" Dai gas di scarico arriva il petrolio" di Loretta Napoleoni

http://www.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgNonostante il 45 per cento dell'elettricità utilizzata negli Stati Uniti provenga da centrali a carbone, scarseggiano i fondi per la ricerca scientifica per catturare il diossido di carbonio che queste producono. La recessione ha prosciugato tutti i fondi ed ormai le tecniche più innovative ed efficaci provengono dalla Cina.
In Cina il problema dell'inquinamento è serio e legato all'alto consumo di carbone che nel 2010 ha superato quello del resto del mondo. Il 70 per cento dell'energia prodotta nel Paese proviene da centrali alimentate a carbone. Nonostante i massicci investimenti nel settore delle energie rinnovabili, date le dimensioni della popolazione e la crescita economica sostenuta, nei prossimi vent'anni il consumo di idrocarburi continuerà ad essere elevato. È dunque imperativo trovare il modo di rendere questa fonte energetica più pulita.
Un progetto pilota sperimentato da poco a Shanghai è già in grado di rimuovere il 90 per cento del biossido di carbonio prodotto dai 1800 autobus della città. Grazie ad un filtro speciale si può catturare il CO2 e riutilizzarlo. Per ora l'idea è di venderlo a imprese che producono bevande gassate e ghiaccio secco. Ma esistono altre alternative. In America la Duke Energy Corporation, la più grande impresa energetica statunitense, sta studiando la nuova tecnologia cinese per applicarla alle sue centrali di carbone ubicate a Gibson, nello Stato dell'Indiana. Il CO2 catturato sarà venduto all'industria delle costruzioni locale.
Il biossido di carbonio è anche usato nell'industria petrolifera. Ed è in questo settore che si potrà massimizzarne l'utilizzo. Negli Stati Uniti ogni anno si pompano ben 65 milioni di C02 lungo 3.900 miglia di gasdotti. Si inietta il CO2 nelle rocce per liberare il petrolio intrappolato al loro interno. Questa tecnica produce ogni anno circa il 6 per cento del petrolio americano. Grazie alle nuove tecnologie e con abbastanza CO2, sarà possibile aumentare la produzione americana da 67 a 137 milioni di barili all'anno. Secondo un rapporto prodotto dalla National Enhanced Oil Recovery, ciò significa che si useranno dai 20 ai 45 miliardi di tonnellate di diossido di carbonio catturato dalle centrali a carbone del Paese, equivalente alla produzione dei prossimi 20 anni.  Separare il carbone dal diossido di carbonio, dunque, non solo ridurrà l'inquinamento ma aiuterà l'industria energetica a produrre più petrolio. ( Fonte: www.caffe.ch)

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