Convegno nella sede Ice di New York. La Lombardia e il mercato americano

"Fino ad oggi abbiamo vissuto di finanza creativa, da oggi in avanti dovrebbe prevalere la cultura del fare" ha detto ieri ad "America Oggi" Adriana Sartor Cremaschi ( nella foto), vice presidente di Confindustria Lombardia a margine del convegno presso l'Ice su opportunità di sviluppo e di investimento nel mercato statunitense.

 

Nella sede dell'Istituto per il Commercio Estero a Manhattan si è svolta un'assemblea della missione imprenditoriale lombarda plurisettoriale di 25 aziende che fino al 2 ottobre sarà presente in alcune città americane, organizzata dall'Ice in collaborazione con Regione lombardia e Confindustria Lombardia.

Con lo slogan "Usa: La sfida lombarda per competere" la missione economico-istituzionale ha tenuto il convegno che ha concluso il progetto "Usa: Approccio integrato all'internazionalizzazione" avviato nel maggio dello scorso anno.

 

Hanno partecipato Aniello Musella direttore della rete Ice in Usa, Lorenzo Galanti consigliere commerciale presso l'ambasciata di Washington, il console generale Francesco Talò, Francesco Baroni direttore generale Industria, artigianato, edilizia e cooperazione della Regione Lombardia e Adriana Sartor Cremaschi di Confindustria Lombardia.

 

"Le aziende già esportano in America e sono interessate a poter espandere la loro presenza e poter valutare anche forme diverse di presenza negli Stati Uniti" ha spiegato Francesco Baroni.

"Abbiamo avuto una serie di interventi che hanno lo scopo di informare le aziende e dai primi riscontri ho avuto un gradimento elevato da parte loro. Sono contatti,  informazioni che interessano tutti e su cui poi le aziende costruiscono" ha riferito Musella.

 

La delegazione è composta da un gruppo selezionato di piccole e medie imprese aderenti al sistema confindustriale, nei settori aerospazio, energie rinnovabili, meccanica strumentale e arredo/tessile per la casa.

"Questo è il momento centrale - sottolinea il direttore dell'Ice - in cui le aziende lombarde arrivano sul mercato americano dove hanno un momento informativo, ma in particolare c'è un momento di incontro con i partner potenziali americani a New York come a Los Angeles e Chicago".

È la prima volta che una missione di sistema ha un taglio molto settoriale, al contrario delle precedenti - anche a livello nazionale - che hanno avuto una presenza molto elevata di aziende con una varietà di settori enorme.

"Siamo tutti molto contenti, perché abbiamo avuto dei risultati che sono andati aldilà delle aspettative. Anche perché - ha precisato Adriana Sartor Cremaschi - questa missione nasce un po' come un sistema abbastanza atipico con la collaborazione di Ice, Regione e Confindustria, una formula abbastanza nuova".

 

L'imperativo adesso per le piccole e medie imprese lombarde è: internazionalizzazione, se vogliono aumentare il fatturato.

"Chi non l'ha ancora capito, capirà. Come si fa altrimenti ad aumentare il fatturato, o quanto meno a tenere? Internazionalizzare l'azienda - ha precisato Adriana Sartor Cremaschi - vuol dire aprirsi al mondo, vuole dire dare un contributo e ricevere stimoli che si traducono poi in progetti futuri".

Dopo tanti anni di mercati low-cost, ora Confindustria e le aziende lombarde guardano con interesse al mercato statunitense, numero uno al mondo, nonostante l'imperversare della crisi economica.

"Quando abbiamo iniziato ad avviare questo progetto non c'erano ancora i germi di quello che poi ci sarebbe stato. Ma anche se ci fossero stati, gli Stati Uniti rimangono il primo mercato al mondo e hanno certamente una forza di crescere e fare progetti. Comunque sia, qui non c'è Cina che tenga, per i prossimi cinquanta anni siamo tranquilli. Se dobbiamo fare degli investimenti, li facciamo sempre in un paese che ha un livello tecnologico tale, che può essere da traino. E l'America lo è senza dubbio".

 

La parola crisi lascia l'amaro in bocca alla vice presidente di Confindustria Lombardia che preferisce piuttosto parlare di cambiamento.

"Più che una crisi, direi che è un grande cambiamento che stiamo vivendo. Non abbiamo ancora trovato le regole del gioco che ci porterà a lavorare nei prossimi anni. Fino ad oggi - ha concluso la vice presidente di Confindustria Lombardia - abbiamo vissuto di finanza creativa, tutto s'è risolto come si è risolto, da oggi in avanti dovrebbe prevalere la cultura del fare". ( Fonte: americaoggi.info)

Autore: Riccardo Chioni

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