" Con Benigni è andato in onda lo scempio della Costituzione" di Simonetta Bartolini

rmai è chiaro, l’Italia non è un paese per gente seria, è un paese di comici, giullari, barzellettieri. Niente resiste al fascino della battuta, greve, sgraziata, inutile, maldestra, simpatica o azzeccata non importa, basta buttarla in pseudo-comicità e tutte le porte si aprono: politica (Grillo), televisione, ma anche cultura.

Già, perché grazie a Benigni, l’ultima cosa seria che era rimasta in questo disgraziatissimo Paese, la cultura, è stata svenduta al buffone sgraziato, al giullare impertinente, al rozzo battutista. E quel che peggio nel plauso ed entusiasmo generale.

In nome della diffusione della letteratura “alta” presso il popolo televisivo, evidentemente considerato “basso” da chi esalta queste operazioni, si è svilito la Divina Commedia affidandone la lettura e l’esegesi al più insopportabile (culturalmente) dei toscani. Certo l’Opera del maggior poeta può tollerare anche l’immiserimento che ne ha fatto Benigni (preferito all’eccellente e seguitissimo Sermonti), noi molto meno. Noi avremmo bisogno di altezze non di orridi profondi, ma l’audience, il cattivo gusto e la rozzezza culturale dispongono diversamente...

Ieri sera è toccato alla Costituzione. Della nostra carta fondativa si può pensare quello che si vuole, e chi scrive non ne è entusiasta, ma questo non vuol dire niente, si tratta di ciò che sta alla base etica, morale e politica del nostro sistema e da chi la apprezza dovrebbe essere considerata sacra. 

Ma da noi la sacralità (laica come nel caso della Costituzione, o religiosa, o culturale) è faccenda da affidare ad un buffone.

Il quale, per offrirci la noia raccapricciante di ieri sera, ha dichiarato di essersi avvalso della consulenza di grandi nomi, da Magris a Zagrebelski passando per Calvino, ma a quanto pare nessuno deve avergli chiarito le idee sull’importanza di trattare seriamente cioè rispettosamente la carta fondativa.

E così abbiamo assistito ad una pappardella dalla povertà lessicale imbarazzante («questo articolo è bellissimo» «questo è poesia» ripetuto ossessivamente tanto da togliere ogni significato) farcita di banalità mortificanti sui padri costituenti che (Pertini) “prima andavano in galera e poi in Parlamento,  mentre oggi succede l’inverso” . Ma che dice? Senza i dovuti distinguo, che si è guardato bene dal fare visto che le battute non sopportano le distinzioni, Pertini viene assimilato ad un furfante qualunque della modernità, e per quanto mi stia cordialmente antipatico, l’andare in galera prima rispetto al seggio in Parlamento non è un titolo di merito rispetto ai malfattori contemporanei.

E che dire dell’articolo 3 sul quale si è dilungato oltre il limite consentito dalla povertà aggettivale che ha messo in campo? «Non è stato scritto a Montecitorio, ma a Woodstock, quando lo hanno scritto si erano fatti una canna» «Pertini passami il cannone, tieni Togliatti» «L’articolo 3 sembra Imagine di John Lennon scritto 30 anni prima».

Ma siamo impazziti? La Costituzione scritta sotto l’effetto di una canna? E non detto en passant, la battuta gli è piaciuta tanto che ci ha deliziato per almeno cinque minuti su questo tono, prima di accorgersi che forse stava esagerando e aggiungere che i padri costituenti erano sobri quando hanno scritto quell’articolo!

E che dire delle iperboli idiote come quella che ha presentato la Costituzione migliore dei 10 comandamenti i quali si basano sulla proibizione (non uccidere, non rubare ecc)  mentre la nostra carta si basa sull’invito a fare. Dal che si deduce che i padri costituenti sono stati più bravi di Dio!

Non si può poi tacere sulla lezioncina di storia recente che ha preceduto la lettura, un bignami, che sembrava ispirato ai libri di Cazzullo. Così la scelta della Repubblica quando non andava di moda (ma che dice? La Francia era una repubblica, la Germania idem già con Hitler!, l’America lo stesso), contro la monarchia che non è democratica e rende i cittadini sudditi! Mai sentito parlare di monarchie parlamentari?

E ancora a proposito della democrazia una zuppa di banalità imbarazzanti fino alla contradditorietà infatti dopo aver decantato la meraviglia della democrazia, si è reso conto che così legittimava anche Berlusconi, così ha fatto un passo indietro per dire che insomma ci sono anche delle perversioni nel sistema, e che forse non sempre il popolo a maggioranza fa le scelte migliori!

Tre ore di idiozie spacciate per educazione civica!

Neppure la imperfetta, e per alcuni versi detestabile, Costituzione italiana meritava uno scempio simile!

Fonte: totalita

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