Confederazione elvetica: Bloccare i ristorni? "Non ne sapevamo niente. Ma servirà a qualcosa?"

Il personaggio ticinese del momento si chiama Sergio Savoia. La sua celebrità ormai supera i confini cantonali e nazionali. E' il politico del momento, grazie alla sua retorica. Ed ora si gode il suo momento di gloria. Ieri il presidente dei Verdi è stato invitato al Quotidiano della Rsi e alla Piazza del Corriere. Le interviste ormai non si contano. Persino la redazione di Benevento di Ottopagine lo ha raggiunto per un'intervista in cui ha spiegato ai corregionali dei suoi genitori che il "Sì" all'iniziativa UDC non è da interpretare come un rigurgito xenofobo e razzista.

Ieri in tv Savoia ha ribadito la sua posizione: "difendere il popolo ticinese". Ha precisato di non essere populista, ma "popolare" e di appoggiare l'iniziativa del PS sul salario minimo a 4.000 franchi svizzeri al mese. A Piazza del Corriere ha annunciato poi l'intenzione di presentare una mozione con chiunque voglia sottoscriverla per chiedere il blocco dei ristorni dei frontalieri. I Verdi, in questo caso, si schierano con la destra. "E' ora di usare le maniere forti" ha detto Savoia riferendosi alla necessità di inserire nel dossier la disdetta dell'accordo sui frontalieri del 1974 e lo stralcio della Svizzera dalla black-list.

http://img.tio.ch/tio_common/multimedia/77/835/20min/__TFMF_eatfmk55rukyh3fzf2etzuuu_88d9194e-996f-4463-bd26-57abf3db6fa8_0_interna.jpgUn annuncio che lascia di stucco Gerri Beretta-Piccoli, gran consigliere dissidente che della proposta non sapeva nulla. "E' un fulmine a ciel sereno. Ieri sera ci siamo riuniti per preparare la seduta di Gran Consiglio: c'erano Elena Bacchetta, Barella, Maggi, Gysin ed io. Mancavano Savoia e Michela Delcò per malattia. Della mozione non se n’è parlato. A me non è stato detto niente. Forse non sarebbe stato male discuterne prima".

Sulla proposta Fausto “Gerri” Beretta-Piccoli lascia trapelare un certo scetticismo: "E' una via percorsa da altri già nel 2011. Mi domando a che risultati abbia portato".

Gerri Beretta Piccoli, da anni militante nella sinistra cantonale, non nasconde il suo imbarazzo per una situazione che sta creando qualche crepa all'interno del partito. In tutti i casi a tornare a sinistra non ci pensa. E neppure nelle liste della socialdemocrazia: "quando ero indipendente nel PS fu dura".

Sul suo futuro politico aggiunge: "Porterò a termine questa legislatura sia a livello comunale sia a livello cantonale perché credo nella scelta Verde. Essa incarna un'ideale di sinistra che combatte il consumismo. Che senso ha avere quattro televisori in casa? No, dobbiamo puntare su un'altra vita. Se loro mi vogliono ancora, io resterò. Ma se c'è da litigare, sinceramente, non ne ho più voglia. Il 25 aprile compio 68 anni. Se la biodiversità continuerà a fare parte dei Verdi, io sarò ancora uno di loro".

Fonte: http://www.tio.ch/News/Ticino/777835/Bloccare-i-ristorni-Non-ne-sapevamo-niente--Ma-servira-a-qualcosa/

 

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