Dieta a base di insetti: è la soluzione per eliminare la fame nel mondo?

Può apparire come una boutade estiva solo per noi occidentali, la proposta  che è stata discussa al congresso della Royal entomological society inglese e pare presa in seria considerazione dalla Fao: una soluzione per ridurre la fame nel mondo potrebbe arrivare da una dieta a base di insetti (del resto non completamente estranea ad alcune popolazioni del pianeta).

 

I dati a sostegno di questa ipotesi provengono da una ricerca in cui gli studiosi partono da un elemento di premessa: l'allevamento di bestiame occupa i due terzi dei terreni agricoli mondiali e genera il 20% di tutti i gas serra del pianeta.

 

«C'é una crisi della carne - ha dichiarato Arnold Van Huis ( nella foto), entomologo all'università di Wageningen in Belgio e autore del dossier  delle Nazioni Unite - la popolazione mondiale crescerà da 6 a 9 miliardi entro il 2050 e sappiamo anche che il consumo di carne è aumentato drasticamente: 20 anni fa la media era 20 kg ora è di 50 e sarà 80 nei prossimi 2 anni. Se continuerà davvero in questo modo, avremo bisogno di un altro pianeta»

 

La dieta ad insetti, che includerebbe anche molte proteine, vitamine e minerali, avrebbe il vantaggio di produrre gas serra in misura minore rispetto al bestiame: «la "produzione" di locuste e grilli emetterebbe 10 volte meno metano rispetto al bestiame ed anche 300 volte meno di protossido di azoto e meno ammoniaca, un inquinante prodotto da maiali e pollame» ha concluso Van Huis.

 

Nel mondo sembra che siano 1700 le specie di insetti commestibili e la Fao sta prendendo seriamente in considerazione la possibilità di allevare questi invertebrati per farne cibo nutriente. Del resto nel mondo i paesi dove non si mangiano insetti sono una minoranza e quindi questa ipotesi può sembrare strana solo a noi occidentali. ( Fonte: greenreport.it)

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