Dipendenti pubblici: il posto è meno fisso di quanto si pensi

L'icona tipica del dipendente pubblico italiano è quello di una persona ancorata in modo permanente al proprio posto di lavoro, inteso sia come mansione, sia come ente, sia come sede. Ma anche i lavoratori del settore pubblico, a modo loro, si spostano, in base alle regole sulla mobilità nel pubblico impiego. Esistono, in particolare, due tipi di mobilità: quella volontaria e quella compensativa, nota anche come interscambio.

La mobilità volontaria permette ai dipendenti pubblici il passaggio diretto tra amministrazioni diverse. Per effettuarlo, è richiesta la stessa qualifica o ruolo relativo alla stessa area oppure categoria, ma non lo stesso profilo professionale, tra le due attività da sostituire. Occorre il nulla osta all'amministrazione di appartenenza, che funziona con la regola del silenzio-assenso: trascorsi 30 giorni dalla richiesta, cioè, il trasferimento si intende rilasciato.

La mobilità compensativa, o interscambio, consiste nello scambio di dipendenti tra Amministrazioni diverse, anche di diverso comparto, purché esista l'accordo tra gli Enti di appartenenza ed entrambi i dipendenti appartengano ad un corrispondente profilo professionale e svolgano le medesime mansioni. Le amministrazioni possono stabilire liberamente quali mansioni considerare identiche, ai fini della mobilità. L'interscambio va fatto di comune accordo tra i due lavoratori interessati. ( Fonte: http://www.intrage.it)

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