Ddl 1611: ammazzare i blog per salvare B.

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/silvio-berlusconi-al-telefono_200_200.jpgMeno libertà ai cittadini per garantire più libertà al premier. Ecco il senso profondo del disegno di legge n. 1611 in dirittura d'arrivo in Parlamento. Si tratta, in soldoni, del famigerato ddl intercettazioni contro il quale, già da tempo, si sono battuti blogger, giornalisti, opinionisti, cittadini d'ogni dove con in comune un unico obiettivo: difendere il territorio libero del web che rischia di essere trasformato, attraverso il comma 29 dell'articolo 1, in un recinto chiuso, in uno spazio asfissiante. Infatti, in virtù della norma ammazza blog, viene introdotto l'obbligo di rettifica per tutti i gestori dei siti informatici. Tale obbligo, previsto nel caso della deontologia giornalistica, e quindi per i media di natura professionale, come, spesso, non sono i blog, vale per qualunque richiesta, fondata o meno che sia, e deve essere applicato in 48 ore. Un rischio, quindi, per ogni blog o sito libero, critico, satirico, di contro informazione, ludico. Un limite, quindi, per tutti, inaudito e inammissibile. Una norma concepita per il premier perché contenuta in quello stresso disegno di legge sul quale la maggioranza vuole porre il voto di fiducia, eludendo, così, ogni possibilità di modifica. Seppur parziale, seppur mirata, seppur motivata.

La mossa si inserisce in un quadro particolarmente fosco per la rete, in Italia, dove la politica continua ad applicare regole e principi provenienti da altri settori, come quello televisivo o, come in questo caso, dalla professione giornalistica, per normare il web. Sbagliando. Anzi, con la volontà di sbagliare. Non è un mistero, infatti, la sottesa avversione del berlusconismo, nato con le tv e raccontato attraverso il tubo catodico, nei confronti del web. Le lotte a suon di tribunali tra Mediaset , da una parte, e Google e Yahoo dall'altra, sono recenti e hanno fatto scalpore. Così come ha suscitato una reazione diffusa la delibera Agcom relativa al diritto d'autore.

La maggioranza continua nel tentativo di limitare la libertà della rete e di restringerla in un territorio angusto, opponendo all'esplosione della cultura web, una logica restrittiva, limitante, inadatta. Il Popolo della libertà è diventato così il partito della censura, l'uomo della comunicazione si è trasformato nel re del silenzio, spaventato come è dal racconto che lo riguarda, dalle parole che lo descrivono, dalla pubblicazione dei fatti relativi alla propria vita. Colui che, un tempo, ha tentato di portare la contemporaneità in Italia, ora sta relegando il paese a un passato che non vuole terminare, a un tempo immobile e senza fine.

Non è accettabile. Il ddl intercettazioni, quindi, non è un problema, già di per sé grave, solo per le limitazioni concrete che comporta, ma per la logica e la cultura che lo anima. Per gli obiettivi che intende raggiungere e per gli interessi che pretende di difendere. Quelli esclusivi del premier. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Mina Bissola

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