Correggio: pozzi contaminati presso le biogas

http://4.bp.blogspot.com/-MIS-D7spdtI/UlEZYs_K3JI/AAAAAAAAD_c/JEVDP3zzCp4/s1600/Biogas_Cupole.JPGCorreggio (Reggio Emilia) è l'Eldorado delle biomasse targate coop rosse e PD balzato ai disonori delle cronache per il crack della multiutily a controllo comunale El.cor, un buco fatto di un fiume di denaro volatilizzatosi in consulenze e operazioni poco chiare. la El.cor è stata anche protagonista di un fallimentare progetto di land grabbing in Senegal. Per produrre olio di jatropha da importare e bruciare nelle centrali a biomasse emiliane si progettava di piantare (alla faccia del solidarismo sbandierato) 50 mila ettari di jatropha cacciando le comunità rurali e sostituendo colture di sussistenza come miglio con la pianta "energetica". Sul territorio di Correggio esistono già 6 (sei) centrali a biomassa ma ci sono progetti per arrivare a 10 (dieci). Dal "triangolo della morte" al "triangolo delle biomasse". Oltre alle emissioni atmosferiche cumulate di 10 centrali si moltiplicano i rischi di altro tipo. A partire da quelli microbiologici. E una preoccupante conferma arriva proprio dall'analisi di un pozzo a breve distanza da due centrali a biogas. Sanno tutti (anche l'Unione Europea che finanzia progetti per trasformare i digestati in concimi meno inquinanti) che i digestati al di là delle favole dello spargimento a 20 e più km sono tutti smaltiti nel raggio di pochi km per evidenti costi di trasporto di un materiale che è poverissimo di sostanza secca e costituito quasi esclusivamente di acqua. Smaltiti è il termine corretto perché quando un concime è applicato in dosi e frequenze eccessive non è più tale ma diventa un rifiuto speciale. Nel pozzo sono stati rinvenuti coliformi, escherichia coli ed enterococchi intestinali che superano il limite consentito per l'uso umano ma che rendono inidonee le acque anche per l'irrigazione di orti e coltivazioni alimentari. La contaminazione del pozzo potrebbe essere legata a quella della prima falda.

Fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2013/10/05/news/trovati-batteri-nel-pozzo-vicino-agli-impianti-biogas-1.7872669

Trovati batteri nel pozzo vicino agli impianti biogas

Correggio: l’acqua è stata fatta analizzare dal comitato Ronchi per l’ambiente Martedì sera un incontro pubblico per parlare delle dieci centrali in progetto.
CORREGGIO. Martedì 8 ottobre alle 20.30, nella sala del centro 25 Aprile (via Campagnola 1/a), il comitato Ronchi per l’Ambiente ha organizzato un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza per parlare dei dieci impianti a biomassa in progetto e in fase di costruzione nel territorio correggese. In particolare, si parlerà del loro impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, considerando che ci sono già sei impianti di biogas attivi sul territorio comunale.
Al dibattito parteciperà Marco Alberghini, presidente dell’Unione dei comitati per l’ambiente e la qualità della vita dell’Emilia Romagna, già promotore di lotte contro gli impianti a biomassa in provincia di Bologna. «A Correggio sono ancora pochi i cittadini a conoscenza di un progetto energetico così imponente per numero e concentrazione di centrali. Mentre gli aspetti economici e finanziari della vicenda En.cor tengono banco da alcuni mesi, quasi nessuno si preoccupa di esaminare con obiettività i rischi per la salute umana e per l’ambiente», dice il comitato Ronchi per l’Ambiente riguardo l’iniziativa.
E aggiunge: «Molte di queste centrali di cogenerazione sono affiancate sullo stesso terreno ma non se ne calcola l’inquinamento complessivo, così come l’estrema vicinanza ai centri abitati, o il fatto che si possano bruciare per legge anche rifiuti non legnosi e non organici. Chi farà i controlli sui fumi di dieci impianti a regime? Da dove proverrà la biomassa? Quali interessi motivano un progetto così spropositato per la nostra realtà locale?».
All’incontro si cercherà di informare il pubblico consentendo domande inerenti i temi salute e ambiente. E intanto, sul tema, il Comitato è già sul piede di battaglia. Sono arrivati ieri, infatti, i risultati dell’analisi di un prelievo d’acqua di un pozzo in via Fossa Faiella a Budrio (a circa 70 metri da due impianti biogas in funzione) in cui si legge che i valori dei parametri dei batteri coliformi, escherichia coli ed enterococchi intestinali superano il limite consentito, determinando così il campione non conforme alla normativa vigente in materia di acque destinate all’uso umano. Avvertite le autorità competenti, con comunicazione inviata al sindaco di Correggio, Marzio Iotti, all’ufficio ufficio di igiene pubblica di Correggio, all’Arpa di Reggio e alla Provincia di Reggio, il comitato precisa che «l’acqua di un pozzo a camicia non è per uso umano ma queste acque vengono usate per irrigare orti privati e coltivazioni che verranno consumati da uomini e animali, cosa che ci è stata sconsigliata dal tecnico che ha effettuato gli esami, ipotizzando anche un possibile inquinamento della prima falda».
E alla notizia dell’incontro sugli effetti del biogas si aggiunge questo inconveniente, di cui certamente si parlerà anche nella serata dell’8 ottobre.
Intanto, il comitato, però chiede «che vengano presi provvedimenti immediati per tutelare e per avvertire tutti gli abitanti della zona e per verificare se esiste inquinamento delle falde, scoprirne le cause ed eventuali responsabilità».
Silvia Parmeggiani
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