso 57.000 posti (-0,6 punti). Su 153.000 inattivi in più in un anno (un punto percentuale in più) le donne sono state 60.000 (+0,6 punti) e gli uomini 93.000 (+1,8 punti). Per gli uomini il tasso di disoccupazione a luglio è al 7,5% mentre per le donne è all'8,4%. Per le donne il tasso di inattività resta consistente con una donna su due (il 49%) tra i 15 e i 64 anni fuori dal mercato del lavoro.

 

"La situazione rimane preoccupante - dice il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - ma sarebbe colpevole non riconoscere il dato oggettivo di un differenziale positivo con l'Europa e di una tendenza negativa sostanzialmente fermatasi". "È una Waterloo sociale - sottolinea il capogruppo Pd in Commissione lavoro, Cesare Damiano - ma il governo non trova niente di meglio che discutere del processo breve per dare l'ennesimo salvacondotto a Berlusconi".

Preoccupazione viene poi espressa dai sindacati. "La ripresa non si traduce in aumento dell'occupazione", dice Giorgio Santini della Cisl che chiede interventi così come Giorgio Fammoni della Cgil indicando il massimo storico del tasso di inattività. "Politiche per i giovani e per il Sud", è il pensiero di Guglielmo Loy della Uil. ( Fonte: americaoggi.info)

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