Cosa ci aspetta? A Roma i figli di immigrati "... Non sono Italiani"

«Anche se questi bimbi sono nati in Italia è sbagliato considerarli non stranieri. Non è solo un fatto anagrafico, ma è una questione culturale. È bene che questi bambini nati in Italia possano convivere con quelli di origine italiana. Si favorisce un sentimento di appartenenza se a loro viene data l'opportunità di stare anche con gli italiani». Lo ha detto l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, durante la sua visita in occasione dell'apertura dell'anno scolastico alla scuola Carlo Pisacane di Roma, che conta un'alta percentuale di alunni stranieri. Rispondendo all'intervento di una docente della Pisacane, Marsilio ha detto che considerare italiani i bimbi stranieri nati in Italia «è un'idea sbagliata di integrazione. È grave pensarla così». «È aberrante - ha poi aggiunto Marsilio rispondendo ai cronisti - l'istituzione di un plesso con soli stranieri perchè l'integrazione significa scambio e non solo isolamento in una scuola».

ALEMANNO: «QUEI BAMBINI SONO UN PATRIMONIO» Una presa di distanze però arriva dal sindaco di Roma: «L'assessore si è espressa male in chiave istituzionale e legislativa. Sappiamo che in Italia non esiste il diritto di cittadinanza in base alla nascita: voglio dire con chiarezza che tutti i bambini che nascono qui sono un patrimonio per questa città, e quindi non mi seno di definirli stranieri», ha detto Gianni Alemanno, a margine di un'iniziativa all'Ara Pacis, commentando le dichiarazioni dell'assessore alla Scuola.

I CONSIGLIERI PDL: «D'ACCORDO CON LEI» «Ci sentiamo in piena sintonia con le dichiarazione dell'assessore Laura Marsilio in merito alle vicende che caratterizzano, spesso in senso negativo, la didattica della scuola Pisacane. È assolutamente inconcepibile che ci sia una prima classe formata esclusivamente dal alunni provenienti da paesi stranieri, frutto chiaramente di scelte didattiche ed ideologiche sbagliate, portate avanti negli anni precedenti dai dirigenti scolastici della scuola. Il semplice fatto che un bambino sia nato in Italia, come ha spiegato anche l'assessore Marsilio, non significa che possa essere considerato cittadino italiano, perché il problema non può essere esclusivamente il riconoscimento formale della cittadinanza, ma prioritaria deve essere sempre l'interiorizzazione dei valori e dei principi e che sono alla base della Nostra Carta Costituzionale e delle Nostre leggi, che inoltre subordinano l' acquisizione della cittadinanza nel Nostro paese, ad un periodo di residenza continuativa e al compimento del diciottesimo anno di età, anche per chi è nato sul suolo italiano. L'integrazione, è spesso un processo molto lungo e faticoso, specie per ragazzi provenienti da culture molto distanti dalla nostra, e non è certo risolvibile creando dei piccoli ghetti esclusivamente in nome di scelte ideologizzate e sbagliate, che tra l'altro non fanno neanche l'interesse dei bambini». Lo dichiarano in una nota Maurizio Politi, Daniele Rinaldi e Flavia Siviero, consiglieri del Municipio Roma 6, a margine della visita dell'assessore Laura Marsilio alla scuola Carlo Pisacane.

IL PD: «ALEMANNO LE RITIRI LE DELEGHE» «Sono gravissime le parole dell'assessore Marsilio che, nel corso di una visita alla scuola Pisacane di Roma, ha affermato che è sbagliato 'considerare non stranieri i figli di extracomunitari nati in Italià. La gravità di quanto ha detto si comprende se pensiamo alla violenza psicologica fatta nei confronti dei figli di stranieri che alla Pisacane, dopo averla ascoltata, si saranno chiesti se mai saranno cittadini italiani. Poiché l'assessore alla scuola della Giunta Alemanno ha dimostrato una irresponsabile insensibilità ai temi dell'integrazione e una gravissima ignoranza del diritto, le chiediamo di farsi da parte e al Sindaco Alemanno di revocare immediatamente le deleghe all'Assessore Marsilio assolutamente inadeguata nelle vesti istituzionali che ricopre». Così, in una nota, la deputata del Pd e dirigente regionale dei democratici del Lazio, Ileana Argentin, commenta le parole dell'assessore alla Scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio. La richiesta è stata ribadita anche da numerosi esponenti Pd.

LA PRESIDE «DICE BENE» «Sono d'accordo con l'affermazione dell'assessore, la Marsilio ha ragione. I figli degli stranieri, anche se nati in Italia, hanno alle spalle un contesto d'origine diverso da quello italiano, mentre invece i figli degli italiani respirano una cultura italiana». Lo ha detto Flora Longhi, la preside dell'istituto comprensivo Laparelli di Roma, a cui è accorpata la scuola elementare Carlo Pisacane, che conta un alto tasso di alunni stranieri. La dirigente è così intervenuta in merito alle dichiarazioni dell'assessore capitolino alla Scuola Laura Marsilio, secondo cui i figli nati da immigrati in Italia non sono da considerare italiani. «È la legge a decidere quando considerarli cittadini italiani. Diverso è il caso dei bimbi stranieri adottati da italiani, che respirano una cultura italiana», ha spiegato la preside, che da quest'anno dirige anche la scuola Pisacane.  ( Fonte: leggo.it)

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