Diminuiscono gli incendi nei boschi, ma non gli ettari distrutti

In base ad un rapporto realizzato da Legambiente e Protezione civile si nota che diminuisce il numero assoluto di incendi, ma nel Mezzogiorno e nelle isole la situazione rimane stabile e dovunque in Italia migliaia di  ettari di bosco finiscono in fumo.

 

A 10 anni dall’approvazione della Legge Quadro 353/2000 ancora il 30 per cento dei comuni italiani deve intervenire. I ritardi della politica in campo ambientale sono ancora seri, tenendo anche conto che nel 97 per cento dei casi gli incendi sono causati dall’uomo, colposi o dolosi che siano.

 

Per fortuna il 70 per cento dei comuni italiani ha messo in campo attività di prevenzione e nel 2009 il numero dei roghi è calato, passando dai 6.479 del 2008 ai 5.422, segnando la quota più bassa degli ultimi 18 anni e il 20 per cento in meno rispetto al 2008.

 

Tuttavia, anche se il numero degli incendi nell’ultimo biennio si è ridotto, è aumentata la superficie totale percorsa dalle fiamme, passando dai 65.393 ettari del 2008 agli attuali 73.360.

 

Nell’ultimo anno solo in Sardegna sono bruciati 37mila ettari di territorio, più della metà di tutta la superficie italiana colpita dalle fiamme.

 

Il rapporto però mette in luce anche aspetti positivi ed evidenzia comunque una flessione del numero assoluto di incendi, che nel 2009 hanno coinvolto il 16 per cento dei comuni italiani contro il 19 del 2008.

 

In questo quadro spicca l’attività di contrasto svolta in Umbria, che nell’ultimo biennio è riuscita a diminuire del 70 per cento il numero di comuni colpiti. Bene anche la Basilicata con meno 50 per cento e la Puglia con meno 30 per cento.

 

Resta in ogni caso grave il ritardo di molte amministrazioni comunali, perchè una su tre non ha realizzato strategie di prevenzione.

 

Inoltre il catasto delle aree bruciate è stato istituito nell’86 per cento dei comuni colpiti da incendi nell’ultimo biennio, ma solo il 56 per cento lo ha aggiornato nell’ultimo anno.

 

Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente ha spiegato: “Il catasto delle aree percorse dal fuoco è l’unico strumento in grado di monitorare il territorio impedendone lo sfruttamento a fini speculativi”.

 

Sul fronte dell’impegno il rapporto ha rilevato come solo il 37 per cento dei municipi abbia realizzato campagne informative. Il 58 per cento, inoltre, non ha messo in funzione sistemi per il presidio delle aree boschive o svolto operazioni di manutenzione dei terreni al fine di arginare l’innesco di piccoli focolai.

 

Il 59 per cento dei comuni almeno ha stipulato accordi con il volontariato di protezione civile specializzato nell’antincendio.

 

La situazione, insomma, non appare incoraggiante.

( Fonte: inviatospeciale.com )

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