Dietro l'angolo? Pistola, cappio o ai bordi della strada

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Quando le cose non hanno un senso logico, anche se ci sono favorevoli, ci debbono spaventare.

E’ un assunto che vale in ogni campo, e, naturalmente, anche in ambito finanziario, non dimentichiamolo.

Le nostre Amministrazioni territoriali (Comuni, Province, Regioni) sono praticamente alla bancarotta, l’economia è in recessione da anni, la situazione politica è un guazzabuglio, e lo spread migliora ogni giorno, ha senso?

Se ci avessero avvisato tempo fa che per ridurre lo spread occorreva arrivare al caos totale, ci saremmo attivati in anticipo.

I partiti politici sono lo specchio fedele del nostro Paese: si sono sfasciati tutti.

E’ esploso il Pdl con la nascita del Nuovo Centrodestra, il Pd formalmente non si è ancora diviso, ma è come se lo fosse, arrivano infatti più critiche al nuovo Governo da Fassina & Co. che non dalle opposizioni, non parliamo poi del M5S, bruciatosi per autocombustione, e per non essere da meno si è polverizzato il “Centro” in micropartiti nei quali non si capisce chi ci sia dentro e chi no.

Insomma un girone infernale per il quale è difficile pensare a qualcosa di peggio, eppure, mai come in questo periodo, dall’estero, ci sono arrivati tanti complimenti.

Si congratulano con noi non solo la Bce e la Commissione europea, cioè l’organo esecutivo dell’Ue, ma anche il Fondo Monetario Internazionale. Sì, è vero, contemporaneamente ci abbassa le stime di crescita per quest’anno ed il prossimo, ma lo fa con il sorriso, e comunque sempre complimentandosi con noi.

Perché si comportano così?

Semplicemente perché il creditore, che sa in quali cattive acque stia navigando il proprio debitore, ha tutta la convenienza a far circolare notizie tranquillizzanti e non creare allarmismi cercando, nel contempo, di recuperare la propria esposizione.

La situazione, per l’Italia, è chiaramente senza vie d’uscita, ci sono intere zone del Paese in cui la povertà è estremamente diffusa, diventando la condizione “normale” per la popolazione.

Una situazione tipica da dopoguerra, ma, se vogliamo, con un aspetto ancora più inquietante: non c’è infatti la fiducia, da parte dei cittadini, che col tempo le cose possano migliorare.

Agli italiani non manca la voglia, ma proprio la possibilità di ripartire, il nostro Paese è strangolato da una moneta estremamente sopravvalutata rispetto al valore reale della nostra economia.

Certo ora non abbiamo neppure un De Gasperi ed un Einaudi, ma anche loro due cosa avrebbero fatto se anziché la lira avessero avuto l’euro?

Giancarlo Marcotti 

 

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