Crisi. Le contraddizioni di un movimento appena nato - di Michele Mendolicchio

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1366131987.jpgLa situazione politica è alquanto allarmante. Pd a rischio d’implosione, Lega che si sfalda, Udc e Fli spariti, Monti ridotto a un mozzicone di sigaretta e Sel in attesa dell’autobus che non passerà mai. Gli unici a salvarsi da questo disastro generale sono la novità Grillo e Berlusconi. Solo che mentre il Pdl resta in piedi con un progetto che in un certo senso offre quella concretezza che gli italiani in questo momento di grave difficoltà cercano, il M5S è alle prese con diverse contraddizioni. Gli va riconosciuta la coerenza di non fare accordi con nessuno, come promesso; gli va riconosciuto di aver rinunciato ai rimborsi; gli va riconosciuto di aver presentato una mozione per il ritiro dall’Afghanistan, in linea con le posizioni contrarie alle missioni internazionali. Però per il resto si fa e si disfa come niente fosse. Prendiamo uno dei cavalli di battaglia di Grillo, un referendum per l’uscita dall’euro. Eppure nella lista dei magnifici 9 delle “Quirinarie” sottoposta al giudizio degli iscritti non ce n’è uno che sia contro l’euro. Diciamo subito che la vittoria via web è andata alla Gabanelli, conduttrice del programma Report. Però non si può dire che sia euroscettica o contro la cittadinanza agli stranieri nati in Italia o contro le politiche migratorie restrittive. Anzi è totalmente a favore. Degli altri meglio tacere. Sono uno peggio dell’altro, a cominciare da Prodi e dalla Bonino. Il Professore bolognese è stato uno dei protagonisti assieme a Ciampi, Amato, Padoa Schioppa di quello scellerato cambio lira-euro svantaggiosissimo per noi; in più è uno dei più convinti assertori di questa Europa unita solo dalla moneta; l’ex presidente dell’Iri è stato anche il principale “banditore d’asta” dei nostri gioielli di famiglia. Ha svenduto agli amici, in primis a De Benedetti il pacchetto Sme ovvero il più grande gruppo alimentare di proprietà dello Stato. Quasi tutto il patrimonio dell’Iri andò in fumo grazie a Prodi. Quindi non si capisce proprio perché sia stato inserito nella lista delle Quirinarie. Se è stato fatto per creare un po’ di problemi al Pd allora può essere comprensibile, altrimenti rientra nelle contraddizioni del M5S.  
Senza dimenticare che Prodi è stato sempre un convinto sostenitore delle missioni all’estero, dal bombardamento di Belgrado all’invasione dell’Afghanistan, dall’attacco all’Iraq alla vergognosa aggressione alla Libia. 
La Bonino è un altro nome che non sarebbe mai dovuto apparire nella lista dei candidati al Quirinale. Non solo è a favore di questa Europa della moneta e della Bce ma è anche una delle peggiori figure in campo internazionale. A favore della globalizzazione, a favore delle politiche migratorie senza paletti, a favore del liberismo più sfrenato, a favore dell’esportazione della democrazia attraverso le guerre, come nel caso dell’Iraq.
Rodotà, è mosso solo dall’antiberlusconismo. Per il resto ha poco o nulla da offrire.
E così Zagrebelsky, vicino al quotidiano-partito La Repubblica. Gino Strada, invece, di buono ha solo la sua posizione sulle guerre mascherate da missioni all’estero. Per il resto meglio lasciar perdere.
A proposito del risultato delle Qurinarie, Grillo si è detto soddisfatto per la scelta della Gabanelli. “E’ una signora contro tutti i poteri forti, fa indagini meravigliose e ce li ha contro tutti”. Almeno fino a quando non farà un servizio in chiaro scuro su Grillo o su Casaleggio. Basta avere uno scheletro nell’armadio e tutto cambia. Il leader 5Stelle dichiara che verrà sostenuta fino alla terza votazione, poi si vedrà.
“Dobbiamo aspettare e vedere cosa scelgono gli altri. Non so cosa potrà succedere se si arriva alla quarta, prima stiamo un po’ a vedere cosa scelgono gli altri”.
In attesa degli eventi, a Grillo interessa soprattutto chiarire i motivi del no all’accordo con il Pd. “Ci hanno chiesto perché non avete fatto un patto con la sinistra? Ma questa sinistra non ci ha chiesto di governare insieme, ci ha chiesto solo i voti”. Come d’altronde sta facendo con il Pdl. Bersani chiede di essere messo in condizione di partire con i voti dell’uno o dell’altro ma senza patti matrimoniali. E così né Grillo né Berlusconi gliela danno. Naturalmente il no del M5S a Bersani è dettato soprattutto dalla mancata rinuncia del partito al finanziamento pubblico.
“Perché il Pd ha preso 48 milioni di euro, noi non li abbiamo presi. Perché lo avete fatto? Avremmo fatto un governo insieme”.
E francamente anche questo caso rientra nelle contraddizioni del movimento. Ma come il Pd è uno dei partiti pro-euro e tu vorresti fare un governo con loro? Ma come il Pd è il principale partito sponsor delle missioni di guerra e tu vorresti governarci assieme?
Oltretutto con quelli che hanno tentato in tutti i modi di portare a termine una compravendita di voti. “Vengono con il loro accento emiliano-romagnolo e ci dicono perché non facciamo questo insieme. Hanno cercato di comprare i nostri senatori” questo l’attacco di Grillo alla dirigenza del Pd. E allora non è solo una questione di rinuncia ai rimborsi. “Tutto il Pd è coinvolto nel Monte dei Paschi di Siena, mancano 21 miliardi di euro: voglio una commissione d’inchiesta”. Allora come si fa a parlare di governo con il partito che ha un grosso conflitto d’interessi in casa? Ultima nota a proposito delle contraddizioni del programma del 5Stelle. Grillo vuole l’azzeramento del finanziamento ai giornali, però nello stesso tempo vuole il finanziamento a pioggia per le piccole e medie imprese per salvaguardare e creare i posti di lavoro. E perché i giornali, come il nostro, non danno forse lavoro?
L’auspicio finale di Grillo è che il nuovo capo dello Stato gli dia l’incarico per formare il governo. Il fatto è che questo resta un sogno, anche perché molto probabilmente Pd e Pdl si metteranno d’accordo per eleggere un nome condiviso.  
E molto probabilmente sarà Marini.
Fonte: www.rinascita.eu

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