Crisi. Bersani, re per una notte - di Michele Mendolicchio

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1343230187.jpgL’incarico a Bersani sembra più che altro un contentino d’amorosi sensi, pardon di appartenenza politica. Il capo dello Stato ha sempre detto che senza una maggioranza certa al Senato non avrebbe dato il via ad operazioni del genere. Invece le nostalgie hanno avuto il sopravvento. E così Bersani è salito al Colle per essere incoronato re, anche se per poche ore. “Ho conferito, in continuità con eloquenti precedenti, all’onorevole Bersani l’incarico di verificare un sostegno parlamentare certo, a un governo che abbia la fiducia delle Camere”, questo l’annuncio dell’inquilino del Colle. 
L’impresa appare disperata, perché legata al tentativo di accalappiare qualche voto del 5 Stelle. Cosa che è riuscita nella nomina dei presidenti di Camera e Senato ma che è assolutamente irripetibile. Chi dovesse votare la fiducia ad un governo Bersani si ritroverebbe sotto casa tanti cittadini inviperiti. Il pacchetto di proposte del Pd è davvero osceno e irrispettoso dei problemi degli italiani. Del matrimonio dei gay o del voto agli immigrati o del conflitto d’interesse non ce ne frega niente. I problemi primari sono altri, in primis la questione dell’euro e del lavoro. Non è assolutamente possibile continuare a stare soggiogati dall’Ue e dagli interessi della grande finanza. Il Paese sta morendo per mancanza di reazione ad un modello eurocrate che sta affossando non solo l’Italia ma tutta l’Europa. Sempre più famiglie ridotte in miseria, sempre più lavoratori costretti ad accettare condizioni indegne, sempre più disoccupati abbandonati a se stessi, sempre più disagio sociale riscontrabile in ogni città. E quando si diventa incapaci di reagire perché siamo ormai diventati come dei vecchietti bisognosi del badante, allora la farsa si trasforma in tragedia. L’unica strada percorribile per restituire dignità al nostro Paese e a tutti gli italiani è quella di una rapida uscita dall’euro, per tornare alla nostra sovranità monetaria, politica, economica e militare. Solo così si torna ad essere un Paese unito e orgoglioso della propria storia. Il Pd, Sel, l’Udc e tutti quegli altri partiti sinistro-centro-destri che ci hanno condotto in questo disastro europeo debbono risponderne dinanzi al Paese. Vanno spazzati via senza alcuna indulgenza.      
Ed anche Napolitano assieme a Ciampi e Prodi ne dovrebbe rispondere. Sul tentativo di Bersani sono in pochi a scommetterci un euro. Il voto di fiducia lo prenderà solo dai suoi e da Sel, non certo dai 5 Stelle. Non per niente il capogruppo al Senato Crimi ha sfidato di nuovo Bersani a rinunciare ai rimborsi. “Non lo farà mai. Nel caso lo facesse sarebbe il primo atto di un cambiamento vero, reale, provato. Faccia questo gesto e poi ne riparliamo”. E chiaramente è un invito che non verrà mai accolto, anche perché si tratta di un partito strutturato sul finanziamento pubblico.
L’incarico a Bersani potrebbe anche avere una chiave di lettura diversa ovvero aprire le prospettive ad un governo di larghe intese. Infatti di fronte ad esito negativo la dirigenza del Pd sarebbe costretta ad accettare le condizioni di Napolitano, più che mai proiettato a riproporre un governo tecnico con il sostegno di Pd, Pdl e lista Monti. 
Il giro di giostra di Bersani è un contentino per un partito vittima della propria avidità. Per mesi ci hanno ammorbato con la storia del successo a mani basse, ma poi la vittoria si è trasformata in una cocente delusione. Sono ancora tramortiti e bisognosi della bombola d’ossigeno. E Napolitano è andato subito in loro soccorso. Adesso Bersani cercherà di mettere in campo la stessa strategia che ha portato Grasso alla presidenza del Senato. Ma come abbiamo detto: è impensabile che qualche 5 Stelle ci ricada. A meno che nell’arco del presidente incaricato non ci sia qualche freccia leghista. Nei giorni scorsi infatti ci sono stati contatti fra la dirigenza piddina e quella del Carroccio. Oggetto della discussione un possibile sostegno alla nascita del governo Bersani. In cambio di cosa? Magari un appoggio al progetto di Maroni sulle macroregioni.  
Ma è una strada impercorribile soprattutto dopo essersi presentati alle consultazioni assieme al Pdl. “Mi metterò al lavoro certamente con un primo necessario riferimento alle forze parlamentari che chiederò di incontrare senza dimenticare il dialogo, il colloquio con i soggetti sociali. Inizierò da subito” questa la premessa di Bersani. “Cercherò di corrispondere l’incarico nel solco delle parole di Napolitano e cioè l’avvio di una legislatura che abbia un governo in condizioni di generare il cambiamento necessario”.
Eh già la svolta. Basata sui matrimoni gay e sulla cittadinanza agli immigrati? Fatti un altro giro di giostra che è meglio.
www.rinascita.eu

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog