Crescere digitali

Probabilmente la prossima app per smartphone insegnerà ai bimbi come allacciarsi le scarpe e ad andare in bici.

Perché se il 70% dei bambini tra i 2 e 5 anni è in grado di utilizzare un mouse, solo 11% riesce allacciarsi le scarpe da solo. E mentre il 69% sa giocare ai videogame, soltanto il 43% è capace di andare in bicicletta.

E’ questo il risultato di una recente indagine condotta da AVG, azienda che opera nel campo della sicurezza in Internet, che ha preso in esame 2200 bimbi che vivono in Europa, Usa, Australia, Giappone e hanno a disposizione un accesso alla rete.

La ricerca mette a confronto capacità di utilizzare la tecnologia (Tech skills) con le abilità nella vita quotidiana (Life skills).

I risultati sono chiari: i nativi digitali sembrano molto più a loro agio con computer e tablet, che con attività come nuotare e prepararsi la colazione. Sempre lo stesso studio testimonia che il primo imprinting con la rete di un bimbo avviene a soli 6 mesi… prima di imparare a dire mamma!

Cosa cambia per genitori e insegnanti?

La situazione non è tutta negativa, anzi. Per esempio si pensava che la scrittura abbreviata, tipica degli sms, peggiorasse grammatica e spelling. Ma un nuovo studio della Coventry University mostra che in realtà le migliaia di sms che si scambiano gli adolescenti sono tutti da scrivere e da decifrare: un continuo contatto con la lingua scritta, che aiuta a migliorare le competenze di scrittura e lettura.

Gli high-tech kids forse non sanno più giocare a nascondino, ma hanno certamente sviluppato nuove capacità: capiscono subito come funziona qualsiasi apparecchio elettronico e sono in grado di imparare attraverso video e immagini. Molti di loro sanno trovare velocemente le informazioni che cercano su Internet, anche se probabilmente non hanno la capacità di valutarne l’attendibilità.

Rischi dei bimbi sempre connessi alla rete? L’isolamento, la difficoltà di concentrazione, scarsa memoria perché tutto è ormai disponibile on demand su Internet.

La sfida educativa rimane difficile. E anche se si dispongono di strumenti sempre più avanzati per proteggere i bambini dai pericoli del Web è sempre consigliabile la presenza di un adulto.

Una curiosità: a quanto pare i bambini italiani sono i primi tra i loro coetanei ad imparare ad usare un cellulare. Un primato casuale? ( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog