Con la Lega, per abbattere l`euro-miseria - di Ugo Gaudenzi

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Lo sbarramento al 4% - nuova norma elettorale varata per il voto europeo del 25 maggio – è il trucco su cui la partitocrazia “nazionale” ha impostato la sua strategia di regime.
Il mix tra l’arraffamento pro-quota dei voti che gli italiani sprecheranno con l’astensione, tra la soglia imposta dalla nuova legge e la spartizione proporzionale tra i grandi partiti anche degli stessi voti dispersi nell’astensione o che andranno a liste minori di opposizione, è il sonno o sogno nel quale si cullano o cullavano il pd e Forza Italia, nonostante la presenza destabilizzatrice dei 5 Stelle di Grillo.
Forti dei consueti sondaggi compiacenti - che testano mille persone e dichiarano previsioni di percentuali valide per tutti e 51 i milioni di italiani con diritto di voto – le segreterie dei “democratici” di Renzi e dei “forzisti” di Berlusconi conteggiano già in queste ore la loro forza contrattuale dopo il 26 del prossimo mese. Immaginando, oltretutto, di poter condizionare – assieme ai loro “alleati-fotocopia” negli altri Stati dell’Ue, il Pse o il Ppe – l’elezione di un proprio candidato alla presidenza dell’eurocrazia di Bruxelles.
Addizionano, sottraggono, immettono i “bonus” degli astenuti e dei voti predati ai “sotto soglia”, esorcizzano i numeri dei 5 Stelle, li separano da quelli della Lega o del Front National o degli altri 26 movimenti nazionalisti in ascesa nell’Unione, e dormono soddisfatti.
Ma se loro dormono già sugli allori da conquistare c’è anche un terzo incomodo, un convitato di pietra – appunto il variegato fronte dei no-euro o degli indipendentisti – che si prepara a trasformare il loro sonno in incubo.
Conti concreti alla mano, non è affatto da escludere, infatti, che il fronte di chi non vuole più quest’Europa delle banche e della miseria possa rivelarsi invece, il 26 maggio 2014, la formazione vittoriosa, destinata a rimettere tutto in discussione: dalla poltrona di presidente che le false sinistre dell’Europa occidentale vorrebbero far occupare al “socialista” (si fa per dire) tedesco Herr Schultz e che non trova il favore dei “popolari”, alla cancellazione della moneta-usuraia euro e alla rimessa in discussione di tutto il mostruoso apparato burocratico-finanziario dipendente dall’attuale troika Fmi-Bce-Ue.
Uno scenario più che possibile.
Ma vediamo “i conti nazionali”. 
A un mese e mezzo dal responso elettorale, i prestigiatori e disinformatori del partito unico liberaldemocratico (di centro-destra-sinistra) scommettono  1) in un’alta percentuale di astensione, che renderebbe disponibile (e spartibile fra loro) fino al 50% dei 73 seggi in palio; 2) nel rastrellamento pro-quota tra i partiti maggiori dei voti dei partiti che con ogni probabilità non riusciranno a raggiungere la soglia minima di consensi del 4 per cento (tra i maggiori, i più in bilico sono Fratelli d’Italia, La Destra, un po’ meno Tsipras e ammucchiata centrista tra Ncd, Udc, Popolari per l’Italia; a questi vanno aggiunti i voti alle liste minori. Un “pacchetto da spartire” tra 5 e 7 seggi), 3) nell’erosione dei consensi – a favore del Pd – del Movimento di Grillo; nella limitazione delle previste maggiori quote di voti alla Lega alleata del Front National francese e del cartello “no-euro” in Europa.
Questi i calcoli dei profeti arruolati nelle corti delle due ali destra-sinistra del partito unico europeo della miseria e della liberaldemocrazia.
Calcoli evidentemente fatti senza nessun controllo dell’oste, dei cittadini italiani tutti.
Perché di contro a tali “ragionamenti” di regime, esiste, palpabile, diffusa nei quattro angoli della penisola, una volontà di rimettere tutto in gioco, di smantellare il sistema della crisi.
Per semplificare è sufficiente sottolineare quali siano gli obiettivi dei due maggiori partiti euro-dissidenti: il M5Stelle e la Lega “basta euro”. 1) recuperare al voto il maggior numero di astenuti: non è un mistero che l’astensione è, nella stragrande maggioranza, un voto di radicale protesta dei cittadini scontenti del sistema di potere; 2) rafforzare il contatto materiale dei due partiti di opposizione all’Europa della miseria e al governo degli annunci e delle tasse, con il territorio, con il popolo italiano.
Ecco. Gli italiani possono, questa volta, sferrare un buon diretto al sistema di dominio che li opprime e taglieggia.
Si tratta, però, di andare al voto, di scegliere chi sfida a viso aperto l’eurocrazia, il mostro di Bruxelles che taglieggia e priva del futuro la nostra comunità nazionale.
Come “Rinascita” lo abbiamo annunciato in tempi non sospetti, e a viso aperto, senza alcun interesse soggettivo: l’Italia voti per la Lega, al nord, al centro, al sud, nelle sue isole. Si premierà così un movimento nuovo che, oltre ad essere da sempre contrario all’eurocrazia, ha in questi giorni proposto 5 fondamentali referendum, per far riacquistare il diritto alla libertà di opinione (abrogazione della legge Mancino), per regolamentare la prostituzione (sanità, fisco), per abrogare la legge Fornero tagliapensioni, per cancellare l’inutile costosissimo sistema delle 100 e più “prefetture” provinciali italiane, per fermare l’immigrazione, togliendo ai nuovi arrivati i privilegi lavorativi anti-italiani.
Se qualche dubbio persiste tra i nostri lettori, che i dubbiosi votino, almeno, il movimento di Grillo: lo schiaffo sarà meno preciso, ma si faranno male lo stesso.
 
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